sabato 30 aprile 2016

Pace?

Un nuovo Presidente é un buon inizio, ma non abbastanza per sentirsi in pace e ricominciare una vita.
Arrivo a Mont Carmel, un campo di sfollati a Bangui,  che hanno trovato rifugio all’interno di un palmeto di una comunità religiosa italiana. Il posto è bellissimo nonostante le case di fortuna costruite con legno e teloni dell’ UNCHR.
Il campo brulica di vita, le donne attingono l’acqua ai pozzi costruiti da varie ONG, gli uomini fanno piccoli lavori di falegnameria, i bambini giocano. Mi sento serena eppure sono in mezzo a persone che hanno sofferto le pene dell’inferno e le ferite sono ancora dolorose.
Da quando ho rimesso piede in Centrafrica non sento altro che parlare di ricostruzione, di futuro, di ritorno,  coesione sociale, riconciliazione… queste parole continuano a rimbombare nella mia testa.
Dopo anni di stragi, il paese e la comunità internazionale sperano di voltare la pagina, andare avanti,  immaginare e costruire un futuro.
E tutte queste persone che da 2 anni vivono sotto teloni di plastica possono finalmente tornare a casa.
Sì, ma dove é casa?
Quella che hanno abbandonato scappando a gambe levate per paura di essere massacrati ?  Quelle che non esistono piu, perché bruciate et abbattute con violenza ?
Come ritornare nei lughi in cui hanno  visto uccidere il proprio marito, i figli, padri, madri…  dove tutto quello che aveva senso e rappresentava tutto un mondo, ora non esiste piu, é stato anneantito. Come ritornare in un luogo che oggi è solo memoria di orrore?
E ancora… come é possibile pensare à l’integrazione,  tornare a vivere insiseme: vittime e carnefici?
Al di là degli incubi, del processo di lutto, della necessità di perdono, come possono non avere paura ? come credere ancora in un domani ? E che domani? con quale senso? Quali valori? Chi sono gli amici ? chi possono permettersi di amare ? Come possono avere di nuovo un marito o un figlio senza pensare al marito et ai figli brutalizzati sotto i loro occhi?

Non possiamo semplicemente riavvolgere la pellicola e tornare a prima della guerra, non possiamo fare come se nulla fosse accaduto.
Non sarà sufficiente  ricostruire le case se non ci si preoccuperà di ricostruire la fiducia e la proiezione La posta in gioco é alta.

Resto con le mie domande che ad oggi non hanno una risposta. 

2 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.lejdd.fr/Societe/Actualite/La-resilience-depend-beaucoup-de-l-environnement-selon-Boris-Cyrulnik-516294

Anonimo ha detto...

Finalmente un nuovo post. Mi sono mancati :-)Nico