sabato 6 febbraio 2010

Amsterdam: la vita in vetrina

Settimana lunga e incasinatissima! Non avevo ancora avuto il tempo di raccontare il bellissimo week end passato ad Amsterdam. Non c'ero mai stata e l'ho trovata molto carina, le bici ovunque, le casette sull'acqua tutte storte, la birra ;-)... io non mi lascio andare a vizi e quindi non ho potuto apprezzare i coffee shop, ma un giro per il quartiere a luci rosse l'ho fatto.
Divertentissimo vedere le "signorine" svestite in vetrina, anche se onestamente non le ho trovate così accattivanti, ma direi piuttosto ridicole. Invece le vetrine più belle sono state decisamente le finestre delle case: la cosa che mi ha colpito è che ad Amsterdam le finestre sono molto grandi e nella stragrande maggioranza dei casi non hanno le tende e quindi le persone vivono come in vetrina.
Se durante il giorno è difficile vedere cosa succede al di la delle finestre, quando scende il buio e si accendono le luci... la città si trasforma in una grande vetrina che mette in mostra la vita quotidiana delle persone.
Sono morta dal ridere a vedere come con estrema nonchalance le persone guardano la tele, mangiano, lavorano al computer... consapevoli del fatto che chiunque li può vedere. Per una curiosona come me, è stato un passatempo stupendo. Per fortuna almeno nei bagni i vetri sono oscurati ;-)

domenica 24 gennaio 2010

Una serata con Johnny Mad Dog

Per entrare un po' nel "mood" bambini soldato, visto che nei prossimi gioni dovrò affrontare l'argomento per lavoro, ieri sera mi sono guardata il film "Johnny mad dog", tratto dall'omonimo libro di Emmanuel Dongala.
E' un bellissimo film, di un regista francese, girato a Monrovia, in Liberia, con dei veri bambini ex-soldato che hanno portato in video situazioni reali della loro vita passata durante la guerra.
Attraverso la rappresentazione di quanto subito e vissuto, mentre erano assoldati dai ribelli, hanno potuto rielaborare in parte il loro trauma e trovare un modo per riuscire ad integrarsi nuovamente nella comunità da cui erano stati strappati quando erano ancora molto giovani.
La realtà dei bambini soldato è ancora molto attuale e diffusa, si calcola che ce ne siano 250.000 nel mondo.
Nei 3 dei Paesi in cui ho lavorato, Liberia, Sierra Leone e Repubblica Democratica del Congo ho ascoltato molte delle storie di questi bambini che cercano di tornare ad una vita "normale" dopo avere visto e compiuto atrocità inenarrabili. Il discorso è lungo e complesso e per chi lo volesse approfondire sul sito della Coalizione Stop all'Uso di Bambini Soldato ci sono molti approfondimenti interessanti.
Quello che mi ha stupito del film di ieri sera, è rendermi conto che Monrovia è rimasta ancora identica, con tutti i palazzi distrutti, le strade in pessime condizioni, una realtà davvero fatiscente. Nonostante la desolazione che mostrano le immagini del film, è stato commuovente rivedere i luoghi dove ho vissuto per molti mesi.
Presentato al festival di Cannes del 2008, in Italia non è uscito e, al momento non è prevista alcuna distribuzione. Peccato...
ecco il trailer

venerdì 15 gennaio 2010

Aiutiamo Haiti... (non) a tutti i costi...

Sono molto arrabbiata e sconfortata, cosi tanto che non riesco a mettere in ordine i pensieri per poter spiegare di cosa sto parlando.

Ci provo...

Sono passati pochissimi giorni dalla tragedia di Haiti e molti professionisti delle emergenze si sono attivati e organizzati per prestare i primi soccorsi e definire piani di intervento per la ricostruzione.

Eppure insieme a tutti loro si stanno muovendo anche quelli che, questo lavoro, non lo sanno fare, che sperano di ottenere qualcosa, se non subito, magari in futuro! Raccogliere soldi, inventare progetti, improvvisarsi tecnici esperti per averne un tornaconto di immagine, aprirsi nuove possibilità, aggiungere un paese di intervento alla lista, per autocelebrarsi come i più bravi o forse, più banalmente, per non essere da meno. Ne ho abbastanza di vedere questo approccio agli aiuti umanitari e alla cooperazione internazionale: non bastano buona volontà e voglia di fare "qualcosa". Bisogna essere preparatissimi per essere veramente di aiuto!

Haiti è molto piccola, in questo momento è affollata di cadaveri, tutto è distrutto! Non capisco perché non si lasci il posto ai veri professionisti, A chi era già la prima e che quindi sa come muoversi, conosce il paese, le persone, le istituzioni.

Trovo questo "gettarsi sulla torta" una grande mancanza di umiltà, incapacità di riconoscere che non si può sempre fare tutto e male, che non si può essere sempre ovunque solo per cogliere delle occasioni. La trovo una grande mancanza di rispetto per la vita umana.

Questo non vuol dire che noi, seduti davanti ai televisori, possiamo essere solo degli spettatori. Non siamo impotenti: possiamo contribuire con le nostre donazioni.

Non vi dirò a chi dare i vostri soldi, chi è bravo e chi no, chi sa fare il proprio lavoro e chi invece si mangerà i vostri soldi, perché è solo una mia opinione. Se conoscete associazioni affidabili e siete certi di come verranno usati i vostri soldi, non esitate! Se invece siete disorientati e sfiduciati davanti a tutte le assillanti rischieste del momento, vi segnalo a chi mi sono affidata io. Oltre ad una organizzazione non governativa francese per cui ho lavorato, li ho dati anche a MSF (Medici Senza Frontiere). Perché?

- perché erano già ad Haiti prima del terremoto, con le loro strutture sanitarie

- perché hanno personale molto qualificato

- perché sono specialisti delle emergenze e hanno i mezzi logistici per organizzarsi al meglio

- perché useranno davvero le donazioni ricevute per aiutare Haiti. Io alla loro trasparenza credo.

ecco il link



...e in ogni caso, mi raccomando, non restate a guardare!

mercoledì 6 gennaio 2010

2 Regine

E con l'Epifania, finisce questo magico periodo di festa!
Come ogni 6 gennaio che io ricordi, questa mattina al risveglio, il caminetto di casa era pieno di calzine riempite rigorosamente durante le notte dalla Befana.
Immancabili sono arrivati cioccolatini e caramelle, ovviamente anche un pezzettino di carbone della dimensione proporzionata alla cattiveria manifestata durante l'ultimo anno. Il mio carbone era il più piccolo di tutti :-)
La mia bontà è stata anche premiata con la galette des rois preparata da mia sorella Nora. Sul suo blog si trova la ricetta di questo tradizionale dolce francese. L'importante da sapere qui è che nell'impasto viene messa una fava. Chi la trova, sarà incoronato re o regina del giorno! E ovviamente l'ho trovata io! Comincia proprio bene il 2010.
Comunque avevo promesso, che nel caso avessi vinto io, avrei regalato la corona alla mia nipotina Amelia. Guardate come è carinetta mentre si mette la corona da sola :-)

domenica 3 gennaio 2010

L'influenza di Saturno

Ed ecco cominciato il 2010!

A differenza degli altri anni mi sono resa conto che non ho fatto il solito bilancio di fine anno e quindi nemmeno i buoni propositi per l’anno nuovo. Semplicemente mi sembra già tutto molto chiaro in quanto a obiettivi per il futuro e, per il passato..... sto davvero lavorando molto su me stessa.
Quindi non ho percepito la notte di capodanno come un punto d’arrivo e uno di partenza, ma piuttosto come una continuum. La faccio corta, mi sento proprio sulla buona strada :-)
E per festeggiare ho voluto risentirmi giovane e mi sono fatta portare in un locale milanese ad aspettare la mezzanotte e ballare fino all’alba… ma siccome giovane non lo sono più, verso l’1.15 ho lasciato la pista da ballo alle ragazzette (s)vestite di paillettes che forse erano più adatte all’ambiance.


Il nuovo anno è anche l’unico pretesto che mi fa leggere o ascoltare le previsioni astrologiche. Questa volta ho deciso che mi piace credere all’oroscopo di Internazionale ( l’anno scorso era Marie Claire): l’influenza di Saturno mi spingerà ad essere quello che sono destinata ad essere, mi aiuterà a tenermi alla larga dagli obiettivi che non sono in sintonia con la mia anima. Quanto sarebbe bello tra un anno poter dire che è andata davvero così… vediamo che succede :-)

lunedì 21 dicembre 2009

La magia del Natale!

Avrei voluto raccontare le ultime puntate dei viaggi/lavoro e i post sono li pronti, stavo solo cercando le foto nel mio incasinato hard disk esterno, ma nel frattempo è arrivato Natale.

E se non ho più lo slancio per dedicare un intero blog al Natale, direi che almeno un post per questi stupendi giorni di attesa lo posso anche scrivere.

Quindi decido di copiare sfacciatamente il blog di mia sorella Nora e di pubblicare le foto delle decorazioni di casa mia… un po’ anche perché parlando con la maggior parte delle persone che conosco, mi sono resa conto che quasi nessuno di loro fa le decorazioni natalizie e che nessuno vede il natale come lo vedo io. Forse ho un po’ lo spirito di una bambina di 10 anni ma a me piace scrivere la letterina a Babbo Natale, le corse affannate nei negozi affollati, scaricare le canzoncine e sentirle a tutto volume mentre passo l’aspirapolvere (per la gioia del vicino), aspettare con ansia il momento dell’apertura dei regali quando tutta la famiglia si riunisce davanti all’albero di mamma e papà.

E poi nevica! Venerdi sera sotto la minibufera di neve a Milano, mentre in macchina cercavo di non fare incidenti e non guardare troppo tutte le luci della città, avevo un sorrisone di felicità.

Che sorpresa vedere che non è per tutti così, ingenuamente lo davo un po’ per scontato.

Comunque, indipendentemente da come dove e con chi lo viviate, Buon Natale!

sabato 5 dicembre 2009

The betta / betta project

Ieri sera ho visto il film Julie & Julia.
Niente di speciale, ma sicuramente adatto ad un venerdì sera tranquillo. E’ da un po’ de tempo che medito di tornare a scrivere sul blog e vedere l’entusiasmo della protagonista di ieri, mi ha forse dato la spinta che aspettavo. Ovvio io non mi metto a scrivere di cucina anche se ultimamente mi sto cimentando in sempre più ardue esperienze culinarie (in realtà cose normalissime, ma che per me sono delle vere e proprie imprese) ma sicuramente mi sarebbe impossibile provare le 524 ricette in 365 giorni.
Comunque, visto che il blog di Julie e il libro di Julia Child sulla cucina francese per americani esiste davvero magari provo qualche ricetta! anche se entrambe adorano il BURRO e io purtroppo e per fortuna non lo posso mangiare :-) comunque se volete dare un'occhiata:



Quindi io ricomincerei da dove ho lasciato, cosa è successo dopo il viaggio in Uganda di ben 8 mesi fa?
Suspence… in questi giorni di festa vi racconterò, abbiate pazienza,l a noia esistenziale che mi ha allontanato dalla mia paginetta rosa è dura da sconfiggere…

domenica 22 marzo 2009

Uganda – un tuffo nei ricordi

Sono stata qui due anni mezzo fa, per un workshop e arrivando mi sono sentita subito a casa, sapevo come muovermi, cosa chiedere e a chi. E’ un’Africa che sento familiare, più facile dell’Etiopia dove ho avuto l’impressione di non avere la chiave di lettura per interpretare quello che mi circondava.
L’Uganda è bellissima e in molti aspetti assomiglia al Congo, il verde delle piante, la terra rossa, l’atmosfera...
La prima sera sono andata a cenare con i taxi locali, i boda boda, delle moto che sfrecciano ovunque a Kampala. E ho ritrovato le emozioni di un tempo, quelle delle notti stellate in Africa su una moto, per le strade sterrate, al buio, con il vento che da sollievo dal caldo soffocante. Mi sono quasi commossa nel rivivere questa sensazione!
Il giorno dopo sono partita per Pader, nel nord ed è stato come un tempo, la mattina presto, con i rumori dell’Africa che si sveglia gli odori, le luci, la terra, l’aria umida…
La strada è la stessa del 2006 quando sono andata a Gulo, per poi biforcarsi nell’ultimo pezzo, le 2 ore più difficili…ma questa volta ho visto le scimmie che avevo sognato di vedere in passato. Attraversano la strada come in altri posti le vacche o le capre. E molte erano sul ciglio della strada. Abbiamo provato a dar loro una banana, ma sembravano spaventate.
E poi dopo 8 ore e mezzo, finalmente a Pader! Doccia, 2 orette di lavoro e cena in uno dei rari ristorantini locali. Per farmi contenta (volevo le patatine fritte, tanto per cambiare) abbiamo scelto il locale più lontano (15 minuti a piedi invece che 10). Abbiamo camminato al buio, alla luce del telefonino che ci ha evitato di finire in qualche buca… quale spettacolo il cielo pieno di stelle che sembravano arrivare fino a terra. Ci fossero stati i grilli e le lucciole mi sarebbe sembrato di essere a Kibombo, nel cuore del Congo.
Con le luci del giorno, il posto perde molto del suo incanto, terra rossa e polverosa, poche case se cosi si possono chiamare, molti appezzamenti bruciati con resti di capanne distrutte è quello che rimane degli ex campi per gli IDPs (gli sfollati interni) quando sono stati costretti con la forza a tornare ai loro villaggi.
Di una cosa mi ricordavo… le bellissime capanne in mattoni con il tetto di paglia, rotonde! Sono stupende!

mercoledì 18 marzo 2009

Muoversi ad Addis Abeba


Un po’ come in Senegal scopro un modo nuovo di vivere l’Africa, più libero e disinvolto, senza misure di sicurezza ultra protettive e con la possibilità di circolare liberamente con mezzi pubblici, ovviamente facendo uso di normale buon senso.
Per muoversi in città ci sono i taxi, delle vecchie Lada azzurre e bianche e anche i minibus sempre azzurri e bianchi… di cui non si capisce bene deve sono le fermate. Quindi ogni volta che si vede un gruppo di persone aspettare, più o meno in concomitanza di un lampione, è presumibilmente una fermata.
Il minibus passa, un uomo apre il portone scorrevole e grida la direzione e le persone ci si gettano sopra.
Una volta dentro ci si imbatte nelle solite decorazioni kitsch, sedili rosa plastificati con poggia testa pelosi o verde pisellino con poggia testa zebrati etc.
Davvero divertente :-)

venerdì 13 marzo 2009

in Etiopia

Prima volta in Etiopia.
Un po’ stranita all’arrivo… aeroporto insolito per essere in Africa, grande, ordinato,all’uscita non si è assaltati da taxisti in cerca di clienti o venditori di carte telefoniche, ma pochi minuti dopo l’arrivo tutti le illusioni di essere in un’Africa “più sviluppata” si sono frantumate.
L’hotel in cui sono stata è a dir poco fatiscente e per poter fare una telefonata è stata un’impresa veramente ardua, non parliamo poi della connessione internet.
Cosi per la prima volta sono rimasta senza possibilità di comunicare e questo mi ha lasciata molto perplessa, perché anche in mezzo alla foresta del Congo riuscivo a comunicare meglio che qui.
Ho scoperto poi che tutto ciò è la volontà politica di tenere il paese sotto controllo, quindi le comunicazioni sono criptate (infatti non posso inviare sms e non si può accedere a tutti i siti Internet). Si percepisce questo clima di diffidenza anche dal fatto che si è perquisiti anche per entrare in questo alberghetto che cade a pezzi.
Addis Abeba è una capitale africana con tutto quello significa, il caos, lo smog, il traffico. Mi ha sorpreso l’estrema povertà di molti quartieri che ho visitato e la presenza di mendicanti ridotti allo stremo in ogni metro quadrato della città. Per non parlare dei bambini di strada… ne ho visti dormire sotto un lampione tutti ammucchiati uno sopra l’altro, oppure nei tombini e negli scarichi delle fogne. E mi domando come può essere cosi malridotto questo paese.
Al di la tutto ciò il centro della città, è vivace, pieno di gente, colorato, con un’atmosfera coloniale e le casette di cui la parte superiore è fatta di legno sono circondate dall’altopiano che circonda la città. Bello, davvero suggestivo. Anche il cibo è buonissimo! Piatto base è l’enjira accompagnato da verdure o carne, molto speziati e piccanti.

Mi hanno raccontato molte tradizioni, leggende, storie etiopi.. la cultura qui è spettacolarmente affascinante ed è un peccato dovere restare solo pochi giorni.

martedì 17 febbraio 2009

Di nuovo in Senegal


Cinque mesi dopo, eccomi di nuovo in Senegal a rifare Dakar-Ziguinchor. E di nuovo sono sorpresa dai Senegalesi dal loro impegno e l’incredibile “voglia di fare”.
Se non fosse per il freddo barbino inaspettato, probabilmente apprezzerei anche il posto, invece il destino mi porta in Senegal sempre nei momenti meno adatti. Credo che anche questa volta ci siano i presupposti per una buona influenza, speriamo un po' meno forte dell’ultima volta.
Sono qui da poche ore e come sempre mi viene la nostalgia della vita da espatriata, l’illusione di voler fare ancora una missione lunga, ma so beneche in realtà non ce la farei... quante cose mi mancano, l’aria, il sole, le strade...
Ma soprattutto questo lavoro, la sensazione di fare qualcosa che abbia un senso, un reale valore e l’impressione di esserne capace, di collaborare con persone che parlano lo stesso linguaggio.
Spesso a Milano mi sembra di lavorare con persone che fanno completamente un altro mestiere, forse è proprio questo che rende tutto complicato e difficile.
Va be, per ora mi godo il momento...vado a incontrare i partner e vedere i bellissimi progetti che portano avanti tra mille difficoltà.

giovedì 12 febbraio 2009

...Viaggiare, lavorare, morire da clandestini

Ho finito di leggere Bilal...questo libro è un libro di viaggio, un viaggio molto particolare, molto sofferto, che mi ha accompagnato per quasi 2 mesi. Un tempo lungo, ma credo necessario, ho dovuto più volte fare delle pause, per riflettere, per capire, per immaginare quello che deve essere il viaggio di un immigrato verso l'Italia, attraverso il deserto, i campi di detenzione in Libia, il mare avverso.
Il libro non si ferma al "semplice" racconto di perché e come si lascia la propria casa, la propria famiglia, tutto ciò che si conosce e si ama, per andare verso il miraggio di una vita migliore. Ma mostra anche cos'è il CPT di Lampedusa e lo sfruttamento degli immigrati per la raccolta di pomodoro in Puglia... che poco assomigliano ai sogni di vita migliore che avevano spinto queste persone a partire.
Fa male questo libro e credo che chiunque dovrebbe leggerlo, indipendentemente dai pregiudizi e dalle idee politiche, per conoscere, per sapere, per capire...
Dopo questo libro, ma anche in seguito alle recenti esperienze con immigrati e rifugiati, diventa insopportabile assistere a quello che fa il nostro Paese, dal recente pacchetto sicurezza, che obbliga i medici a denunciare gli immigrati clandestini, al trattato Italia-Libia approvato dal senato il 4 febbraio, un trattato che autorizza la Libia a fermare gli immigrati ad ogni costo, pur sapendo che la Libia è stata denunciata più volte dalle associazioni umanitarie come uno dei Paesi violatori dei diritti umani nel mondo.
Il discorso immigrazione è sicuramente complesso e di non facile discussione, ma resta il fatto che ci riguarda tutti da vicino. I flussi migratori ci sono da sempre e inevitabilmente continueranno.
Non voglio entrare nel merito del dibattito politico sull'immigrazione, ma credo fermamente che ogni uomo (e donna e bambino) abbia diritto di essere considerato tale.
Molte cose si possono fare, certo non aprire uno "sportello delazioni", come avviene nel comune di Turate che invita i cittadini a denunciare, anche anonimamente, i clandestini.
Ma piuttosto, cercare di capire chi sono i clandestini, da dove vengono, perché lo fanno, quello che devono affrontare durante il lungo viaggio...
leggendo, un libro come Bilal, ma anche "Mamadou va a morire"
e guardando film: il recente "l'ospite inatteso", "In questo mondo libero"
o perché no, organizzare la visione di "Come un uomo sulla terra" su come la Libia controlla i flussi migratori. (vedere anche http://comeunuomosullaterra.blogspot.com)


Si ha paura dell'"altro".... perché non lo si conosce....

venerdì 6 febbraio 2009

E' nata Amelia


Questa mattina ore 6.57 arriva il messaggio che negli ultimi giorni attendevo con ansia: "ciao, ci siamo...".... poche ore dopo sono diventata zia bis. E' nata Amelia.

E' bellissima anche se per ora l'ho vista solo attraverso un vetro, ma domani ce la potremo tutti spupazzare un po'.
Certo che vivere una nascita così da vicino è sempre molto sorprendente e emozionante. Sono proprio felice. Benvenuta Amelia!

mercoledì 31 dicembre 2008

arriva il 2009

… è arrivato il momento di fare il bilancio di fine anno.
Un 2008 un po’ scialbo, a parte il meraviglioso inizio in Bangladesh e la nascita della mia nipotina…
Quindi mi auguro che il 2009 sia molto più che scintillante.
Arrivata come una richiesta più che un augurio è quella di essere meno “pesante” e non mi riferisco ovviamente a mettermi a dieta, ma a vivere la vita in modo più leggero. Sembra questo il vero segreto della felicità a detta di “alcuni” e devo dire che l’oroscopo (a cui naturalmente non do molta credibilità) di Marie Claire di dicembre conferma che il 2009 per la bilancia sarà proprio “…l’anno della leggerezza tutta da elogiare…. Le nate in ottobre saranno anime straordinariamente leggere e superbamente superficiali…”.

Non sono molto convinta che sarà la mia strada, anzi! Mentre io festeggerò con spumante e fuochi d’artificio e penserò ai miei buoni propositi per l’anno nuovo, per molti c’è poco da festeggiare e ancor meno da augurasi. Non voglio fare la martire per i mali del mondo, ma non me la sento di essere indifferente e per fortuna, non posso:
Rai3 dieci minuti fa mi ha riportato le immagini della Sierra Leone (riportandomi alla realtà vissuta per un anno),
ho amici congolesi che temono per la loro vita nella guerra senza fine in Congo,
ho ricevuto una mail l’altro ieri da un collega a Gerusalemme… con delle immagini spaventose di quello che succede in queste ore a Gaza…
E allora mentre brinderò, avrò almeno un pensiero alla cattiveria del mondo, io che ho la fortuna di vederne il bello tutti i giorni. Impossibile non cadere nella retorica ma allora un vero proposito per il 2009 è di non cedere all’indifferenza e alla paura...... così pericolose. Mi propongo l’impegno di comprendere il più possibile quello che mi circonda… farmene una vera opinione e magari di reagire.
Buon 2009 a tutti

venerdì 5 dicembre 2008

Tutto in uno scatolone

Ultimo giorno di lavoro...non vado in vacanza, cambio!

Mi piacerebbe essere in un film americano quando le persone che lasciano un posto di lavoro riempiono uno scatolone con tutte le loro cose personali, ma avete mai visto qualcuno fare davvero una cosa del genere? In ogni caso io non avrei molto da mettere nello scatolone, qui c'è poco di mio, forse in realtà ho sempre saputo che sarei rimasta qui molto poco e che ero solo di passaggio.
Quello che vorrei poter portare via con me sono le persone meravigliose che ho incontrato qui. Ed è il pensiero di non passare più tutto questo tempo con loro che mi rende triste oggi :-(
Avrò tempo di essere felice, contenta ed entusiasta del nuovo lavoro (che comincia già settimana prossima) ma oggi sono un po' malinconica.
Mi mancherete tanto!

lunedì 24 novembre 2008

Libano- ricordi

Quanto mi sono divertita! Si certo ho anche lavorato...
Ma direi che soprattutto ho passato dei bei momenti con i libanesi, che sono stati molto ospitali e gentili, innamorati dell'Italia, più che altro con un'idea molto romantica dell'Italia (che ovviamente non ho infranto, li ho lasciati sognare...).
Ho mangiato tanto e bene, a parte l'aglio crudo trovato a sorpresa in panino, ma poi mi è stato offerto un chewing gum alla fragola, che invece di aiutarmi deve avere peggiorato la situazione :-)
L'unica pecca... il tradimento delle previsioni meteo di Yahoo. Neanche l'ombra dei 25 gradi promessi! Ce n'erano 10 di gradi, brrrrrr e così mi sono tenuta per 5 giorni lo stesso maglione di lana, l'unico che avevo quando sono partita.
Ho visitato il Museo di Beirut e le bellissime rovine romane di Baalbek, passeggiato per Ksarnaba e sono stata ospite in una casa tipicamente libanese. La valle di Beqa è bellissima, estesissimi vigneti circondati da colline senza vegetazione. La zona è sicuramente povera, molto tradizionale e connotata religiosamente e ideologicamente.
Beirut l'ho vista molto poco, girando in macchina tra le viuzze e le linee di confine delle varie guerre. Le tracce del passato sono ancora molto visibili, ma la città sembra molto dinamica con voglia di investire nel futuro. Io l'ho trovata molto affascinante e nonostante l'evidentissima presenza di forze militari, mi sono sentita al sicuro.
alcune foto...

domenica 16 novembre 2008

Assaggi di Libano

Domani partenza per il Libano. Non ci sono mai stata, non conosco moltissimo di questo Paese perciò sono curiossima. L'unica cosa che mi è molto familiare è la cucina libanese, grazie alla quale sono sopravvissuta gli ultimi due anni in Africa: in Liberia e Sierra Leone. Così ieri sera per un misto di nostalgia di sapori passati e voglia di immergermi nella realtà di questo nuovo viaggio, sono andata a cenare in un ristorante libanese. Il posto niente di speciale, anche se molto carino. Molto buono il cibo... ma tra poco assaggerò un vero Shawarma!

venerdì 14 novembre 2008

Ciao Paulinho

Quasi un mese fa una triste notizia mi è arrivata dal Brasile… uno dei ragazzini del Petrape (è una casa per bambini di strada a Petrolina, nel Pernambuco, nord-est del Brasile) è affogato nel fiume.
Questa notizia mi ha sconvolto, io lui l’ho conosciuto personalmente e abbiamo passato molto tempo insieme nelle due estati in cui ho fatto volontariato li.
Così non avendo potuto essere presente al momento di ricordo in suo onore a Petrolina, lo faccio a modo mio. Con le foto dei bimbi che ho scattato nel 2004 accompagnate dalla nota poesia di Neruda che ci ricorda come è facile morire lentamente ogni giorno, pur essendo vivi… un invito a seguire il suo consiglio e evitare la “morte a piccole dosi”. Un omaggio a Paulinho, un omaggio alla vita.

martedì 4 novembre 2008

Di ritorno dallo Zambia

Bellissima esperienza, a parte la lunghezza del viaggio... se penso a quanti aerei ho preso mi chiedo se ho passato più tempo in cielo o in terra!
Lusaka è una bella città, ordinata, pulita (certo rispetto ai miei termini di paragoni africani) con fiori e piante ben curate. Le persone sono allegre, gentili, sembrano sereni...
Poi mi rendo conto che in base all'indice di sviluppo umano, rimane comunque uno tra i paesi più poveri al mondo. E per la prima volta mi sono scontrata con la dura realtà di un popolo in cui la popolazione socialmente attiva è decimata dall'AIDS, riducendo la media della vita e lasciando bambini soli come capo famiglia responsabili di sfamare ed occuparsi dei fratellini più piccoli e degli anziani.
Le elezioni si sono svolte in un clima piuttosto sereno anche se i pressanti inviti alla calma e alla pace dei giorni precedenti erano davvero poco rassicuranti. Ora lo Zambia ha un nuovo presidente, o meglio è stato semplicemente riconfermato quello in carica, con uno stretto margine e quindi l'opposizione ha già avanzato il sospetto di brogli elettorali e chiesto il riconteggio dei voti... Qualche disordine calmato con dei lacrimogeni sabato a Lusaka,ma io ero già partita.
Sono anche riuscita a vedere le Cascate Vittorie... purtroppo questa è la stagione secca e quindi mi sono dovuta accontentare di intravedere le cascate del versante Zimbabwe, anche se è comunque uno spettacolo stupendo!

domenica 26 ottobre 2008

Destinazione Zambia

Partenza domani per lo Zambia. Un po acciaccata fisicamente, ma direi che ho abbastanza voglia di fare questa esperienza. Se non altro non è un paese dell'Africa Occidentale di cui sinceramente non sono appassionata.
In realtà sono arrivata un po' impreparata: ho lasciato a casa a Milano tutti i caricatori: telefono, ipod, videocamera, un disastro. Vedrò come posso rimediare da qui a domani pomeriggio.
E' anche vero che sto via solo pochi giorni, viaggio lampo, ma almeno avere il telefono carico sì, visto che purtroppo non ho scelto il periodo migliore per andare in Zambia: il 30 ottobre, cioè giovedì prossimo, ci saranno le elezioni presidenziali per eleggere il nuovo presidente, in seguito alla morte di Levy Mwanawasa lo scorso agosto.
L'attuale presidente Rupiah Banda ha chiesto al popolo dello Zambia di votare in un clima di calma e pace... speriamo visto che le reazioni durante le elezioni in Africa non sono mai prevedibili. Ma sembra che lo Zambia sia un paese tranquillo.
Comunque ecco i dettagli di viaggio: arrivo a Lusaka, resto mezza giornata e una notte, parto per Livingstone, nel sud e mi fermo fino a venerdì per poi ritornare a Lusaka e subito torno a Milano (con diversi scali e uno interminabile a Nairobi !)

Magari ho anche tempo di andare a vedere le Cascate Vittoria :-)...
Ecco alcuni link di approfondimento sul paese:

Zambia - Unicef

lunedì 20 ottobre 2008

Conoscere l'immigrazione

Inizio di settimana faticoso, week end di difficili digestioni, in senso letterale, ma non solo: domenica sono stata al secondo incontro di formazione del Naga. Molto interessante soprattutto perché di immigrazione so ben poco. E al di la della voglia di implicarmi in prima persona per il rispetto dei diritti umani fondamentali, non conosco la situazione reale nel nostro Paese e ancor meno le leggi relative all'immigrazione. Quindi giornatona full immersion su D.Lgs. 25-07-1998, n. 286 (Turco -Napolitano), la Bossi-Fini, l'assistenza medica, la cittadinanza, i Rifugiati Politici.
Ora ne so di più e sono perplessa, un po' sconcertata e ancora in fase di riflessione. Non entro in merito dell'argomento, ognuno è libero di avere le proprie opinioni, ma immagino che in tanti sono a digiuno di queste informazioni e credo sia importante potersi fare una reale opinione, al di la di quello che ci trasmettono i media.
Io resto entusiasta della mia scelta e curiosa di comprendere a fondo una tematica così complessa.

lunedì 13 ottobre 2008

non è un problema di età... ma di candeline!

Week end di festeggiamenti, felicissima dei miei regali, delle attenzioni, degli auguri ricevuti... di tutto insomma, si anche dell'età che avanza. Non me se sono mai preoccupata molto, il vero problema però è che più anni si hanno e più candeline ci sono sulla torta. Bellissimo spettacolo pirotecnico (!) ma... inevitabilmente il desiderio da esprimere prima di soffiare non può essere tra i più ambiziosi. Chi sa spegnere tutte quelle candeline in un solo soffio? Uffi io di sicuro no, e inoltre siccome di desideri piccoli non ne avevo in archivio, ci ho messo 10 minuti a decidere cosa desiderare. Risultato: il cioccolato sulla torta si è squagliato, qualcuno si deve essere mangiato un po' di cera colata e non ho espresso nessun desiderio, va bè tanto non si sarebbe avverato :-)
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lunedì 6 ottobre 2008

Op! un bel salto per beneficienza

Segnalo una campagna di solidarietà di COOPI. La trovo molto carina e "saltare on line" è divertente... se poi qualcuno potesse saltare davvero in una delle piazze italiane nei prossimi appuntamenti... perchè no :-)
http://www.coopi.org/it/cosafacciamo/appuntamenti.php?id=1116

"L’iniziativa lancia una sfida inedita: raggiungere un milione di salti sui tappeti elastici e raccogliere fondi da destinare alle popolazioni più povere del pianeta.
Porteremo Jump! for life nelle piazze delle più importanti città italiane per offrire a tutti la possibilità di raccogliere la sfida e contribuire al nostro ambizioso progetto.
Se non puoi aspettare che il tour raggiunga la tua città o se non hai la possibilità di venirci a trovare in piazza, non preoccuparti, puoi partecipare subito a “Jump! for Life” anche da questa pagina. Clicca su “Gioca”, segui le istruzioni e… inizia la tua performance online!
Ricorda: ognuno dei tuoi salti sarà conteggiato insieme a quelli di tutti gli altri che vorranno divertirsi insieme a noi e contribuirà al raggiungimento di “1 milione di salti contro la povertà” . Ma non solo, ogni salto on line andrà a creare un fondo fissato in 15.000 euro complessivi che Chiquita donerà, grazie al tuo impegno, per razionalizzare il sistema produttivo e aumentare la produzione agricola nell’area di Mbuji Mayi in Congo."


giovedì 2 ottobre 2008

Testimonianza al Campo Scuola per Psicologi dell'Emergenza

Lo scrivo solo ora perché ho appena ricevuto le foto.

Sabato scorso sono stata a Marco di Rovereto ( Trento) per il 3° CAMPO SCUOLA NAZIONALE DI PROTEZIONE CIVILE DEGLI PSICOLOGI ITALIANI DELL'EMERGENZA.
Nonostante la levataccia è stata un'esperienza molto interessante e arricchente. Avrei voluto restare tutto il week end e partecipare anche all'esercitazione notturna, ma le condizioni fisiche in cui mi ritrovo dopo il viaggio in Senegal non me lo hanno permesso.
Ho contribuito con un intervento nel laboratorio sui "campi profughi", parlando dell'assessment fatto in Bangladesh nei campi profughi Rohingya. Per fortuna ho ancora occasioni di scambi professionali come questo... così anche le frustrazioni quotidiane sono più facili da sopportare.

lunedì 22 settembre 2008

E' nata Giulia

E' nata ieri la mia bellissima nipotina, Giulia.
E' proprio bello essere zia, credo mi divertirò un sacco... l'importante è che me la lascino solo quando ha cominciato un po' a parlare, così possiamo interagire ;-)
Devo dire che noto già un cambiamento nelle mie abitudini/interessi: ho cominciato a guardare più i negozi per bimbi che quelli per me!
Benvenuta Giulia