domenica 23 marzo 2014

Fuochi d’artifcio? No: spari!

La settimana é finita e le mie notti sono meno tranquille, non riesco più  dormire 5 ora di filata... ma non mi sento stanca. Credo che sia l’adrenalina che tiene attiva e che aiuta a restistere ai colpi duri da incassare: tante storie troppo crude di massacri, un bimbo bruciato vivo (ma che sopravvive, é il bimbo della foto), gli spari notturni, i check point disseminati ovunque, l’iniscurezza e l’impossibilità di prevedere di essere al posto sbagliato al momento sbagliato, i sussulti per i rumori improvvisi come i manghi che cadono sui tetti.
E mentre le sere sono animate da feste e diversivi, gli spari non cessano, anzi aumentano, sparano in questo momento, non troppo lontano da qui, se non fossimo a Bangui potrebbero essere dei fuochi d’artificio e ora gli elicotteri si aggiungono alla festa...ci guardiamo tutti... sappiamo che qualcuno muore in questo momento e che domani mattina ne avremo il triste bollettino.

Non voglio partire da qui, tornare nel mio mondo ovattato, sicuro e facile, voglio essere qui e contribuire ad aiutare chi soffre... so che con il mio lavoro lo faccio anche da lontano, ma mi manca il fatto di essere in prima linea... sarà difficile riprendere il corso normale dei giorni. Il mio cuore resta in parte qui.

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