martedì 4 maggio 2010

Scossa 4.4

Ieri a quest’ora la terra ha tremato.
Eravamo tutti in ufficio, ognuno preso nelle attività quotiane. Io ero al pc e all’improvviso sotto i piedi ho sentito come se stesse passando un’onda gigantesca, contemporaneamente un boato tipo tuono.
Vedo i miei colleghi scheggiare fuori e ovviamente li ho seguiti... tutté le ca 100 persone presenti in quel momento si sono gettate fuori.
Visibilmente scioccati gli haitiani, visi molto tesi tra gli esptriati che vivono qui da subito dopo il terremoto del 12 gennaio e da allora di scosse ne hanno già sentite. Noi i nuovi, molto in panico.
E’ stato tremendo... non si sono riscontrati danni materiali, ma la popolazione che cerca a fatica di riprendere un ritmo normale, vive con lo stress perenne che quanto avvenuto si riproduca. E queste scosse ovviamente non fanno altro che ritraumatizzare e rallentare il processo di riscostruzione, soprattutto psichico.
Ci sono persone che dopo gennaio non hanno mai piu voluto tornare in ambienti chiusi, 4 amministratori locali da allora lavorano sui dei tavoli in cortile. Alcuni espatriati non hanno mai piu voluto lasciare la tenda, anche quando si sono liberate delle stanze nelle nuove case.
Ieri tutti siamo rimasti a lavorare fuori.
Non avrei mai immaginato di reagire con tanto panico e paura... verso sera tutto é tornato tranquillo e “normale”. Poi la notte qualche inquietudine é tornata a farmi visita, anche per altri é stato cosi, mi rincuoro.
Alla radio ho sentito che le famiglie già poco convinte di mandare i loro figli in scuole di cemento, dopo ieri hanno definitivamente deciso di tenere i bimbi lontano dalle scuole a meno che non siano tende.
Dopo ieri é più facile immaginare e capire.
nelle foto: ieri pomeriggio, lavoro in cortile

domenica 2 maggio 2010

Biscotti di argilla per (soprav)vivere

Venerdi pomeriggio ho cominciato a fare la discussione di casi con l’equipe di psicologi.
Devo dire che é estremamente interessante soprattutto per comprendere meglio gli aspetti culturali caratteristici del popolo haitiano.
Questa settimana la discussione si é centrata sul disturbo di “pica”, in italiano picacismo, un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall’ingestione di sostanze non commestibili come la terra, la sabbia, la carta etc.
Lo psicologo che ha portato l’attenzione su questo disturbo dice di avere molti casi nella zona in cui lavora, riguardante soprattutto donne incinta.
In realtà é molto curioso vedere che uno psicologo identifichi questo problema come un disturbo psicologico, perché ad Haiti é culturamente diffuso e accettato che sopratutto le donne incinta mangino quelle che si chiamano le “galettes de boue”, dei biscotti di argilla. Per anni i biscotti di argilla sono stati alla base della dieta delle donne incinta con carenze di calcio. Purtroppo pero’ con la crisi mondiale e l’aumento del prezzo del riso, questa pratica alimentare a rischio ha cominciato a espandersi a tutta la popolazione, inizialmente nelle zone rurali o nelle bidonville di Port au Prince ed ora diffusa ovunque.
I biscotti di ariglla sono molto meno cari e accessibili a tutti. Per renderli piu gustosi vengono conditi con sale o altre spezie, sembra che il gusto non sia poi cosi male, ma che lasci nella bocca una sensazione terrosa per molte ore.
E’ comunque molto difficile accettare che ci siano persone talmente povere da riempirsi la pancia d’argilla per non sentire la fame.