martedì 13 aprile 2010

Sotto le macerie

Dopo una vista dall’alto, qualche immagine di quello che resta di Port au Prince… all’inizio devo essere sincera, non ero molto impressionata dai cumuli di macerie che ci sono ovunque. Avevo quasi la sensazione di essere in una grande capitale africana, tipo Monrovia, dove in centro città si possono trovare delle montagne di immondizia. Quando passavo per le strade con la macchina, avvertivo semplicemente un senso di disordine.
Poi con il tempo, passandoci ogni giorno e immaginando cosa deve essere stato vivere quei 45 secondi in cui tutto é crollato, il disordine si é trasformato in grande senso di impotenza e frustazione. Ricostruire sarà lunghissimo, forse 10 anni e l’impressione che si ha é quella di non saper da dove cominciare.
Guardo quelle montagne di sassi bianchi e penso a quanti sono ancora li sotto. A quante persone non hanno ancora potuto recuperare i corpi dei loro cari.
Uno dei progetti dell’organizzazione per cui lavoro, prevede di pagare delle persone per sgomberare le strade e le case dalle macerie... ogni giorno i miei colleghi trovano resti umani, é davvero qulacosa di inimmaginabile!
Nel frattempo lo Stadio Sylvio Cator é stato sgomberato e le 7.000 persone che si erano installate sul campo in erba sintetica sono state costrette ad andarsene senza offrire loro un’alternativa... sono completamente senza riparo e da una settimana piove ogni notte...



1 commento:

Anonimo ha detto...

Purtroppo in Italia non c'è più il clamore mediatico iniziale. Grazie per renderci partecipi della realtà di Haiti come la stai vivendo in prima persona. Questo ci serve per pensare a tutte le situazioni che il popolo di Haiti sta vivendo (soprattutto dopo il terremoto). Grazie di tutto e buon lavoro.
Alberto