domenica 26 agosto 2012

Un cartoccio di foglie di banano

Il weekend finisce… anche se in gran parte é stato dedicato al lavoro, non sono mancati momenti di svago. Per lo piu’ pranzi e cene :)
Ho cominciato venerdi sera con degli spiedini di pesce, il Capitaine (vi lascio cercare a cosa corrisponde, non l’ho trovato, ma in realtà é una specie di pesce persico, o proprio lui addirittura…) e per ben 2 giorni non ho mangiato altro. Pescato nel fiume che attraversa Bangui : il Oubangui, che separa il paese dal Congo, é davvero freschissimo. Quindi inutile cercare di convincermi a mangiare la miglior pizza della città (grosso eufemismo: paesotto), mi sono fatta una bella scorpacciata di pesce.
Ieri sera, sabato, sono andata all’Escale, ristorantino non lontano da Bangui plage (si si ridete, esiste la spiggia, di fiume ovviamente) e l’ho mangiato cucinato al cartoccio, un cartoccio fatto con le foglie di banano, squisito, e per l’eattezza si chiama «Maboké de Capitaine».
Cosa insolita per il mio blog, soprattutto visto la mia incapità culinaria, vi propongo questa ricetta fantastica, un po esotica, ma leggera e di sicuro impatto !


Ingredienti per 4 persone :

4 filetti di pesce  persico
8 foglie di banano ( e se non lo trovate… va bene l’alluminio, ma perderà un po di fascino)
1 spicchio di aglio
1 cipolla
3 pomodori
Prezzemolo
Peperoncino
Sale

Preparazione :
prendete le foglie di banano 2 a 2 et disponetele a croce (per l’alluminio, preparare dei quadrati di  42 cm)
tagliare i pomodori a pezzettini piccoli
tritate aglio, cipolla, peperoncino e prezzemolo insieme
mettere un cucchiaio del composto tritato al centro delle foglie di banano
adagaire il pesce e cospargelo con un altro cucchiao di composto
aggiungere il pomodoro e chiudere le foglie con un a cordicella be stretto per non fare uscire il vapore durante la cottura.
Adagaire i maboké sulla piastra del forno in cui é stato messo un dito di acqua.
Cuocere 20-25 minuti
Ups il sale…. Non ho capito bene quando si mette… a vostro piacere :)
Servire i Maboké con riso bianco o (ma forse diventa davvero difficile) con banane plantain firtte.

venerdì 24 agosto 2012

Bangui non é più "coquette"

Eccomi di nuovo nella capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui.
E dov’é ? sembra una domanda stupida ? forse, in ogni caso é piuttosto usuale.
3 anni fa quando sono venuta qui per la prima volta, partivo da Milano con un volo Air France e la hostess che ha guardato il moi biglietto e passaporto mi aveva proprio chiesto dove fosse Bangui, non lo aveva mai sentito nominare… quindi pare che anche per i grandi viaggiatori non sia proprio una meta conosciuta.
Come dice il nome é proprio in centro Africa, appena sopra al Congo. Dai verificat econ atlante alla mano…. Ah ups non credo sia usino piu atlanti, mappalondi o pallmondi, va be ecco qui il link a Wikipedia: RCA
Bangui nonostante sia la capitale é semplicemente un grande villaggio e ho un ricordo meraviglioso del mio primo soggiorno qui. Non saprei dire cosa mi fosse piaciuto tanto, niente di particolare, ma le persone sono carine, il paesaggio ricorda il mio amato Congo con le strade rosse rosse e tanto verde brillante ovunque, gli spiedini mangiati ai bordi delle strade, i mercati vivaci, il lungo fiume tranquillo e malinconico della domenica pomeriggio e quella meravigliosa collina dove la scirtta «Bangui la coquette »  stile Holliwood dominava la città, parlo al passato perché a mia grande delusione, io che ero venuta per fotografare la scirtta, é rimasto solo Bangui," la Coquette" é caduto L
Che triste. Che voglia dire qualcosa ? che abbia perso quello suo esser civettuola ? perché é questo che significa… vedremo nei prossimi giorni, io le do una possibilità !

sabato 18 agosto 2012

Booster son Ego


Eh già non c’è niente di più che un complimento gratuito e inaspettato per tirare su il morale e  recuperare un po’ di autostima.
Oggi seduta mensile dal parrucchiere e, senza sapere che il mio “di fiducia” fosse chiuso per ferie,  avevo già deciso di cambiare. Ci ho messo qualche mese a decidere perché sono pigra ed abitudinaria ed era proprio sotto casa, ma …dopo avermi tagliato malissimo i capelli, avermi messo la crema dopo sciampo senza chiedermelo e facendomela pagare profumatamente, dopo avermi lasciato capelli bianchi sulla tempia sinistra e una bella macchia scura sulla fronte, che ormai è indelebile L… mi sono decisa ad abbandonarlo.
Quindi stamattina, con u a faccia da zombi struccata e con un occhio gonfio rosso e disidratato, credo per un’allergia (devo essere un po’ stressata ultimamente) eccomi entrare in un altro negozio della stessa catena. In effetti, non sono poi cosi avventurosa, ma è anche perché ho una tessera da timbrare e finire entro un anno per poter beneficiare del mio shampoo e brushing (che poi è una banalissima messa in piega) gratuito J
Mi accingo, mi guardo allo specchio, sento una grande vergogna, sono proprio brutta, ho un aspetto pauroso e quando arriva la ragazzetta per farmi il colore mi sento davvero imbarazzata, non la riesco nemmeno a guardare negli occhi.
Il modo di fare gentile, rassicurante e sembra pure accurata nel suo lavoro, mi tranquillizza e poi mi sento fare un complimento sulle unghie. Wooowww se sapesse che me lo metto da sola lo smalto e fino a pochi anni fa ero un tale disastro!! J
Ma il meglio arriva quando mi chiede “Fa delle maschere o mette dei prodotti per curare i capelli a casa ?”... e io penso: “ Ecco ci risiamo i miei capelli fanno schifo e mi dirà che dovrei curarli di più e che sono trascurata…” quindi sorrido timida e dico: “ eh no, sono un disastro non faccio niente, non ho tempo, non mi curo, non.., non… ,non… “ ma lei dice: “ Strano, sono proprio belli, per niente rovinati, di solito i capelli lunghi soffrono un po’”
… nooooooooooo no mi è mai successo! Ho sempre odiato i parrucchieri e le estetiste che ti fanno sentire come la più bruttona e trasandata dell’universo guardandoti disgustati.
All’improvviso mi sono sentita già più carina, nonostante sto occhio resti in guardabile J.
E sono uscita tutta contenta, costava pure meno del mio ex parrucchiere!
Basta proprio poco per fare piacere alle persone, ho passato un pomeriggio meraviglioso tutta gongolante nelle strade calde di Parigi.

sabato 4 agosto 2012

Per non dimenticare

"La mattina del 4 agosto 2006,17 impiegati della missione ACF in Sri Lanka son ostati uccisi freddamente con un proiettile nel collo. La maggior parte di loro indossava una T-Shirt ACF pensando che lavorare per una organizzazione umanitaria li avrebbe protetti dalle pallottole e la guerra."...

Non ero in Sri Lanka e non li conoscevo personalmente, ma lavoravo già per ACF, in Liberia. Questa mattina ho sentito che non potevo mancare alla commemorazione perché siamo parte della stessa famiglia, non solo quella di ACF, ma quella dei cooperanti, degli umanitari... trovo sconvolgente, rivoltante, inammissibile, morire mentre si cerca di fare del bene in modo imparziale.
Sono fiera di fare questo lavoro e di vivere questa vita anche se conosco bene i rischi che si corrono. Sempre di più siamo presi di mira, siamo un bersaglio facile, strumentalizzati da logiche di potere, economiche, religiose,etc. 
I nostri ideali e obiettivi sono messi a dura prova e essere in prima linea domanda tanta forza d'animo e un immenso coraggio.

Oggi il  mio ricordo va a quelle 17 persone che cercavano di costruire un mondo migliore e che mai avrebbero immaginato di dover pagare per questa scelta.