mercoledì 23 novembre 2011

Incontro con un mito


Per la serie incontro i miei miti, sabato sono andata a farmi dedicare un disegno bellissimo che da tempo cercavo di Sophie Griotto. Lei è bravissima, il suo stile mi piace molto!

La cosa più carina è che non si è limitata ad una frase banale con autografo, ma ha anche fatto un disegno personalizzato ad ogni persona della fila. Il mio disegno non è il più bello e riuscito, alcuni di quelli che ho visto fare prima del mio mi piacevano molto di più… ma in ogni caso è un disegno originale tutto per me J cosa non da poco.

Non mi resta che trovare la cornice (erano tutte esaurite) e metterlo nella mia nuova casetta.


sabato 5 novembre 2011

Feuillage à Paris

Mmmm che risveglio… per il week end sono previsti cielo grigio e pioggia ed ho pure dimenticato l’ombrello in ristorante l’altra sera L

Se penso che lunedì scorso c’era un sole splendido e un caldo primaverile!

Cosa fare a Parigi se il cielo è blu in questo tempo di feuillage?

L’anno scorso ho passeggiato al parco Monceau e nel giardino Tuileries, quest’anno una divertentissima uscita in barca al Bois de Boulogne… che colori magnifici, non sembra nemmeno di essere in città!
Parque Monceau - novembre 2010
Jardin des Tuileris - novembre 2010
Bois de Boulogne - novembre 2011



giovedì 3 novembre 2011

Un nuovo orizzonte


E dopo qualche settimana/ mese di esitazione e atti mancati
(al primo tentativo ho cercato disperatamente e invano di aprire la porta sbagliata), eccomi finalmente fare il trasloco nel mio nuovo appartamento nell’11° arrondissement di Parigi.

A parte la sporcizia e poco spazio, la mancanza di luci e di un vero letto, dopo ben 7 rampe di scale piedi di 29 scalini l’una ecco una bellissima vista di Parigi… stupendo, manca solo la Tour Effel, ma sarà per il prossimo appartamento J

mercoledì 12 ottobre 2011

Diario da Dollo Ado (6-11 ottobre)

mmm come detesto gli aeretti del WPO (World Food Programme) ! Certo, sono indispensabili, per fortuna ci sono e ci portano nei luoghi più sperduti del mondo, ma ho l’impressione che ogni missione che faccio l’aereo sia più piccolo. Questa volta i piloti erano praticamente seduti davanti a me come in una macchina. Va be ho emesso i mie gridolini ad ogni oscillazione, ma me la sono cavata. In 2h30 ( in realtà avevo capito sarebbe durato solo 45 minuti!) ho pure finito un libro che mi é piaciuto tantissimo (L'arrière-saison). Forse alcuni passaggi devo rileggerli in un momento di maggiore relax per apprezzarli ancora di più.
...e l’atteraggio! La prima volta che atterro su una pista di terra, non asfaltata. Il paesaggio é bellissimo, mi piace tanto. Ad accogliermi un caldo infernale, vento e sabbia. Dopo la giornata assurda passata ad Addis Abeba e la stanchezza infinita dovuta al’altitudine della capitale, oggi ho solo voglia di tornare a casa :(





Accidenti ci mancavano pure gli scorpioni: e chi ci ha mai pensato, ho sempre vissuto in paesi di serpenti! Uffi, non so nemmeno come é fatto, come lo riconosco? Forse ne ho visto uno in un film di James Bond, ma ho un ricordo vago. E mi tocca dormire in giardino nella tendina dei rifugiati, quindi con il materessao per terra, devo assolutamente controllare, fare un’ispezione accurata prima di addormentarmi. In ogni caso mi sono accertata con la mia collega medico, che di puntura di scorpione non si muore, fa solo un po malino :(

Tutte le volte che vado in visita ai programmi, scopro una cosa della vita di tutti i giorni che mi sorprende: questa volta sono le docce-cesso. Cioé, il “wc” a cielo aperto con un buco nel suolo ormai mi sorprende poco, ma che diventi anche lo scolo per la doccia… non avevo capito che dovevo lavarmi con i piedi sul cesso alla turca. Va be, nuova avventura, se non fosse per la puzza immonda direi che é pure divertente :) Ah... se penso alle prime volte che viaggiavo, tutta coperta e attenta a non toccare niente, con i vestiti ben conservati nella plastica, ne ho fatta di strada per vincere il mio essere schifiltosa.



Oggi giornatona tutta passata al campo di rifugiati. Me lo avevano fatto passare come un campo a 4 stelle… inutile dire che le attese sono state disilluse. Certo, c’é molto spazio tra una tenda e l’altra, ma non ci sono latrine, non c’é acqua, é tutto sabbia roccia e vento.
La fame si vede, nelle donne, gli uomini, i bimbi, anche quelli molto piccoli, meno di 6 mesi, nelle capre, nelle vacche…le donne con i loro bimbi passano ore interminabili in fila sotto il sole e vento in attesa di distribuzioni di cibo, i bimbi hanno vestiti stracciati, spesso solo una maglietta, le tende sono vuote. Davvero delle codizioni difficili, chissà come sono gli altri 3 campi visto che sono peggio di questo.
Il cielo nero sembra annuciare i tanto sperati acquazzoni della stagione delle pioggie cominiciata pochi giorni fa, ma solo poche gocce cadono.
Nel tentativo di filare a casa (un’ora di viaggio) per evitare il terreno sabbioso trasformato in palta dalla pioggia, il pulmino si insabbia. Per fortuna possiamo contare su un team volenteroso che ci ha aiutati. Tornata a casa stanca morta, ma senza troppo frignare, visto che per qualcuno la vita é un po’ piu’ faticosa e io tra pochi giorni sono a migliaia di kilometri da qui.

Domenica mattina… speravo e sognavo di farmi una dormitona e di recuperare gli orari assurdi su questa missione (si lavora dalle 6h30 alle 21h, promesso che non mi lamentero’ piu degli orari parigini) e invece, alle 7 ecco arrivare asini carichi di arbusti per rifare la recinzione della casa… un po’ imbarazzante dormire in una tenda aperta (chiusa solo con la zanzariera) con tutti gli uomini che guardano dentro mentre scaricano gli asini. Una confusione pazzesca, per fare la doccia poi... Tutti che guardavano passare con salviette e carta igienica in mano… resta un paese musulmano, passare in pigiama e docciarsi in mezzo ai braccianti non é sicuramente confortante. E va be, passata pure questa !

Il cielo é stranuvoloso, tra un’ora prenderò l’aereo WFP a 10 posti, i miei simpatici colleghi cercano di farmi paura, prevedendo grandi oscillazioni. Grazie, non ne avevo bisogno, lo so da sola che sto tempo fa schifo e che avro’ una tremenda paura!!!
Se tutto va bene oggi pomeriggio mi faccio un bel giretto ad Addis Abeba, non vedo l’ora, anche se onestamente mi dispiacee un pochino lasciare Dollo Ado. E’ un contesto umanitario interessantissimo e c’é talmente tanto da fare!

L’aereo era “grandissimooooo”, meno male :) Stasera partenza per Parigi, non vedo l’ora.

lunedì 3 ottobre 2011

Nuova partenza, 8 giorni di caldo e sabbia

Domani sera nuova partenza, con un passaporto nuovissimo!! (mi hanno strappato la copertina di quello vecchio alla dogana Abidjan e non era piu valido)
In questo momento di stanchezza infinita, non vedo l’ora di sedermi in aereo e non pensare a niente.
I giorni che seguiranno non saranno dei piu facili, in mezzo alla polvere e al caldo di Dollo Ado.
Un po’ diverso dalla foresta delle zone delle 18 montagne in Costa d’Avorio dove sono stata il mese scorso.
Non entro nei dettagli del prossimo viaggio, non credo di poter comunicare molto a questo proposito , ma sono un po’ tesa all’idea di confrontarmi per la prima volta con una crisi alimentare cosi forte. La malnutrizione adulta l’ho vista raramente… una sofferenza diversa dalle vittime della guerra in Costa d’Avorio, con le loro storie di atroci violenze mi hanno tenuta sveglia diverse notti. Vedremo cosa mi aspetta in questo nuovo viaggio.
Poche righe per condividere la fatica di questo ultimo periodo, ma anche l’entusiasmo che continua a darmi l’energia di non mollare… e un grande omaggio a tutte le persone che incontro e che insegnano ogni volta a relativizzare i miei piccoli problemi J
Magari al ritorno, tempo e energie psicofisiche permettendo, pubblico qualche foto.

mercoledì 29 giugno 2011

Sono arrivati Marta e Leonardo

Cavoli, sono imperdonabile, non ho ancora scritto una cosa importantissima : é vero che ormai non cé’ piu l’effetto sorpresa di essere zia, ma questa volta, il 10 giugno, sono diventata zia di due bellissimi gemellini !!!!
Benvenuti Marta e Leonardo.

Purtroppo non ero presente alla nascita, ma li ho visti questo week end, sono stupendi!
Ho tenuto in braccio solo Leonardo per pochi minuti, é piccolissimo... Marta dormiva :)
Chissà come saranno grandi la prossima volta che li rivedo, tra meno di un mese!

venerdì 25 marzo 2011

Un anno di Haiti. Fine.



Stasera ci vorrebbe una bottiglia di champagne e quasi quasi vado subito a comprarla: ho appena finito di gestire Haiti a distanza… dopo un anno… Che sansazione strana, da un lato di liberazione, perché lavorare fino alle 21 tutti i giorni non era proprio l'ideale di vita quando sono venuta qui a Parigi! Dall'altro un po' di gelosia per chi prende quello che, fino ad ottobre scorso, era il mio posto. Ma più di tutto tanto orgoglio per tutto quello che é stato fatto e, in ogni caso, un grande affetto che non finirà con stasera. Per concludere dignitosamente questa esperienza sabato scorso ho avuto l’onore di incontrare lo scrittore Dany Laferrière, al Salon du Livre de Paris, che mi ha autografato i suoi magnifici tre libri, tra cui «Tout bouge autour de moi» sulla sua esperienza durante il terremoto dell'anno scorso. A livello professionale chiudo una porta, a livello emotivo, Haiti resta con me… SEMPRE.

:) foto del mio incontro con Laferrière


venerdì 18 febbraio 2011

Un triste Parigi Dakar

Non parlo della corsa ovviamente, ma del viaggio in aereo per venire ad un workshop, 4 giorni fa.
Questa volta non ho decollato con un bicchiere di champagne alla mano, ma con un grido straziante che ha accompagnato i passeggeri per piu di un’ ora.
Una dolorosa domanda di aiuto: "aiutatemiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, non voglio partire! Non voglio andare a Dakar, non é casa mia…. non ho niente laggiù, mi uccideranno. Portatemi ovunque, ma non la… non sento più le mani…toglietemi le manette, fa maleeeeeee, aiutatemiiii…"

Appena imbarcati, capiamo tutti che sarà un decollo difficile : in fondo all’aereo, seduto al posto 47E (io sono al 45H), un ragazzo si dimena, la polizia cerca di tenerlo fermo.

Grida, dice di non voler partire, di non essere senegalese. Chiede aiuto, cerca di fare in modo che i passeggeri prendano parte agli eventi per cambiare il suo destino.
Riesce ad attirare l’attenzione. I curiosi si avvicinano, quelli che vogliono aiutare a tutti i costi, danno consigli e offrono possibili soluzioni.

Ma chiaramente si tratta del rimpatrio di un immigrato clandestino. La sua sorte é già decisa e immutabile.
Le grida si fanno più forti, i passeggeri hanno paura e cominciano a chiedere di scendere.
E’ panico totale e l’aereo non decolla.
Il responsabile della sicurezza e il pilota vengono fino in fondo all’aereo, nervosi e seccati per dirci che la situazione é sotto controllo, che sono abituati a questo genere di cose, che non dobbiamo prendere le parti di nessuno, che siamo in un quadro perfettamente legale e il “tipo” smetterà di gridare una volta che l’aereo sarà decollato perché non avrà più nessuno da influenzare e niente da ottenere.
I passeggeri sono molto arrabbiati, hanno pagato un viaggio normale, vogliono un viaggio normale. Alcuni ridono, altri commentano nervosi.
Nessuna pietà per questa persona che sta vivendo la fine di speranze e sogni, e non smette di dire “non sapete cosa ho dovuto fare per arrivare fino a qui…!”
Eh già… quante di queste storie ho letto e ascoltato… mi vengono le lacrime agli occhi e una stretta al cuore: il viaggio che ha dovuto fare ( il deserto, la Libia, il mare…), quello che lui e la sua famiglia hanno dovuto pagare, i debiti, i compromessi… le speranze e le responsabilità di cui é stato investito dalla sua famiglia, l’arrivo in Europa, la fatica di una vita clandestina e senza mezzi.
E ora lo sconforto, la sconfitta la vergogna del ritorno… non ci vuole tornare a casa sua, la rinnega, ovunque ma non Dakar, non puo’ tornare da chi ha inultimente messo i soldi, la vita, le illusioni, nelle sue mani.

L’aereo decolla e come previsto, smette di gridare e supplicare. Sono tutti felici e contenti di riprendere il viaggio verso le meritate vacanze.

E io mi sento male… quante volte mi lamento per la mia “difficile” vita di straniera a Parigi, senza tutti i miei comfort e con poche certezze per il futuro.
Ovviamente questo viaggio mi insegna che devo relativizzare e minimizzare le mie “sofferenze”, per rispetto a chi soffre davvero, a chi é davvero straniero e senza diritti... ovunque.

sabato 29 gennaio 2011

In visita nelle regioni Kanem e Bar el Gazal

Una settimana passata tra Mao e Moussoro…
Se dovessi riassumere con parole chiave, direi : sabbia, sole, cammelli, grandi distanze.
Eh si, per fare la supervisione delle attività tra un villaggio e l’altro si devono fare 2 ore di macchina nel deserto, dove si incrociano cammelli, asini, vacche e capre, poche persone, qualche casa isolata. Per me é stata un’avvenura diversa dal solito e mi sono divertita tantissimo, per le persone che vivono qui e che quando hanno un bambino malato si devono fare ore e ore sotto il sole a piedi é sicuramente meno divertente. E in effetti sembra assurdo che qualcuno possa vivere su queste terre cosi aride, senza accesso ad alcun servizio. Anche i progetti di aiuto umanitario sono difficili e costosi, spesso concentrati nei grandi centri abitati.
Le persone sono splendide, gentili, aperte, anche se la loro terra sembra essere cosi’ ingrata e ostile.
E per chi ne dubitava ecco la prova che ho visto i cammelli J

Tanti, tantissimi. Il giorno che sono partita c’era il mercato nella piazza di Moussoro, piena di animali, ma soprattutto cammelli ! Come mi piacciono !
Beh, dai, mi rimetto al lavoro, dopo questa visita intensa é finito il tempo di fare il turista, bisogna mettere tutto su carta e trasformare le idee e le grandi riunioni fatte con il personale e le persone dei villaggi, in un vero e proprio progetto. Entro stasera...

giovedì 20 gennaio 2011

In volo verso il Tchad

Nuova avventura anche se cortissima, ma lasciare Parigi per 10 giorni mi farà bene.
Per quanto sia stupenda, ultimamente lavoro talmente tanto che non mi rendo nemmeno conto di dove sono. Sì, una pausa ci vuole, per rimettere le cose a posto.

Si parte...
Figo! Air France deve aver ricevuto le mie lettere di protesta per il volo annullato a Natale, la valigia consegnata dopo 13 giorni e il personale maleducato, infatti mi fanno viaggiare in prima. Wow, un decollo con un bicchiere di champagne! E quando mi ricapita piu’?
Non ho ceduto alla tentazione del bis ordinando invece un bicchiere d'acqua, per mia fortuna, visto che è finito direttamente sui miei pantaloni! Che figura di merda, tutti sono accorsi in mio aiuto, ma come mi dice gentilmente lo Steward, non hanno pantoloni di ricambio e il vicino mi rassicura "non si preoccupi, abbiamo tutti visto cosa é successo!" ridendo e guardandomi la chiazzona di acqua proprio li. Effettivamente sembra proprio che mi sia fatta pipi addosso :-)
Atterro a N’djamena… fa freschino, i profumi sono diversi dal solito, é un’Africa che non conosco e sono eccitatissima all’idea di vedere il Sahel… se non fosse l’ansia di vedere tutti questi uomini armati un po' ovunque. Va beh dai, cerco di rilassarmi e fare un bel sonno, domani si comincia a lavorare alle 7h30.