mercoledì 12 ottobre 2011

Diario da Dollo Ado (6-11 ottobre)

mmm come detesto gli aeretti del WPO (World Food Programme) ! Certo, sono indispensabili, per fortuna ci sono e ci portano nei luoghi più sperduti del mondo, ma ho l’impressione che ogni missione che faccio l’aereo sia più piccolo. Questa volta i piloti erano praticamente seduti davanti a me come in una macchina. Va be ho emesso i mie gridolini ad ogni oscillazione, ma me la sono cavata. In 2h30 ( in realtà avevo capito sarebbe durato solo 45 minuti!) ho pure finito un libro che mi é piaciuto tantissimo (L'arrière-saison). Forse alcuni passaggi devo rileggerli in un momento di maggiore relax per apprezzarli ancora di più.
...e l’atteraggio! La prima volta che atterro su una pista di terra, non asfaltata. Il paesaggio é bellissimo, mi piace tanto. Ad accogliermi un caldo infernale, vento e sabbia. Dopo la giornata assurda passata ad Addis Abeba e la stanchezza infinita dovuta al’altitudine della capitale, oggi ho solo voglia di tornare a casa :(





Accidenti ci mancavano pure gli scorpioni: e chi ci ha mai pensato, ho sempre vissuto in paesi di serpenti! Uffi, non so nemmeno come é fatto, come lo riconosco? Forse ne ho visto uno in un film di James Bond, ma ho un ricordo vago. E mi tocca dormire in giardino nella tendina dei rifugiati, quindi con il materessao per terra, devo assolutamente controllare, fare un’ispezione accurata prima di addormentarmi. In ogni caso mi sono accertata con la mia collega medico, che di puntura di scorpione non si muore, fa solo un po malino :(

Tutte le volte che vado in visita ai programmi, scopro una cosa della vita di tutti i giorni che mi sorprende: questa volta sono le docce-cesso. Cioé, il “wc” a cielo aperto con un buco nel suolo ormai mi sorprende poco, ma che diventi anche lo scolo per la doccia… non avevo capito che dovevo lavarmi con i piedi sul cesso alla turca. Va be, nuova avventura, se non fosse per la puzza immonda direi che é pure divertente :) Ah... se penso alle prime volte che viaggiavo, tutta coperta e attenta a non toccare niente, con i vestiti ben conservati nella plastica, ne ho fatta di strada per vincere il mio essere schifiltosa.



Oggi giornatona tutta passata al campo di rifugiati. Me lo avevano fatto passare come un campo a 4 stelle… inutile dire che le attese sono state disilluse. Certo, c’é molto spazio tra una tenda e l’altra, ma non ci sono latrine, non c’é acqua, é tutto sabbia roccia e vento.
La fame si vede, nelle donne, gli uomini, i bimbi, anche quelli molto piccoli, meno di 6 mesi, nelle capre, nelle vacche…le donne con i loro bimbi passano ore interminabili in fila sotto il sole e vento in attesa di distribuzioni di cibo, i bimbi hanno vestiti stracciati, spesso solo una maglietta, le tende sono vuote. Davvero delle codizioni difficili, chissà come sono gli altri 3 campi visto che sono peggio di questo.
Il cielo nero sembra annuciare i tanto sperati acquazzoni della stagione delle pioggie cominiciata pochi giorni fa, ma solo poche gocce cadono.
Nel tentativo di filare a casa (un’ora di viaggio) per evitare il terreno sabbioso trasformato in palta dalla pioggia, il pulmino si insabbia. Per fortuna possiamo contare su un team volenteroso che ci ha aiutati. Tornata a casa stanca morta, ma senza troppo frignare, visto che per qualcuno la vita é un po’ piu’ faticosa e io tra pochi giorni sono a migliaia di kilometri da qui.

Domenica mattina… speravo e sognavo di farmi una dormitona e di recuperare gli orari assurdi su questa missione (si lavora dalle 6h30 alle 21h, promesso che non mi lamentero’ piu degli orari parigini) e invece, alle 7 ecco arrivare asini carichi di arbusti per rifare la recinzione della casa… un po’ imbarazzante dormire in una tenda aperta (chiusa solo con la zanzariera) con tutti gli uomini che guardano dentro mentre scaricano gli asini. Una confusione pazzesca, per fare la doccia poi... Tutti che guardavano passare con salviette e carta igienica in mano… resta un paese musulmano, passare in pigiama e docciarsi in mezzo ai braccianti non é sicuramente confortante. E va be, passata pure questa !

Il cielo é stranuvoloso, tra un’ora prenderò l’aereo WFP a 10 posti, i miei simpatici colleghi cercano di farmi paura, prevedendo grandi oscillazioni. Grazie, non ne avevo bisogno, lo so da sola che sto tempo fa schifo e che avro’ una tremenda paura!!!
Se tutto va bene oggi pomeriggio mi faccio un bel giretto ad Addis Abeba, non vedo l’ora, anche se onestamente mi dispiacee un pochino lasciare Dollo Ado. E’ un contesto umanitario interessantissimo e c’é talmente tanto da fare!

L’aereo era “grandissimooooo”, meno male :) Stasera partenza per Parigi, non vedo l’ora.

lunedì 3 ottobre 2011

Nuova partenza, 8 giorni di caldo e sabbia

Domani sera nuova partenza, con un passaporto nuovissimo!! (mi hanno strappato la copertina di quello vecchio alla dogana Abidjan e non era piu valido)
In questo momento di stanchezza infinita, non vedo l’ora di sedermi in aereo e non pensare a niente.
I giorni che seguiranno non saranno dei piu facili, in mezzo alla polvere e al caldo di Dollo Ado.
Un po’ diverso dalla foresta delle zone delle 18 montagne in Costa d’Avorio dove sono stata il mese scorso.
Non entro nei dettagli del prossimo viaggio, non credo di poter comunicare molto a questo proposito , ma sono un po’ tesa all’idea di confrontarmi per la prima volta con una crisi alimentare cosi forte. La malnutrizione adulta l’ho vista raramente… una sofferenza diversa dalle vittime della guerra in Costa d’Avorio, con le loro storie di atroci violenze mi hanno tenuta sveglia diverse notti. Vedremo cosa mi aspetta in questo nuovo viaggio.
Poche righe per condividere la fatica di questo ultimo periodo, ma anche l’entusiasmo che continua a darmi l’energia di non mollare… e un grande omaggio a tutte le persone che incontro e che insegnano ogni volta a relativizzare i miei piccoli problemi J
Magari al ritorno, tempo e energie psicofisiche permettendo, pubblico qualche foto.