venerdì 9 aprile 2010

Port au Prince dall'elicottero

Pensavo e speravo di tenere il blog un po’ piu aggiornato, ma fino ad oggi non ho avuto un attimo di pausa, a parte forse domenica scorsa, che era Pasqua (mettero’ le foto della gita al mare prossimamente)
Di cose da raccontare ce ne sarebbero davvero tante… Forse protrei cominciare da una presentazione panoramica.
Ieri sono tornata da una visita a Gonaives (tema della prossima puntata) in elicottero. Ovvimente é stato piu veloce che le 4 ore di macchina dell’andata, ma che paura !!! In realtà il viaggio é andato benissimo ed ero piuttosto serena, ma prima di partire ero davvero in apprensione, chi segue il blog da tempo sa che nel 2007 in Sierra Leone l’elicottero che avevo preso due giorni prima, ha preso fuoco in volo e tutti i passeggeri a bordo sono morti.
Ma sorvoliamo la questione, sarà meglio non pensarci troppo visto che mi toccherà fare questo viaggio abbastanza regolarmente.
Tutto cio’ per dire che ho pututo fare delle foto dall’alto all’arrivo a Port au Prince. Mi aspettavo di vedere i danni del terremoto meglio di come si vedono percorrendo le strade della città, o almeno di avere una visione d’insieme migliore, invece quello che salta all’occhio dall’alto, sono le distese di tende di fortuna dei campi di sfollati. Sono tantissimi, alcuni enormi, altri piu piccoli… fa un certo effetto.
10 minuti fa la notizia ufficiale del primo sgombero di un campo… i campi verrano spostati altrove, in luoghi meno centrali e forse piu attrezzati… un po’ perché quelli esistenti sono in zone pericolose e con l’arrivo della stagione delle piogge e dei cicloni rischiano di esser spazzati via, un po’ per ragioni un po’ piu’ futili, tipo il campo allo stadio sarà smantellato al piu presto per permettere le partite di calcio.
Comprensibile che si voglia tornare ad una certa normalità, ma i nuovi campi attrezzati non sono per tutti, non c’é abbastanza posto. Le persone sono incoraggiate a tornare ai luoghi di origine… ma non tutti hanno membri della famiglia disposti ad accoglierli. La società haitiana é molto individualista e poco incline alla solidarietà. Sicuramente é una forma di resistenza alle innumerevoli calamità e situazioni di instabilità politica che vivono da sempre. Senza tralasciare che le persone che sono a Port au Prince sono venute dalle zone rurali in cerca di fortuna, proprio perché nelle loro terre di origine le condizioni di vita erano durissime.
Difficile immaginare cosa succederà nei prossimi giorni…
Nelle foto, i campi sono quelle masse di puntini bianchi e blu.

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