venerdì 2 novembre 2012

Osservare la vita...



Sono a Dakar, ma potrei essere ovunque. Passo questa giornata di festa/ferie chiusa nella mia stanza a lavorare e studiare e pensare… uno scenairo che nella mia vita si ripete spesso.
Ma nonostante mi conosca ormai abbastanza bene, non posso impedirmi di riflettere a perché non sono con gli altri all’isola di Goré o perché non faccio un giretto al mercato o a vedere il mare ; O perché non chiamo le persone che conosco qui a Dakar per pranzare o cenare o bere qualcosa.
No preferisco restare qui, in questo mondo un po ovattato, a guardare fuori dalla mia finestra, che certo ha una vista meraviglosa, ma resta un vetro che mi tiene a distanza del mondo fuori, della vita potremmo dire.
Si forse é vero, la vita più che viverla la guardo, non sono molto « dentro » ho una posizione di osservatore.

In questi giorni in cui al convegno (9ème CongrèsInternational sur l’Observation du Bébé) non si parla altro che della posizione dell’osservatore, mi faccio tante domande, mi rimetto di nuovo in questione come ho fatto altre volte. Fino ad arrivare a fare di nuovo pace con me e con quello che sono. Sono fatta cosi e questo é il moi modo di funzionare. E’ cio’ che mi fa sentire serena, il mondo fuori a volte mi é davvero difficle, anche per se cose piu semplici e che per gli altri sono talmente naturali.

E forse non sono sola ad essere cosi, in ogni caso in questi giorni un uomo che guarda il mare mi tiene compagnia e quasi quasi mi identifico .

Arriva verso le 18h e resta fino a quando diventa buio. Rimane in piedi una buona mezz' ora e poi si siede e resta immobile a guardare il mare. Tutti i giorni ripete lo stesso rituale… e io mi sento in compagnia.
Tutto cio per condividere un momento di intropezione personale, saranno questi giorni cosi psicanalitici… :) meno male siamo quasi alla fine.

Nel frattempo ritorno ad osservare.

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