giovedì 24 luglio 2014

Uomini coraggio

Terzo giorno a Batouri, vado a vedere il campo di Timangolo. Non é gigantesco ma comincia ad essere strapieno, ci sono circa 6500 persone. 1200 arrivate ieri sono sedute per terra in attesa di essere registrate e di avere lo statuto di rifugiati.
Cammino un po ‘ tra le loro baracche, per vedere come vivono , per rendermi conto di dove potro’ mettere la mia casettina di supporto psicologico.
Incontro un uomo davanti alla sua casa in costruzione. Vuole che gli faccia una foto e poi la vuole vedere… resta allibbito, sorpreso, non si riconosce, comincia a chiamare i vicini per sapere se é davvero cosi… e poi tutti vogliono essere fotograti e voglio rivedersi. E’ un momento molto emozionante, la loro reazione divertita e entusiasta fa pensare che non si puo’ dare niente per scontato, nemmeno che le persone abbiano uno specchio per vedersi, per avere un imagine di sé, una rappresentazione di quello che sono.
Chissà come sarebbe una vita senza sapere che apsetto abbiamo…
Entriamo un po’ in contatto, mi mostrano le loro abitazioni, modeste e pulite e poi le loro ferite, I tagli di macete sulle braccia, con le lacrime agli occhi scuotono la testa e sicuramente ripensano a quello che hanno vissuto, ai loro bimbi strappati dalle braccia della mamma e buttati a terra violentemente, le loro donne torturate, i loro amici tagliati a pezzi…
Che uomini coraggiosi! I loro racconti, di come sono riusciti a partire, di come hanno saputo mettere in salvo i membri della famiglia ancora in vita, fanno venire i brividi! si parla sempre di donne e bambini, ma questi uomini non soffrono di meno !

Sono un po stanca oggi, il dolore degli altri non é facile da asoltare tutti i giorni.


 


lunedì 21 luglio 2014

I campi di Lolo, Mbilé e Timangolo

Sono arrivata in Camerun, paese che non conosco. Lo scopo é quello di cominciare i progetti di assistenza ai rifugiati centrafricani, quindi dopo un giorno di riposo a Yaoundé (dopo una settimana passata a Bangui), parto per il confine con il Centrafrica, vado a Batouri.

Lavoreremo in 3 campi, almeno all’inizio, quindi li vado a vedere… é sempre un’emozione forte e come ogni volta le domande esistenziali mi tormentano. Come si puo’ permettere che delle persone vivano in questo stato ?