venerdì 15 gennaio 2010

Aiutiamo Haiti... (non) a tutti i costi...


Sono molto arrabbiata e sconfortata, cosi tanto che non riesco a mettere in ordine i pensieri per poter spiegare di cosa sto parlando.
Ci provo...
Sono passati pochissimi giorni dalla tragedia di Haiti e molti professionisti delle emergenze si sono attivati e organizzati per prestare i primi soccorsi e definire piani di intervento per la ricostruzione.
Eppure insieme a tutti loro si stanno muovendo anche quelli che, questo lavoro, non lo sanno fare, che sperano di ottenere qualcosa, se non subito, magari in futuro! Raccogliere soldi, inventare progetti, improvvisarsi tecnici esperti per averne un tornaconto di immagine, aprirsi nuove possibilità, aggiungere un paese di intervento alla lista, per autocelebrarsi come i più bravi o forse, più banalmente, per non essere da meno. Ne ho abbastanza di vedere questo approccio agli aiuti umanitari e alla cooperazione internazionale: non bastano buona volontà e voglia di fare "qualcosa". Bisogna essere preparatissimi per essere veramente di aiuto!
Haiti è molto piccola, in questo momento è affollata di cadaveri, tutto è distrutto! Non capisco perché non si lasci il posto ai veri professionisti, A chi era già la prima e che quindi sa come muoversi, conosce il paese, le persone, le istituzioni.
Trovo questo "gettarsi sulla torta" una grande mancanza di umiltà, incapacità di riconoscere che non si può sempre fare tutto e male, che non si può essere sempre ovunque solo per cogliere delle occasioni. La trovo una grande mancanza di rispetto per la vita umana.
Questo non vuol dire che noi, seduti davanti ai televisori, possiamo essere solo degli spettatori. Non siamo impotenti: possiamo contribuire con le nostre donazioni.
Non vi dirò a chi dare i vostri soldi, chi è bravo e chi no, chi sa fare il proprio lavoro e chi invece si mangerà i vostri soldi, perché è solo una mia opinione. Se conoscete associazioni affidabili e siete certi di come verranno usati i vostri soldi, non esitate! Se invece siete disorientati e sfiduciati davanti a tutte le assillanti rischieste del momento, vi segnalo a chi mi sono affidata io. Oltre ad una organizzazione non governativa francese per cui ho lavorato, li ho dati anche a MSF (Medici Senza Frontiere). Perché?
- perché erano già ad Haiti prima del terremoto, con le loro strutture sanitarie
- perché hanno personale molto qualificato
- perché sono specialisti delle emergenze e hanno i mezzi logistici per organizzarsi al meglio
- perché useranno davvero le donazioni ricevute per aiutare Haiti. Io alla loro trasparenza credo.
ecco il link


...e in ogni caso, mi raccomando, non restate a guardare!

2 commenti:

Garo ha detto...

Mi permetto di aggiungere qualche considerazione (da profano, a differenza di chi edita questo blog). Per quale ragione, i media (televisivi in particolare), si buttano a capofitto su drammatiche vicende come quella del terremoto ad Haiti dedicando decine di minuti all'interno dei telegiornali? Per quale ragione, questi stessi telegiornali, solitamente, ignorano quanto di drammatico, tutti i giorni, accade nel mondo? (guerre civili, miseria, sfruttamento, fame...). Troppo facile occuparsi per tutto l'anno di pastoni politici, di costume, di NON notizie, occultando magari anche i problemi veri dell'Italia. Troppo semplice fornire i numeri di rete fissa e mobile per versare due euro qua e due la, solo in caso di eventi eclatanti, omettendo in via ordinaria di tenere informati gli abbonati (sto parlando del servizio pubblico, la Rai)su tutto il resto e quindi impedendo loro di essere più consapevoli anche su CHI aiutare e COME farlo. Troppo semplice raccogliere denaro con i numeri in sovraimpressione per il terremoto de l'Aquila, non curandosi, poi, di fare inchieste giornalistiche, approfondimenti, alla ricerca delle cause (non solo naturali) del disastro. Per evitare il ripetersi di palesi "errori" in futuro.
Comunque, grazie a questo post, ho le idee più chiare, qualora decidessi di indirizzare un intervento di sostegno per la sciagura di Haiti.
Chiedo scusa per la prolissità (e le banalità..).
Bye, Garo.

Giacomo ha detto...

Pienamente d'accordo con quanto dici, purtoppo quello che succede ad Haiti, a mio avviso, è paragonabile a quanto accaduto mesi fa qua in Italia (cambia solo la dimensione)...tutti alla ricerca della pole position sopra le macerie, e di ovvi tornaconti d'immagine.
Putroppo basta aprire le pagine online dei principali quotidiani italiani per capire cosa l'utente si aspetta di leggere.
Siamo così abituati a vedere morti sui quotidiani, da rimanere impassibili di fronte alle immagini che questi giorni ci sono passate sotto gli occhi.
ciao
Giacomo