martedì 6 novembre 2007

Follie di Brooklyn

Che dire… Follie di Brooklyn è primo libro di Paul Auster che leggo, mi è piaciuto anche se probabilmente leggendo i commenti dei veri fans non è il suo capolavoro.
Mi sono annotata tanti passaggi del libro, ma quello che più rimane impresso è il concetto di “l’Hotel Esistenza”: un mondo immaginario dove potersi rifugiare tutte le volte che quello reale non ci piace… e perché no, magari cercare di farlo diventare quasi reale.
Mi piace tanto questa di rifugio, soprattutto in questo periodo così difficile da vivere! Al liceo dicevano che vivevo in un mondo parallelo :-) e quando ero piccola mi ricordo di avere avuto un “castellano” un modo immaginario in cui obbligavo a entrare anche le mie sorelle (soprattutto la Nora che poverina aveva la sola colpa di essermi vicina di età e compagna di stanza), così potevamo incrociare le storie. Certo lo facessi adesso sembrerei un pochino pazza, ma per salvarmi dalla follia del quotidiano, cosa non darei per avere ancora un “castellano”… ma con l’età la mia capacità di sognare e fantasticare si è decisamente annebbiata.

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