domenica 19 febbraio 2012

Tagliare il cordone ombelicale… con casa


Casa… eh già dov’è “casa” per me? 

Diciamo che per tanto tempo mi sono definita senza radici, la sensazione di non appartenere a nessun lungo, di non identificarmi con nessuna specifica realtà. 
Poi ho cominciato a viaggiare in tutto il mondo a vivere ogni anno in un posto diverso ed è stato durante quegli anni che “casa” per me è diventata il posto in cui ci son i miei affetti, la mia famiglia. Per due anni sono pure riuscita a costruire un nido a Milano… e si, mi rendo conto che per me casa è l’Italia, Milano, Robbiate, i miei cari (amici e famiglia).

Ma anche il mio dentista, il ginecologo, il centro commerciale, il parrucchiere, etc.

Vivo a Parigi da quasi un anno e mezzo e di certo non posso paragonare questa grande città a un villaggio sperduto d’Africa o a una qualsiasi provincia europea, insomma per dire che qui, se solo volessi, potrei trovare tutto.
Ebbene, dopo tutto questo tempo, ancora sono scettica  e non mi sono costruita un piccolo mondo qui.
I capelli li taglio a casa, porto il cappotto in tintoria a casa, l’orlo ai jeans lo faccio fare solo al Globo, e il tacco delle scarpe lo faccio rifare al calzolaio dell’Auchan, cerco di fare le visite mediche in Italia, incastrando gli appuntamenti sui pochi giorni in cui torno e spendendo più del doppio e cosi via…

L’altro giorno in ufficio, sono andata da una mia collega italiana (a Parigi da 10 anni non ancora iscritta all’AIRE e sposata con un francese J) per chiederle se aveva il numero di un dentista… timido tentativo di crearmi delle abitudini e dei legami qui a Parigi. 
Ovviamente aveva solo il numero di riferimento del dentista italiano segnalato dal consolato da cui vanno le sue amiche ma che lei non ha provato personalmente perché come me… aspetta di tornare a casa per farlo. 

Ed è stato in quel momento che un’altra collega, italiana pure lei, reagisce sorridendo “ cavoli, non siamo proprio capaci ti tagliare il cordone ombelicale con casa”…
Ci ho riflettuto e per 2 settimane ho provato a “sfruttare” i servizi sotto casa ed ecco il risultato:

  • Ho fatto risuolare gli stivali: mi ha domandato ben 14€ per un lavoro poco preciso e senza mettermi un po’ di lucido… mi tocca portare gli stivali a casa per farli lustrare dal papà super esperto :)
  • Ho portato le camicie in tintoria, per il prezzo indicato in vetrina (prezzo normale a casa) mi specificano che non mi tolgono le macchie, bene, per lo meno me le hanno stirate
  • Ho tagliato i capelli dal parrucchiere dell’angolo, sicura del fatto che appartiene a una catena di franchising (garanzia di qualità?): dopo essermi fatta dire che i miei capelli fanno schifo, siccome erano di fretta, mi hanno tenuto il colore solo 25 minuti e quindi non ha funzionato molto, e il taglio… lasciamo stare mi viene ancora da piangere, sembra che un cane mi abbia azzannato per i capelli :( va be dai ricresceranno      
  • Ginecologo, dentista, dermatologo, estetista… non li ho ancora provati, ma non mi sento molto tranquilla….

Con tutto ciò, non voglio dire che Parigi fa schifo, ma solo che è dura rifarsi delle abitudini e trovare dei servizi “di fiducia”, mi darò il tempo e mi farò coraggio… 

.... e poi nei momenti di tristezza e nostalgia, tra un aereo e l’altro che mi riporta a “casa”, posso sempre godermi un buona pizza, fatta proprio come si deve e con un aspetto tutto “affetto e coccole”:
da “Le Patio” la pizza è a forma di cuore, è buonissima e ci si possono trovare tutti i sapori italiani :)











Forse un giorno arriverò a considerare Parigi come “casa dolce casa “?
mmmm

2 commenti:

Anonimo ha detto...

voglio vedere cosa hanno fatto ai tuoi capelli!!!i tuoi favolosi capelli!!!bacio nico

Betta ha detto...

per fortuna stanno crescendo! quando ci vedremo spero di essere in uno stato più decente ;)... a proposito, quando? un abbraccio