giovedì 2 agosto 2007

I libri sotto l'ombrell (one)

Insomma dagli accessi super diminuiti del mio blog ne deduco che siete tutti in vacanza da qualche parte a godervi il sole, cosa che qui si fa sempre più rara!
Mi capita di vedere ovunque (su internet) la rubrica "cosa leggere sotto l'ombrellone"... bé io sono sotto un ombrello da pioggia, ma in queste giornate grigie mi sono buttata nella lettura. Ecco le impressioni sugli ultimi due libri letti.

Les yeux jaunes des crocodilesKatherine Pancol

Ho comprato il libro alla stazione di Lione, attratta dalla copertina e dal titolo e da qualche accattivante linea scritta per descrivere questa storia parigina.
Il libro é piuttosto lungo, più di 600 pagine e per chi mi conosce sembra impossibile che lo abbia finito(di solito mi avventuro solo su libri con meno di 400) e poi scritto in francese...
Insomma l’ho divorato! La storia in realtà non é niente di speciale, una famiglia ordinaria con intrecci e avventure varie e dove alla fine tutti i buoni vincono e i cattivi hanno quello che si meritano.
Quello che mi é rimasto impresso a lungo e ancora mi fa riflettere é il personaggio principale, Josephine... ti insegna ad essere sempre te stesso, a lavorare sodo, ti fa vedere come tutto può’ cambiare, proprio quando meno te lo aspetti, magari dopo anni di routine, tutti uguali. Un evento improvviso e inaspettato può cambiare la vita, in meglio, ti può fare scoprire di te cose che non potevi nemmeno immaginare!
E’ una storia che da forza, carica, voglia di cambiare, coraggio di sognare.
Non é tradotto in italiano :-(
La pioggia prima che cada - Jonathan Coe

Amo i libri di Jonathan Coe, scoperto grazie a un amico che me lo ha fatto conoscere con “La casa del sonno”. Qualche anno fa ho anche fatto autografare “La banda dei brocchi” ad un incontro a "la Feltrinelli" di Piazza Piemonte a Milano.
E ho amato anche questa ultima sua storia che parla attraverso fotografie, descrivendo le vite delle protagoniste attraverso le immagini (cosa che adoro!intendo...le immagini, le fotografie e tutto quello che riescono a evocare e trasmettere).
Lascia alcune domande nell’aria... il destino, la sua inevitabilità, il suo disegno, il senso di ogni cosa, degli eventi che caratterizzano le vite... per una frazione di un secondo questo disegno sembra cosi’ vicino da potersi intravedere, da capire, e poi l’attimo svanisce, per sempre.
Mi piace pensare che ci sia un perché e che la vita é piena di segni che ci indicano la strada da percorrere, a volte li vediamo, a volte no, a volte li evitiamo volutamente... a volte li seguiamo con entusiasmo buttandoci a capofitto... forse é meglio non vedere i fili invisibili che tessono e intrecciano i nostri destini, ma é bello credere che ci siano.

2 commenti:

ivan ha detto...

Io non sono in vacanza... anche se l'engadina è un bel posto per una vacanza montanara. Ma... primo, io non sono da montagna; secondo, tre allenamenti al giorno non si possono chiamare vacanza!
In ogni caso leggo molto volentieri questi tuoi commenti/recensioni sui libri. Il primo, visto che non è tradotto in italiano, non lo leggerò (sai bene il mio rapporto col francese!). Ma per il secondo ci faccio un pensierino, anche perchè ricordo bene la "visita" a Coe con autografo alla feltrinelli. Bella esperienza! ;-))
Gli incontri con gli autori dei libri lo sono sempre... anche, e soprattuto, quando si fa tanta strada! ;-)))

betta ha detto...

ah ah... un riferimento a Cacucci per caso? Grazie per essere il compagno delle mie follie!:-)
Buone "vacanze" e preparati bene per domenica dove a malincuore non ci saro', ma con tutto il mio cuore ti accompagnero' (wow una poetessa nata!)
un bacio