martedì 13 marzo 2012

Scegliere un caffè...


Oggi in ufficio ho incontrato un collega liberiano che ho conosciuto nel 2006 quando lavoravo a Monrovia. Ha fatto “carriera” e stasera partirà per il Bangladesh come espatriato.

Era in piedi di fronte alla macchina del caffè perso davanti a tutte le possibilità di caffè: espresso, espresso macchiato, lungo, con latte, cappuccino, solubile espresso, solubile lungo, solubile con latte, etc.
Voleva semplicemente un caffè…  come può esser complicato a volte scegliere anche una cosa cosi banale!
A volte si va dritti sicuri di quello che si vuole o si crede di volere, altre volte si tentenna indecisi o ancora… si vuole sperimentare qualcosa di nuovo o diverso oppure non si sa proprio da che parte andare.
Il mondo moderno non aiuta, forse nel passato le scelte non erano poi cosi tante e le strade erano più o meno obbligate… oggi si inseguono i sogni, ci si interroga, si scelgono strade, si sfidano i destini (per chi ci crede).

Il weed scorso sono incappata in una frase del mio diario dell’anno 2000, frase della poesia di Robert Lee Frost “La strada non presa”:
Divergevano due strade in un bosco, ed io...
io presi la meno battuta,
e di qui tutta la differenza è venuta.


Tornando al mio colloga/amico Lawubah… era perso davanti dal caffè e dentro tremava, temeva, si poneva mille domande: lascia per la prima volta il suo paese, la sua famiglia, la sua cultura, l’unica che ha conosciuto fino ad ora… per una nuova avventura, per un ideale, per un Paese che non sarà accogliente con lui ( in Asia, le persone di colore sono spesso discriminate).

Forse per un istante ha pensato di tornare sui suoi passi…

Ora è sull’aereo e non posso fare a meno di pensare a quando sono partita io la prima volta, le paure, l’ansia dell’ignoto, la voglia di cambiare il mondo o almeno di contribuire, sacrificando le certezze, gli affetti…

Ho scelto la strada meno battuta… oggi mi faccio tante domande…

Ma ho una certezza: domani, come ogni giorno mi prenderò un “buon” caffè espresso in grani J

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