Pronti per un'esperienza sensoriale unica????
Devo fare uno sforzo per raccogliere i ricordi su questa
esperienza… sono passati solo due giorni, ma chi mi conosce bene sa che non mi
ricordo quello che accade quando non c’è molta luce, figuriamoci quindi se non
ce n’è per niente.
Serata un po’ a sorpresa, mi ritrovo in rue Quincampoix (che
nostalgia!!, del quartiere, non dell’appartamento) nella sala d’attesa del ristorante
“Dans le noir”. Come dice il nome, il
concetto che sta dietro questa catena di ristoranti ( ce ne sono nelle più
grandi capitali del mondo) è quello di mangiare completamente al buio…
esperienza “risveglia sensi”, esaltati dal non poter vedere il vicino di
tavolo, né il contenuto del piatto o del bicchiere, né l’arredamento, etc.
Ideale se non avete tempo di lavarvi i capelli, di truccarvi o vestirvi bene... nessuno se ne accorgerà !
All’entrata prendono il nome di prenotazione e ti danno un
lucchetto per depositare tutti i tuoi oggetti in un armadietto. Ovviamente per
ragioni di sicurezza non si può lasciare la borsetta per terra o avere oggetti
che fanno luce, cellulari macchine fotografiche, lancette di orologi, etc.
Anche il cibo sarà a sorpresa e quindi chiedono se abbiamo
allergie o proibizioni religiose… ma non danno nessun tipo d’indizio! Speriamo
bene, non amo proprio tutto della cucina francese!
Messi cappotto, borsa, sciarpa nell’armadietto… eccoci
pronti! Bene, tutti in fila indiana con
la mano sulla spalla del tipo davanti, siamo guidati da Yamen,che ci seguirà per tutta la durata della cena. Da chiamare in caso di necessità, per andare al
bagno, per spostare la sedia, per avere pane o acqua… insomma per le prossime 2
ore, dipenderemo da lui. Le guide si muovono con molta destrezza, ci chiediamo se in realtà non abbiano degli occhiali a infrarossi (cavoli il panico: ci saranno delle telecamere che ci spiano e si divertono alle nostre spalle???) ma in realtà ci dicono che sono abituati, che conoscono bene il locale, alcuni di loro sono non vedenti.
Devo dire che se fino a questo punto ero un po’ curiosa, a
un certo punto ho cominciato a “panicare”… io non sono proprio a mio agio con
il buio, per esempio non riesco a dormire completamente al buio! Le mie sorelle
lo sanno bene, hanno condiviso con me per anni la camera e le obbligavo a
tenere la tapparella un po’ sollevata… credo che sognassero di andare via di
casa solo per poter dormire finalmente completamente senza luce J
Va be dai, mi faccio coraggio e seguo la fila indiana…
eccomi completamente nell’oscurità a grande sorpresa non fa cosi paura. Yamen mi
aiuta a trovare la sedia e mi descrive tutto quello che c’è sul tavolo.
Trovo il pane! Ieeeee!!!! riesco a versare l’acqua nel bicchiere
senza buttarla tutta fuori… ovviamente ho messo un dito nel bicchiere per
indicarmi la linea da non oltrepassare J
E poi arriva il piatto… non c’è altra soluzione che toccare
il contenuto con le mani per avere un’idea della consistenza, mmmm sembra
carne, poi c’è una cosa un po’ molliccia a destra, forse verdure?
Non mi resta che provare…. Non mi piace molto, sembra carne
bollita, tipo una “Blanquette de veau” e le verdure sembrano bollite pure
quelle, delle carote! Io odio le carote bollite! Va bè cedo il mio piatto dopo
avere timidamente tentato di tagliare con le posate la mia carne, solo per il
piacere di provare che per il gusto della carne in sé.
E mi rifaccio con il dolce, una specie di “Tarte Tatin” con
un grosso cookies al gusto di amaretto.
Alla fine la guida ci chiede cosa pensiamo di avere mangiato
e più o meno abbiamo indovinato, solo che la carne non era vitello, ma agnello,
ecco… non poteva proprio piacermi!
Svelato in fine il menù:
Il piatto: “Navarin d’agneau” con
carote e panais (Pasitinaca !!! cliccate sul link per vedere di che razza di ortaggio si
tratta J).
C’era pure un “Feuilleté de champignons” che non ho proprio identificato per
fortuna: mi fanno schifo i funghi!
Il dessert : “Tarte aux pommes caramelisées” e crema
pasticcera con mritilli e uva (era una "cosa" liquida con dentro un chicco di
uva, va beh !)
Cena finita
Si esce in fila indiana e all’uscita un menu fotografico che
illustra quello che abbiamo mangiato, anche se onestamente non credo che
abbiano fatto lo stesso dressing
accurato del piatto, a me sembrava un po’ tutto mischiato!
Per concludere: esperienza carina, divertente, costosetta,
cibo senza interesse.
Quanto all’utilizzo dei diversi sensi… non so:
- il tatto forse, per esplorare il mondo (tavolo, piatto, accidentalmente il vicino J)
- l’udito… io al buio non sento, ma credo anche gli altri, perché abbiamo tutti un po’ gridato, non era c’era un’ ambience molto intima e si sentivano le discussioni di tutti,
- l’olfatto… non è il mio forte
Tutto ciò mi ha ricordato la scena di un film piuttosto stupido
(mi si conceda il riferimento: ne vedo anche di più intelligenti!) in un
ristorante simile a New York: La fontana dell’amore:

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