lunedì 23 luglio 2007

La banalità del male

Riferimento altisonante, ma non sarà una recensione del libro di Hannah Arendt (La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme).
Voglio raccontare come l’odio e il disprezzo vengano spesso dall’ignoranza (nel senso di non conoscenza). E come l’intolleranza verso il diverso, la forte necessità di appartenere ad un gruppo, di essere riconosciuti e l’incapacità di vivere soli con se stessi… portino alla paura.
E come un passa parola basato su informazioni tendenziose uscito da bocche gelose, invidiose e da occhi che vogliono vedere il male ovunque e orecchie completamente tappate impediscano di comprendere la verità.
Il tizio che ha sfondato la porta ha riconosciuto di averlo fatto volutamente. Ha riconosciuto che era un attacco personale, contro di me.
Io questo losco tipo non lo conosco nemmeno! gli ho detto “ciao” per la seconda volta in vita mia la sera stessa in cui ha sfondato la porta. Ebbene mi odia a tal punto da fare una cosa del genere senza neppure sapere chi sono! Ha deciso di ascoltare la versione dei suoi amici su chi sono io. Purtroppo nemmeno i suoi amici sono delle persone raccomandabili. E nemmeno a queste persone ho mai parlato.
Il punto è proprio questo: il loro odio ( di questo si tratta, dichiarato!) deriva dal fatto che io la sera quando finisco di lavorare mi chiudo in camera mia e non sto mai con loro. Nel momento in cui mi hanno accusato di essere asociale (é veramente stato fatto come in un tribunale in cui rappresentavo il colpevole, accusata dai miei aguzzini e senza neppure un difensore!) ho semplicemente spiegato che sono libera di vivere la mia vita come meglio credo e che posso tornare a casa, farmi una doccia tranquilla, guardarmi un film o leggermi un libro in santa pace. Lavoro già tutto il giorno con loro non sono obbligata a vederli anche la sera.
Il tipo in questione sostiene che non ho il diritto di non fare parte del gruppo e che devo impegnarmi e sforzarmi di conoscerli… scusate, ma a me cosa può interessare di conoscere gente capace di atti simili? A me sembra ragionevole reclamare il diritto ad una vita privata, non siamo in colonia, non è un campeggio estivo! Siamo dei professionisti, siamo qui per lavorare e dopo il lavoro liberi di fare quello che vogliamo e di frequentare altra gente che non siano i colleghi di lavoro. Non è mica una setta, diamine!
Banalmente… gli fa male che non mi interessi conoscerlo e passare del tempo con lui e il suo gruppo. Per questo mi ha sfondato la porta e sostiene che tutto quello che non va in questa missione in Sierra Leone dipende da me e dal fatto che chiudo la mia porta a chiave per evitarli.
Non ho più parole e nemmeno pensieri… aspetto che vengano presi provvedimenti contro di lui: ho fatto un rapporto sui fatti, ma… temo che resterà impunito e io indifesa!


8 commenti:

bruno ha detto...

La questione mi preoccupa.Tienimi informato.non vorrei che le cose peggiorassero.Un abbraccio ciao

Betta ha detto...

si, non ti preoccupare :-)
Oggi il capo farà rapporto di questo fatto (e altri fatti di insubordinazione) a Lione. E poi decido se resto...

Maurizio ha detto...

Sembra proprio una situazione del cavolo, da quanto ho capito il tipo è un francese e anche l'organizzazione è francese, sei in minoranza! Sepriamo che il tuo capo non sia di "parte", comunque mi sembri una ragazza molto forte e saprai tener testa a questi sciocchi "colleghi".....hai qualcuno che ti possa proteggere da vili atti di forza ?
Scusami magari mi impiccio di cose che non mi riguardano ma leggere il tuo blog è diventato un atto cho faccio tutti i giorni come scaricare la posta e non ho saputo trattenermi dal commentare il tuo "sfogo" !
Ciao.

Giacomo ha detto...

Bhe certo che a sti francesi la finale dell'anno scorso non è proprio andata giu'.....;)
a parte gli scherzi trovo che quanto sia accaduto sia cosa gravissima, che necessita immediatamente di un intervento da parte di una autorità competente superiore, sempre che esista....è inutile cercare di giustificare un simile comportamento (vedi il commento al post precedente... quello infinitamente lungo... per intenderci), io credo che questa sia un ulteriore conferma al fatto che, come mi faceva notare Betta qualche tempo addietro, alcune persone che svolgono professioni di carattere umanitario non siano all'altezza di un simile lavoro, e che forse si trovano li per occupare il proprio tempo libero (che brutta cosa la noi eh?) E' facile riempirsi la bocca con il termine Professionisti umanitari, ma purtroppo mi vien da pensare che persone del genere non abbiano nemmeno idea di di cosa vuol dire questa parola, Professionista intendo!!
E poi come si fa ad accusare una persona di essere asociale, quando poi si hanno comportamenti da vero disadattato come quelli che si sono verificati???
(Spero che vengano presi i provvedimenti del caso)
un saluto a tutti
Giacomo

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
la situazione non migliora, anche ieri durante una riunione forti battibecchi con accuse molto pesanti.
Ma i provvedimenti saranno presi(credo e spero)... il mio capo non é un "cuor di leone",ma farà una lettera di avvertimento e al prossimo piccolo errore il "tizio" verrà licenziato.
Resta il fatto che devo vivere sotto lo stesso tetto e che lui é solo il rappresentante di quasi tutti gli altri espatriati che la pensano esattamente come lui...

Grazie per l'attenzione al mio blog, mi fa tanto piacere.

Per Murizio... ho inserito anche molti link dove puoi seguire la sierra leone da vicino ;-)

Maurizio ha detto...

Ti ringrazio moltissimo per i link che sono andato subito a vedere....molto belli.
Mi dispiace molto per la tua situazione mi viene voglia di venire a dare una registrata a 'sto cavolo di francese !
Ciao e....."forza italia" !!!!
:)

Luca ha detto...

ciao!

ho letto dell'aggressione (anche se per oggetto interposto) e sono rimasto allibito: ti hanno fatto un avvertimento mafioso in piena regola... inoltre se gli altri dipendenti si sono inventati la storia dell'ubriachezza per giustificare un gesto che tutto sommato approvavano sono pure dei pusillanimi. avrebbero potuto affrontarti (anche a muso duro, sempre nei limiti della "civiltà") per dirti cosa secondo loro non andava nel tuo comportamento, oppure -li sopravvaluto- perchè non ti andava di passare il tempo tuo tempo libero con loro.
comunque è inutile rimuginare sul fatto, serve solo ad inasprire il clima, cerca di mostrarti superiore, di spiazzarli perdonandoli ed essendo gentile con loro -nascondi una spada dietro un sorriso- e speriamo che le paturnie di quattro pirletti non rovinino un'esperienza professionale per te importante...

un abbraccio (anche da parte di nora che è a fare la spesa)

a presto

l.

Betta ha detto...

Grazie Luca...
per ora perdonare costa fatica. All'atto violento si sono susseguite accuse di razzismo, disprezzo del personale, carrierismo, non professionalità... 10 giorni di accuse urlate in tutte le riunioni davanti a tutti.
Il sorriso e la gentilezza mi costano poco, la spada é pronta e ben affilata, il perdono... forse quando sarà passata la paura.
Per ora il tizio starà schiscio, vista la pesantissima lettera di avvertimento che si é preso, ma il problema é che la sua combricola lo appoggia e lo staff sierra leonese é pronto ad allearsi con lui (io sto chiudendo il progetto,praticamente sto mettendo tutti sulla strada, o almeno cosi' la cosa é vista e vissuta... é fin troppo facile essere contro di me).
Faro' del mio meglio in questa situazione ai limiti dell'assurdo.

Un bacio a te e alla mia sorellina