lunedì 19 marzo 2012

A caccia di autografi al “Salon du Livre”

Week end di duro lavoro, domani si ricomincia la settimana e non ho proprio l’impressione di avere ricaricato le batterie.
Per fortuna mi sono concessa qualche ora di svago all’annuale appuntamento con la fiera del libro a Parigi (salon du livre).
Ovviamente sono andata a fare autografare i miei libri, le letture di un anno, non tutte… stavolta, memore dell’esperienza dell’anno scorso mi sono organizzata: ho guardato gli scrittori presenti  domenica, ho fatto la lista con tanto di orario e codice dello stand.

Tesissima perché nel giro di 3 ore dovevo incontrare ben 6 scrittori. Il piano si presentava così:
Tobie Natan:14h-16h
Tatiana de Rosnay: 14h30-15h30
Philippe Besson: 15h-16h
Eric-Emmanuel Schmitt: 14h30-16h       
Chantal Thomas :16h-17h

Come fare?
Già arrivo in ritardo, ma giusto in tempo per comprare l’ultimo libro di Nathan: “La Nouvelle Interprétation des rêves”. Adoro Nathan e l’etnopsichiatria e sono sicura che il libro sarà interessantissimo. Ovviamente solo gli psicologi appassionati di questo approccio transculturale fanno la fila per un suo autografo, risultato: sono la seconda della fila, troppo contenta.
Discuto un pochino con lui, cavoli incontrare Tobie Nathan in persona!!!

Esaltatissima da questo incontro emozionante, continuo la mia ricerca e arrivo a Tatiana de Rosnay. Il fatto che non abbia fatto uscire nuovi libri quest’anno, limita la coda. Mentre aspetto mi chiedo cosa le dirò , non sono molto chiacchierona in queste situazioni, anzi dire piuttosto imbarazzata, eppure ci sono persone che per firmare un libro stanno li una vita, cosa si diranno mai. Posso dirle che il finale del libro non mi è piaciuto… no dai non le dico niente… è lei che trova un appiglio rendendosi conto che ho un nome italiano… mi chiede se posso leggere i due libri che sono usciti in Italia per verificare se la traduzione è buona… si certo, e poi cosa faccio? Le scrivo? Per dirle cosa ne penso? Va be la faccio contenta e le dico “certo certo” J
Prossimo della lista Philippe Besson, la fila non è lunga, arrivo davanti a lui abbastanza velocemente e questa volta faccio uno sforzo dicendo “ ho adorato questo libro”(L’arrière-saison, ne avevo parlato nel post sul viaggio a Dollo Ado)… ecco, mentre pronunciavo le parole, mi sentivo una dodicenne che parla con il suo idolo. Lui non fa una piega, accenna un sorriso, nemmeno un “grazie”. Con questo mi sono convinta che un ”buongiorno” seguito da “ questo libro à per me, mi chiamo Elisabetta, spelling necessario…” è sufficiente!




Pronta per far autografare il terzo tomo della trilogia di Katherine Pancol “ Les ecureuils de Central Park sont tristes le lundi”, fila lunghissima, lei tanto carina parla con tutti i fan. Bell’approccio al pubblico ma un’ora di fila è dura! Ci risiamo, mi chiede il mio nome, domanda di dove sono e poi… non l’ho mai sentito questo nome. E io:” non è vero: l’anno scorso mi ha pure fatto un commento sull’allora fidanzata di George Clooney (Elisabetta Canalis)”: Un po’ spiazzata risponde “ ah si vero mi ricordo (ceeeeeeeeeeerto!!!)… ma adesso ha cambiato amichetta”:
Eh va be… dai cos’altro poteva dirmi.



Arriva il momento di Eric-Emmanuel Schmitt. Fino a poco tempo fa avevo letto solo “Oscar e la signora in rosa”, ma oggi gli chiedo di firmare “Ulyssefrom Bagdad”, libro stupendo, magari un giorno ne dico qualche cosa di più. Lui simpatico, gentile, si limita a chiedermi se sono italiana.

L’incontro tanto atteso con Chantal Thomas si rivela alquanto deludente. Pensavo ci sarebbe stata una fila impressionante, soprattutto perché il suo libro su Maria Antonietta “ Les Adieux à la reine” esce in questo momento al cinema, invece davanti a me solo una persona. Arriva il mio turno e Chantal resta allibita quando le dico come mi chiamo: la ragazza prima di me si chiamava Elisabetta, italiana, di Milano… secondo me, Chantal è ancora li allo stand a riflettere sulle coincidenze della vita J

Bene, finito! Sono riuscita a fare tutto, non ci avrei mai creduto.
Mentre vagabondo un po’ prima di andare via, mi capita di chiacchierare con Joseph Joffo, lo scrittore di “ Un sacchetto di biglie” e “Le vetrine illuminate”, libri che hanno accompagnato la mia infanzia, ma non riesce a farmi comprare niente e ci rimane un po’ male J
Sorpresa delle sorprese, allo stand dei fumetti vedo che Bastien Vivès autografa i suoi libri con un disegno… non posso perdermelo, compro “Le gout duChlore” che volevo da tanto e dopo mezzoretta di coda, ecco il bellissimo disegno che mi ha fatto!

Ci tengo molto, è un fumetto poco scritto, con molte immagini in piscina… fa venire un’irresistibile voglia di ricominciare a nuotare.
Ma per il momento torno a lavorare, anche se sono un  po’ deconcentrata e guardo e riguardo il mio bottino di oggi J

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