
sabato 28 gennaio 2012
L'apero...

domenica 22 gennaio 2012
Madame o mademoiselle?

Eh si alla soglia della quarantina diventiamo sensibili a tutti i segni che ci dimostrano che stiamo diventando grandi ( non me la sento di dire “invecchiando”). Forse più noi donne che i maschietti.
Fatto sta che qui in Francia mi sento vecchia ogni volta che entro in un negozio o che vado al ristorante o insomma ogni volta che uno sconosciuto mi rivolge la parola.
Se in Italia ancora, mi capita spesso che le commesse mi diano del “tu”, qui è qualcosa davvero raro che mi si dica “Bonjour Mademoiselle” e quel Madame che il mio cervello traduce subito in “signora” mi fa venire voglia di uscire dal negozio. La maggior parte delle volte cerco nel negozio uno specchio per vedere se in quel particolare momento sembro stanca del solito, per giustificare i segni del tempo oppure mi fermo per guardare l’aspetto delle clienti che ricevono un “Bonjour Mademoiselle” e li… scattano i paragoni.
Quello che mi consola è che in Francia, paese di ferventi femministe e donne che rivendicano energicamente la loro indipendenza, il “mademoiselle” dopo i 20-25 anni è veramente fuori luogo. Recentemente le donne hanno fatto una “battaglia” per l’uso sempre di Madame, soprattutto nei documenti di identità, per non rilegare il proprio ruolo a donna sposata o zitella. Effettivamente un uomo è sempre signore che sia sposato o no e quindi avranno pure ragione a non voler esser identificate con lo stato civile, ma io madame, non lo digerisco poco.
Gli uomini sono più inclini a usare mademoiselle, una specie di tattica di seduzione, mentre le donne non lo fanno quasi mai.
Ed è per questo che ieri quando sono andata da Tiffany &Co ero strafelice: la venditrice mi ha chiesto “posso esservi utile Mademoiselle?”J
Per essere sincera, mi è pure successo che da Sephora una commessa, vedendomi di profilo e un po’ distanze si avvicinasse dicendo il “posso esservi utile Mademoiselle?”, per poi correggersi una volta arrivata a 50 cm con un “oh pardon! Madame”… L
sabato 7 gennaio 2012
Il primo giorno del resto della mia vita
Riferimento al titolo del film francese “ Le premier jour du reste de ta vie”… solo al titolo però perché è un film bello ma duro, deprimente e per quanto questo momento non sia il più semplice per me, è decisamente meno nero del film in questione
Ecco quel giorno, il primo, del resto della mia vita… è arrivato ed è passato.
Ieri è cambiata la mia vita… nei fatti, concretamente poche cose cambiano, ma il senso, le prospettive, i progetti… tutto sarà diverso.
E so che (almeno cosi mi dico) che un giorno saprò davvero apprezzare tutto questo.
Ora cerco di concentrarmi sugli aspetti positivi, il nuovo contratto, la possibilità di fare una vera vita a Parigi… e i festeggiamenti sembrano non essere ancora finiti J E’ bello fare come i francesi e avere sempre un buon pretesto per aprire una bottiglia di champagne.
L’Oroscopo 2012 prevedere bei momenti, la numerologia è un po’ meno clemente con me per il nuovo appena cominciato… ma voglio vederlo alla Tiziano Ferro:
…vorrei che fosse in un attimo già domani per iniziare, per stravolgere tutti i miei piani,perché sarà migliore ed io sarò migliore…
Buon 2012 a tutti