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domenica 9 marzo 2014

Ricordi... dal campo di Zafai, N'Djamena

Utlimo giorno, domenica, ancora molto da fare prima di chiudere la valigia e tornare per qualche ora a Parigi.

E’ stata dura, le giornate di lavoro di 15 ore, di cui 6 passate sotto il sole a più di 40°, la pelle bruciata, le labbra spaccate dal sole e dal vento...

Avevo dimenticato cosa vuol dire lavorare con delle equipes locali che sono motivate da uno stipendio e non da un impegno umanitario, come é difficile spronarli a una realzione d’aiuto e supporto per i più vulnerabili...

Ho ascoltato storie di dolore e orrori inenarrabili e visto donne coraggiose che non perdono la speranza, ma che soffrono per il passato che non le abbandona mai nemmeno di notte, per un presente che vuol dire vivere a 12 in una piccola tenda caldissima e minacciata da serpenti, per un futuro incerto e difficile da immaginare... 
Parlano volentieri, cercano con la parola di scacciare i pensieri e sperano che le immagini delle persone care trucidate a colpi di macete o i suoni che riecheggiano ancore nelle orecchie di colpi di fucile giorno e notte, spariscano d’incanto... cercano un po’ di pace, un po’ di sollievo... quello che spero potremo dare noi con il nostro progetto, che sembrano apprezzare.

Ovviamente sono triste per i rifugiati del Centrafrica, che in questo campo a N’Djamena sono relativamente pochi, circa 5.000, ma che a sud alla frontiera sono molti di più e vivono in condizioni disastrose, senza l’aiuto umanitario.

L’esperienza é stata magnifica, ed ho imparato molto, anche su di me. Torno per qualche ora in Europa, prima di ripartire per il Centrafrica e vedere da vicino cosa succede in quel paese stupendo, sfigurato dalla guerra.

Parto con tanti racconti condivisi e tante immagini nel cuore... eccone alcune:






martedì 4 marzo 2014

Una vita da rifugiato

Adoro lavorare nei campi rifugiati... sono dei luoghi di grande sofferenza e l’esempio della resilienza umana davanti ad avvenimenti orribili e profondamenti traumatici.


Qui sento che l’azione umanitaria ha davvero la sua importanza e che il senso di quello che facciamo non é messo in discussione.
Ne  ho visti tanti nella mia breve esperienza umanitaria, dai più disastrosi e disumani ai piccoli villaggi ben organizzati, ma ognuno nasconde, a volte nemmeno troppo, un’infinita sofferenza!

Sofferenza per quello che si é perduto, persone care, casa, beni, lavoro, dignità; sofferenza per quello che si é vissuto nel paese di orignine: violenze dirette, violenze sui propri cari, violenze indicibili e che resteranno per anni o per sempre, nei flash back diurni e negli incubi notturni;
la sofferenza del viaggio: sotto il sole o la pioggia per giorni e settimane, incinta o con bimbi neonati, violenze sulle donne di ogni tipo, senza bere nè mangiare, con la paura di non sapere dove andare e l’incertezza di quello che si troverà;
la sofferenza di arrivare in un paese straniero e in un campo di rifugiati: le condizioni di vita difficili, la dipendenza dall’aiuto umanitario o dalla volontà dei governi, la paura di essere espulsi e mandati chissà dove, l’impossibilità di lavorare, di ricostruirsi una vera vita, di poter progettare un futuro e di immaginare questo futuro per i propri figli...
Detto cosi’ é forse semplice e molto scontanto, ma quando queste persone aprono il loro cuore, é molto dura trattenere le lacrime, é dura dormire la sera, é dura mantenere la distanza necessaria per essere professionale quanto basta per poter essere davvero di aiuto.

Sono contenta di poter vivere da vicino questa realtà, é la vita di milioni di persone, chiaramente é ingiusto... non posso far altro che fare la mia parte.

domenica 2 marzo 2014

Di nuovo in Tchad…

E cosa posso raccontare questa volta ? alla fine per quelli che fanno questo mestiere i viaggi diventano un po’ il quotidinao e l’abitudine, non dico che non mi sorprendo più, ma non é tutti i giorni un’avventura. La maggior parte delle volte i giorni trascorrono normali come se fossi a Parigi.
Per cominciare forse dovrei dire cosa ci faccio qui dopo nemmeno 4 mesi: facendo un calcolo statistico e ponderato (cosa che é il mio forte ), avrei dovuto ritornare tra due anni; speravo anche tre, visto la mia poca passione per questo paese. Ed invece viaggio organizzato in tutta urgenza per venire ad aprire un progetto psicosociale per i rifugiati centrafricani. 
Stupendo il progetto; stupendo poter essere qui non per una supervisione, ma essere davvero parte dell’equipe, come ai vecchi tempi quando ero Responsabile Progetto!

Dopo solo un giorno, sono esausta perché arrivare con un volo alle 11 di sera e cominciare a fare una formazione alle 7.30 (io che sono cosi mattiniera!!!!) mi ha davvero distrutto, ma sono contentissima.

Domani vado a vedere il campo di rifugiati, cosi’ mi preparo meglio per la settimana prossima, non vedo l’ora.



Nel cielo ad accogliermi un magico alone di 22° J é un po rosa perché per poterlo fotografare ho dovuto farlo attraverso le lenti dei miei occhiali da sole (rosa..)

mercoledì 11 dicembre 2013

Nollywood

In questi anni mi é capitato più volte di vedere dei film nigeriani divertentissimi, con intrecci familiari, grandi storie d’amore e tradimenti. 

Mi hanno sempre fatto sorridere e onestamente non mi dispiacciono. Non sapevo pero’ che esistesse addirittura un canale dal nome “Nollywood” dove questi appasionanti storie di vita, sono trasmesse senza interruzione giorno e notte. 
Qui sulla base di Moussoro (in Tchad), ho passato dei pomeriggi e delle serate, inchiodata davanti a questo sconosciuto e intrigante canale. Ovviamente non proprio per scelta : mi sono adattata alle scelte dei « proprietari » di casa… 
 Strano questo modo di passare le serate quando si potrebbe chiaccherare a lume di candela sotto un magnifico cielo stellato… ai miei tempi non avevamo la televisione sulle piccole basi come questa , oggi chiaramente le condizioni di vita sono migliorate un po’ ovunque e si puo’ approffitare della tencologia anche in piccoli villaggi come questo. 
 Forse se stessi qui un anno per gestire un progetto, mi farebbe piacere avere la televisione… sicuramente. Ma la nostalgia di un altro modo di vivere la vita in comune in contesti umanitari, rimane forte… parlo da ormai « turista umanitaria », troppo facile dire tutto cio’ quando resto solo una decina di giorni senza internet, senza luce e acqua corrente, senza poter mangiare quello che voglio, etc. in effetti ogni volta che faccio una visita nei paesi che gestisco da lontano, rimango incantata per quello che riscopro di me, della mia capicità ad adattarmi ad ogni situazione, ma ritorno a casa ogni volta sempre più consapevole che oggi non potrei piu’ fare questa vita a lungo…. Sarà l’età :) 
A parte tutto cio’… se vi capita di trovare Nolliwood, fermatevi un attimo a godervi un po’ i drammoni africani, che niente hanno da inviadiare agli eccentrici film bolliwoodiani ! si cambia solo di continente.

mercoledì 4 dicembre 2013

Come sono belli il deserto e i cammelli


Che poi in realtà qui sono dei dromedari… ma mi serviva la rima e poi la mia conoscenza tutta particolare degli animali non é un segreto per nessuno :) (si dice che da piccola avevo un libro con modelli di animali speciali …)
In ogni caso, paese che vai, animali che trovi! Sono in Tchad, ultimo viaggetto dell’anno (per fortuna !)
Dopo la grandissima delusione in Burkina Faso di essere andata proprio nel periodo in cui gli elefanti sono in vacanza, qui ho potuto soddisfare ampiamente la mia passione per la fauna locale.
Mi sento sempre come una bambina che vede ogni cosa per la prima volta, davanti a queste meraviglie della natura! 
E come non rimanere incantati quando passando con la macchina per le strade sabbiose del deserto, spuntano da ogni angolo questi bellissimi dromedari dall’aria elegante, sontuosa e con un espressione talmente calma, serena in pace con tutto…ecco si potrei ispirarmi al dromedario :)
Ma ci sono anche degli animali con molto meno charme : guardate questa specie di avvoltoi dalla taglia umana, come sono brutti !!! fanno davvero paura…
E per finire, mandrie magnifiche che garantiscono piatti di carne prelibata ogni giorno !
Non é di sicuro stata la visita più bella dell’anno, ma il paesaggio spettacolare e l’affascinante e arricchente incontro con « l’ altro » hanno reso questo viaggio molto  interessante.
Ci sono dei momenti in cui mi dico che sono molto fortunata a poter vivere tutte queste esperienze !









sabato 29 gennaio 2011

In visita nelle regioni Kanem e Bar el Gazal

Una settimana passata tra Mao e Moussoro…
Se dovessi riassumere con parole chiave, direi : sabbia, sole, cammelli, grandi distanze.
Eh si, per fare la supervisione delle attività tra un villaggio e l’altro si devono fare 2 ore di macchina nel deserto, dove si incrociano cammelli, asini, vacche e capre, poche persone, qualche casa isolata. Per me é stata un’avvenura diversa dal solito e mi sono divertita tantissimo, per le persone che vivono qui e che quando hanno un bambino malato si devono fare ore e ore sotto il sole a piedi é sicuramente meno divertente. E in effetti sembra assurdo che qualcuno possa vivere su queste terre cosi aride, senza accesso ad alcun servizio. Anche i progetti di aiuto umanitario sono difficili e costosi, spesso concentrati nei grandi centri abitati.
Le persone sono splendide, gentili, aperte, anche se la loro terra sembra essere cosi’ ingrata e ostile.
E per chi ne dubitava ecco la prova che ho visto i cammelli J

Tanti, tantissimi. Il giorno che sono partita c’era il mercato nella piazza di Moussoro, piena di animali, ma soprattutto cammelli ! Come mi piacciono !
Beh, dai, mi rimetto al lavoro, dopo questa visita intensa é finito il tempo di fare il turista, bisogna mettere tutto su carta e trasformare le idee e le grandi riunioni fatte con il personale e le persone dei villaggi, in un vero e proprio progetto. Entro stasera...

giovedì 20 gennaio 2011

In volo verso il Tchad

Nuova avventura anche se cortissima, ma lasciare Parigi per 10 giorni mi farà bene.
Per quanto sia stupenda, ultimamente lavoro talmente tanto che non mi rendo nemmeno conto di dove sono. Sì, una pausa ci vuole, per rimettere le cose a posto.

Si parte...
Figo! Air France deve aver ricevuto le mie lettere di protesta per il volo annullato a Natale, la valigia consegnata dopo 13 giorni e il personale maleducato, infatti mi fanno viaggiare in prima. Wow, un decollo con un bicchiere di champagne! E quando mi ricapita piu’?
Non ho ceduto alla tentazione del bis ordinando invece un bicchiere d'acqua, per mia fortuna, visto che è finito direttamente sui miei pantaloni! Che figura di merda, tutti sono accorsi in mio aiuto, ma come mi dice gentilmente lo Steward, non hanno pantoloni di ricambio e il vicino mi rassicura "non si preoccupi, abbiamo tutti visto cosa é successo!" ridendo e guardandomi la chiazzona di acqua proprio li. Effettivamente sembra proprio che mi sia fatta pipi addosso :-)
Atterro a N’djamena… fa freschino, i profumi sono diversi dal solito, é un’Africa che non conosco e sono eccitatissima all’idea di vedere il Sahel… se non fosse l’ansia di vedere tutti questi uomini armati un po' ovunque. Va beh dai, cerco di rilassarmi e fare un bel sonno, domani si comincia a lavorare alle 7h30.