domenica 22 aprile 2012

Disavventure di una mezza-giornata a Ginevra

Eccomi a Ginevra per seguire la formazione sulla “Scala di valutazione del comportamento neonatale di Brazelton”.
Arrivo di venerdì perché la scuola ha deciso che prima della vera e propria formazione mi tocca frequentare un corso di sensibilizzazione di 3 ore… chissà a cosa servirà mai, se sono disposta a sborsare tutti i soldi che chiedono (in questo caso non direttamente di tasca mia per fortuna) vorrà ben dire che sono già sensibilizzata no?
Arrivo già un po’ nervosetta alla stazione, all’idea che devo passare il week end a Ginevra e pagare 3 notti di Hotel  per niente (queste le devo pagare ioL)
Ecco piove tipo diluvio universale e sono in ritardo perché nel frattempo ho cazzeggiato a Starbucks per testare la connessioni wifi e rispondere a delle mail di lavoro.
Devo sbrigarmi, sento che non sono molto organizzata e che a parte stampare gli orari degli autobus non mi sono molto informata. Seguo quello che fanno le persone intorno a me, vanno ad una macchinetta e prendono i biglietti del bus/tram: davanti alla macchinetta opto per “biglietto Ginevra 1h”, internet mi indicava 30 minuti, quindi dovrei starci nei tempi. La macchinetta chiede quanti biglietti e io convinta gli dico 3, cosi sono sicura per il ritorno e anche per il giorno dopo, poi mi organizzerò meglio. Accidenti un salasso, ben 9€!
Pazienza non ho tempo per rimuginare, disperata sotto la pioggia cerco la stazione del bus e per un pelo lo perdo! Il tempo passa, mi dico che alle formazioni tutti arrivano in ritardo e poi penso che siamo in Svizzera, forse qui si usa essere puntuali ??? ovvio Betta!
Finalmente salgo sul bus, cerco come timbrare il biglietto, ma non trovo niente… mi viene un dubbio, cerco il biglietto che ho in tasca: noooooooo! La validità di un’ora non è da quando lo si timbra, ma da quando lo si compra, cosa me ne faccio degli altri che ho comprato?? Comincia proprio male!
Ma non mi scoraggio, devo concentrarmi su come arrivare alla Clinique de Grangettes: devo prendere una coincidenza in centro. Quindi scendo e il mio piano stampato dice, camminare per 3 minuti, bene e in che direzioneeeeee? Quanto vorrei che il mio iPhone mi aiutasse!(inutile dire che ne sono ormai completamente dipendente) ma in terra straniera, non mi da nessun tipo di indicazione.
Allora, alla vecchia maniera, chiedo ad una signora dove si prende il tram 12 e lei mi indica il percorso, mi dice anche di risalire di corsa sul bus da cui sono appena scesa, perché farà una svolta e poi arriverà vicino alla fermata del 12 evitandomi di correre sotto la pioggia con borsa, borsone, PC… La guardo perplessa e titubante, il mio foglio stampato da internet dice che devo camminare 3 minuti, non può essere vero quello che mi suggerisce la signora.
Troppo tardi il bus chiude le porte e riparte e io mi avventuro senza ombrello fino alla fermata. Mentre aspetto il tram 12 ecco arrivare il bus che avevo snobbato. Pfffff perché mi fido più della tecnologia che di una persona che abita qui?
Arrivo alla clinica in cui si tiene la formazione e sono felicissima, sono solo le 14.05, sono puntuale! Purtroppo la mia nozione di puntualità non è molto svizzera, entro nella sala e sono già tutti seduti, hanno cominciato già da 5 minuti, ovvio! Mi scuso, prendo posto…  L
Almeno queste 3 ore di sensibilizzazione sono state interessanti e non rimpiango la scelta, un po’ costosetta, ma ne vale la pena. E stasera per festeggiare,  pizza! Bè trovare una pizza buona a Parigi non è cosi facile e qui mi sembrano non male (ho osservato da dietro ai vetri dei ristoranti J bella figurona).
Tutta contenta mi siedo nella pizzeria… dopo 15 minuti che nessuno mi viene a chiedere cosa voglio ordinare, chiamo la signorina che arriva e mi guarda un po meravigliata… poi capisce e chiede “ E’ da sola?” e io “si” e lei aprendo gli occhi sbalordita“ sola????”.

Ffffffffffffffffff (è uno sbuffo di’ insofferenza) che provinciali! E pensare che a Parigi mangiare o bere un bicchiere di vino soli leggendo un libro non è strano per nessuno e io l’adoro!
Basta giornata finita, meno male… mi attende il week end in questa città che per ora mi piace proprio poco… me la caverò? J

lunedì 2 aprile 2012

Sempé e i suoi personaggi magici

Il week end scorso é finita la mostra di Jean-Jacques Sampé : "Sempé, un peu de Paris et d'ailleurs»  all’ Hotel de Ville".
Stupende le mostre organizzate periodicamente al Comune di Parigi e per giunta grautite.
Ovvio si deve pazientare lungamente in fila, ma ne vale la pena ed é l’occasione per nuove ed interessanti scoperte… soprattutto per un’ignorante come come me J
La mostra di Sampé é cominciata nell’ottobre scorso ed é stata prolungata, visto l’enorme successo.
Oltre al bellissimo poster che ha tappezzato la città per mesi, questo successo che mi ha incuriosito.


Chi é Sampé ? Sopresa di scoprire che é niente popò di meno (si scrive cosi ? non é un modo di dire proprio aulico J) il papà/disegnatore del Petit Nicolas, che forse in Italia non è stra-conosciuto, ma ovviamnete qui é un’istituzione.
Non sono appassionata del pesonaggio perchè la storia é ambientata negli anni '50 e  le scenette rappresentate non fanno parte della mia storia, quindi non mi rinviano a dei ricordi.
Quello che é stato sorprendente é scoprire tutto il resto, tutto quello che ha disegnato negli anni, dagli esordi ai giorni d’oggi e i fumetti pieni di humor e finezza.

Due personaggi mi hanno appassionato e commosso :
Raoul Taburin e Catherine Certitude per la loro semplicità, per la magia del loro mondo interiore



Raoul Taburin ha un negozio dove vende e ripara biciclette. Sa tutto sulle bici  e il cicliscmo, conosce ciclisti imporanti che hanno partecipato/visto il Tour de France,  per lui nessun problema é irrisolvibile e chiunque entri nel negozio puo essere sicuro di uscire con la bici riparata e in perfette condizioni. Conosciuto e rinomato in tutta la sua città… in reltà nasconde un segreteo che lo rende triste ed insicuro : non é capace di andare in bici. Tutte le volte che ci ha provato é sempre caduto !


In questa immagine all’inizio della storia, mi sembra quasi di rivivere il suo dispiacere, la usa frustrazione… di quelle che hai quando sei giovane e che guardando gi altri ti senti sempre meno bravo e bello (almeno cosi era per me nell’età  della pre-adolescente)


Ma poi un giorno arriva un fotografo famoso, che vuole fotografare il grande Raoul Taburin in sella… ce la farà finalmente a salire su una bici senza cadere ??? non vi svelo la fine (a meno che lo vogliate)…

Catherine Certitude invece é una bambina, che come il suo papà porta gli occhiali, é miope. Vivono a Parigi e la mamma è a New York per lavoro. Sogna di diventare una grande ballerina, ma al corso di danza, il primo giorno, le dicono che per danzare deve togliersi gli  occhiali...Catherine scopre il vantaggio di vivere in due mondi, il mondo reale di quando indossa gli occhiali e un mondo sfocato pieno di dolcezza, senza ostacoli, dove si balla come in un sogno. Bellissimo!