lunedì 27 febbraio 2012

Finire l’inverno pattinando all’ Hotel Ville…


A Parigi per circa due mesi e mezzo, da poco prima di Natale fino a fine febbraio, viene istallata una bellissima pista di pattinaggio proprio davanti all’Hotel de Ville (si quello del famoso bacio di Doisneau per intenderci). Aperta fino alle 22h la sera è ancora più spettacolare perchè il tetto si copre di piccole luci intermittenti… sembra quasi un castello fatato.

Va be, tagliando corto, l’anno scorso super entusiasta dell’iniziativa, non sono riuscita a provare l’emozione di rimettere i pattini come da adolescente durante le vacanze di carnevale a Cortina d’Ampezzo.  L’unica volta che ho provato, reduce da un viaggio in Tchad, mentre guardavo tutta contenta la pista sono stata presa da un forte mal di pancia, colpa della troppa cortesia per avere accettato di condividere un piatto familiare (rigorosamente servito con le mani J) in un villaggio sperduto del Sahel.
E cosi quest’anno non aspettavo altro che rifarmi della sventurata esperienza, ma aimè come ormai è ben noto, quelli appena passati non sono stati i mesi più dinamici della mia vita. Stanca di piangermi addosso e un po in colpa di passare i miei week end a poltrire sul divano, ho finalmente deciso di provare il brivido del ghiaccio sotto le mie lame, hihihihi (questo sarebbe un ghigno sinistro…)
Bene, ieri era il penultimo week end  di apertura, tutta baldanzosa eccomi arrivare proprio al calar del sole, dopo aver per caso assistito ad un bellissimo tramonto sulla Senna….
Ma che delusione trovarsi davanti al cartello: ”guanti obbligatori” L e chi lo sapeva! E poi con questo clima pre-primaverile, mica tengo i guantini nella borsetta… per fortuna vale sempre la pena di osare e in effetti, gli sventurati come me devono essere parecchi, perché la sala di noleggio dei pattini è provvista di distributore di guanti! Fichissimo, a parte il prezzo…





















Avrò fatto una decina di giri ( no dai qualcuno di piu) ma quanto mi ha fatto bene per uscire dal mio torpore da orso della caverna!!

Ormai lo sfizio me lo sono tolta, non sono sicura che l’anno prossimo ritenterò l’avventura… forse, se l’inverno non sarà troppo rigido...
  


domenica 19 febbraio 2012

Tagliare il cordone ombelicale… con casa


Casa… eh già dov’è “casa” per me? 

Diciamo che per tanto tempo mi sono definita senza radici, la sensazione di non appartenere a nessun lungo, di non identificarmi con nessuna specifica realtà. 
Poi ho cominciato a viaggiare in tutto il mondo a vivere ogni anno in un posto diverso ed è stato durante quegli anni che “casa” per me è diventata il posto in cui ci son i miei affetti, la mia famiglia. Per due anni sono pure riuscita a costruire un nido a Milano… e si, mi rendo conto che per me casa è l’Italia, Milano, Robbiate, i miei cari (amici e famiglia).

Ma anche il mio dentista, il ginecologo, il centro commerciale, il parrucchiere, etc.

Vivo a Parigi da quasi un anno e mezzo e di certo non posso paragonare questa grande città a un villaggio sperduto d’Africa o a una qualsiasi provincia europea, insomma per dire che qui, se solo volessi, potrei trovare tutto.
Ebbene, dopo tutto questo tempo, ancora sono scettica  e non mi sono costruita un piccolo mondo qui.
I capelli li taglio a casa, porto il cappotto in tintoria a casa, l’orlo ai jeans lo faccio fare solo al Globo, e il tacco delle scarpe lo faccio rifare al calzolaio dell’Auchan, cerco di fare le visite mediche in Italia, incastrando gli appuntamenti sui pochi giorni in cui torno e spendendo più del doppio e cosi via…

L’altro giorno in ufficio, sono andata da una mia collega italiana (a Parigi da 10 anni non ancora iscritta all’AIRE e sposata con un francese J) per chiederle se aveva il numero di un dentista… timido tentativo di crearmi delle abitudini e dei legami qui a Parigi. 
Ovviamente aveva solo il numero di riferimento del dentista italiano segnalato dal consolato da cui vanno le sue amiche ma che lei non ha provato personalmente perché come me… aspetta di tornare a casa per farlo. 

Ed è stato in quel momento che un’altra collega, italiana pure lei, reagisce sorridendo “ cavoli, non siamo proprio capaci ti tagliare il cordone ombelicale con casa”…
Ci ho riflettuto e per 2 settimane ho provato a “sfruttare” i servizi sotto casa ed ecco il risultato:

  • Ho fatto risuolare gli stivali: mi ha domandato ben 14€ per un lavoro poco preciso e senza mettermi un po’ di lucido… mi tocca portare gli stivali a casa per farli lustrare dal papà super esperto :)
  • Ho portato le camicie in tintoria, per il prezzo indicato in vetrina (prezzo normale a casa) mi specificano che non mi tolgono le macchie, bene, per lo meno me le hanno stirate
  • Ho tagliato i capelli dal parrucchiere dell’angolo, sicura del fatto che appartiene a una catena di franchising (garanzia di qualità?): dopo essermi fatta dire che i miei capelli fanno schifo, siccome erano di fretta, mi hanno tenuto il colore solo 25 minuti e quindi non ha funzionato molto, e il taglio… lasciamo stare mi viene ancora da piangere, sembra che un cane mi abbia azzannato per i capelli :( va be dai ricresceranno      
  • Ginecologo, dentista, dermatologo, estetista… non li ho ancora provati, ma non mi sento molto tranquilla….

Con tutto ciò, non voglio dire che Parigi fa schifo, ma solo che è dura rifarsi delle abitudini e trovare dei servizi “di fiducia”, mi darò il tempo e mi farò coraggio… 

.... e poi nei momenti di tristezza e nostalgia, tra un aereo e l’altro che mi riporta a “casa”, posso sempre godermi un buona pizza, fatta proprio come si deve e con un aspetto tutto “affetto e coccole”:
da “Le Patio” la pizza è a forma di cuore, è buonissima e ci si possono trovare tutti i sapori italiani :)











Forse un giorno arriverò a considerare Parigi come “casa dolce casa “?
mmmm

mercoledì 8 febbraio 2012

La pagina bianca


Per la serie, adoro far autografare i miei libri…
Questa sera alla Virgin sugli Champs Elysées,  Penélope Bagieu, autografava il suo ultimo fumetto : “La page blanche”.
Sempre di Penélope, sono appassionata della serie “Josephine” una ragazzetta parigina che con tanto humor affronta le avversità quotidiane…
Avevo deciso di non andare a questa “seance dedicasse” per tanti motivi:
  1. non è di sicuro il periodo in cui mi esalto all’idea di eventi mondani, in genere preferisco restare a casa mia a rimuginare e deprimermi,
  2. ho letto i commenti dei lettori su amazon.fr  e questo nuovo fumetto non sembra essere un gran che
  3. Penelope firmava solo questo nuovo libro e quindi non la mia serie tanto amata di Josephine:

Ma poi mi sono convinta, mi ci voleva un po’ di rosa in questo momento tanto grigio… e alla fine sono andata a fare la fila per un’ora e mezza.
I primi 20 avrebbero avuto un autografo con disegno, ma poi in realtà lo faceva a tutti, ha smesso solo 5 persone prima di me perché doveva partire, ma a me del disegno importava davvero poco. Penélope è stata davvero troppo carina e soprattutto non ha sbagliato a scrivere il mio nome ;)
In fila ne ho letto più di metà ed ora prima di addormentarmi spero di scoprire il mistero della ragazza che si ritrova su una panchina senza più sapere chi è….