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lunedì 16 dicembre 2013

Natale a Parigi/1

Per  la prima volta in 3 anni che vivo qui, mi sono decisa a fare le decorazioni natalizie. Finalmente mi sento a “casa” e anche se solo per una settimana, volevo respirare la magia del Natale. In effetti tra i viaggi in Africa e il mio ritorno in Italia per le vacanze, non passerò molto tempo qui a Dicembre…
Tornando dal Tchad mi sono resa conto che ormai era tardi per ordinare su internet le decorazioni che volevo da tanto: sarebbero arrivate troppo tardi e alcune non erano più disponibili. Ho fatto un giro nei negozi e niente mi ha colpito, tutto troppo sberluscente e tutto molto caro! Allora ho dato sfogo alla mia fantasia e creatività, ho fatto le decorazioni con le mie manine: dei cuori in origami per l’albero e degli stencil ricalcati dal pc, per i disegni con la neve sui vetri.
Sono davvero contentissima del risultato! Ero partita pensando che sarebbero state delle decorazioni provvisorie, per supplire alla mia mancanza di organizzazione e anticipazione e invece mi dico che meglio di cosi’ non poteva essere… almeno per quest’anno!

E ora scappo a finire le compere… lunga lista, ma per fortuna è lunedì e i grandi magazzini saranno vuoti!




mercoledì 17 ottobre 2012

Giornata Mondiale dell' Alimentazione 2012

Anche se non sempre d'accordo sullo stile choc delle nostre campagne, credo sia importante soffermarsi e pensare... In questa giornata mondiale dell'Alimentazione, approfitto di un video tradotto in italiano per richiamare l'attenzione sulla fame e la denutrizione nel mondo. Per me e i miei colleghi una battaglia quotidiana, ma tutti possiamo fare qualcosa, se non altro informarsi ed essere consapevoli di cosa succede non troppo lontano da noi.

lunedì 2 aprile 2012

Sempé e i suoi personaggi magici

Il week end scorso é finita la mostra di Jean-Jacques Sampé : "Sempé, un peu de Paris et d'ailleurs»  all’ Hotel de Ville".
Stupende le mostre organizzate periodicamente al Comune di Parigi e per giunta grautite.
Ovvio si deve pazientare lungamente in fila, ma ne vale la pena ed é l’occasione per nuove ed interessanti scoperte… soprattutto per un’ignorante come come me J
La mostra di Sampé é cominciata nell’ottobre scorso ed é stata prolungata, visto l’enorme successo.
Oltre al bellissimo poster che ha tappezzato la città per mesi, questo successo che mi ha incuriosito.


Chi é Sampé ? Sopresa di scoprire che é niente popò di meno (si scrive cosi ? non é un modo di dire proprio aulico J) il papà/disegnatore del Petit Nicolas, che forse in Italia non è stra-conosciuto, ma ovviamnete qui é un’istituzione.
Non sono appassionata del pesonaggio perchè la storia é ambientata negli anni '50 e  le scenette rappresentate non fanno parte della mia storia, quindi non mi rinviano a dei ricordi.
Quello che é stato sorprendente é scoprire tutto il resto, tutto quello che ha disegnato negli anni, dagli esordi ai giorni d’oggi e i fumetti pieni di humor e finezza.

Due personaggi mi hanno appassionato e commosso :
Raoul Taburin e Catherine Certitude per la loro semplicità, per la magia del loro mondo interiore



Raoul Taburin ha un negozio dove vende e ripara biciclette. Sa tutto sulle bici  e il cicliscmo, conosce ciclisti imporanti che hanno partecipato/visto il Tour de France,  per lui nessun problema é irrisolvibile e chiunque entri nel negozio puo essere sicuro di uscire con la bici riparata e in perfette condizioni. Conosciuto e rinomato in tutta la sua città… in reltà nasconde un segreteo che lo rende triste ed insicuro : non é capace di andare in bici. Tutte le volte che ci ha provato é sempre caduto !


In questa immagine all’inizio della storia, mi sembra quasi di rivivere il suo dispiacere, la usa frustrazione… di quelle che hai quando sei giovane e che guardando gi altri ti senti sempre meno bravo e bello (almeno cosi era per me nell’età  della pre-adolescente)


Ma poi un giorno arriva un fotografo famoso, che vuole fotografare il grande Raoul Taburin in sella… ce la farà finalmente a salire su una bici senza cadere ??? non vi svelo la fine (a meno che lo vogliate)…

Catherine Certitude invece é una bambina, che come il suo papà porta gli occhiali, é miope. Vivono a Parigi e la mamma è a New York per lavoro. Sogna di diventare una grande ballerina, ma al corso di danza, il primo giorno, le dicono che per danzare deve togliersi gli  occhiali...Catherine scopre il vantaggio di vivere in due mondi, il mondo reale di quando indossa gli occhiali e un mondo sfocato pieno di dolcezza, senza ostacoli, dove si balla come in un sogno. Bellissimo!

domenica 4 marzo 2012

Cena “Dans le noir”...ovvero completamente al buio

Pronti per un'esperienza sensoriale unica???? 

Devo fare uno sforzo per raccogliere i ricordi su questa esperienza… sono passati solo due giorni, ma chi mi conosce bene sa che non mi ricordo quello che accade quando non c’è molta luce, figuriamoci quindi se non ce n’è per niente.

Serata un po’ a sorpresa, mi ritrovo in rue Quincampoix (che nostalgia!!, del quartiere, non dell’appartamento) nella sala d’attesa del ristorante “Dans le noir”.  Come dice il nome, il concetto che sta dietro questa catena di ristoranti ( ce ne sono nelle più grandi capitali del mondo) è quello di mangiare completamente al buio… esperienza “risveglia sensi”, esaltati dal non poter vedere il vicino di tavolo, né il contenuto del piatto o del bicchiere, né l’arredamento, etc.
Ideale se non avete tempo di lavarvi i capelli, di truccarvi o vestirvi bene... nessuno se ne accorgerà !

All’entrata prendono il nome di prenotazione e ti danno un lucchetto per depositare tutti i tuoi oggetti in un armadietto. Ovviamente per ragioni di sicurezza non si può lasciare la borsetta per terra o avere oggetti che fanno luce, cellulari macchine fotografiche, lancette di orologi, etc.
Anche il cibo sarà a sorpresa e quindi chiedono se abbiamo allergie o proibizioni religiose… ma non danno nessun tipo d’indizio! Speriamo bene, non amo proprio tutto della cucina francese!

Messi cappotto, borsa, sciarpa nell’armadietto… eccoci pronti!  Bene, tutti in fila indiana con la mano sulla spalla del tipo davanti, siamo guidati da Yamen,che ci seguirà per tutta la durata della cena. Da chiamare in caso di necessità, per andare al bagno, per spostare la sedia, per avere pane o acqua… insomma per le prossime 2 ore, dipenderemo da lui. Le guide si muovono con molta destrezza, ci chiediamo se in realtà non abbiano degli occhiali a infrarossi (cavoli il panico: ci saranno delle telecamere che ci spiano e si divertono alle nostre spalle???) ma in realtà ci dicono che sono abituati, che conoscono bene il locale, alcuni di loro sono non vedenti.

Devo dire che se fino a questo punto ero un po’ curiosa, a un certo punto ho cominciato a “panicare”… io non sono proprio a mio agio con il buio, per esempio non riesco a dormire completamente al buio! Le mie sorelle lo sanno bene, hanno condiviso con me per anni la camera e le obbligavo a tenere la tapparella un po’ sollevata… credo che sognassero di andare via di casa solo per poter dormire finalmente completamente senza luce J

Va be dai, mi faccio coraggio e seguo la fila indiana… eccomi completamente nell’oscurità a grande sorpresa non fa cosi paura. Yamen mi aiuta a trovare la sedia e mi descrive tutto quello che c’è sul tavolo.
Trovo il pane! Ieeeee!!!! riesco a versare l’acqua nel bicchiere senza buttarla tutta fuori… ovviamente ho messo un dito nel bicchiere per indicarmi la linea da non oltrepassare J


E poi arriva il piatto… non c’è altra soluzione che toccare il contenuto con le mani per avere un’idea della consistenza, mmmm sembra carne, poi c’è una cosa un po’ molliccia a destra, forse verdure?
Non mi resta che provare…. Non mi piace molto, sembra carne bollita, tipo una “Blanquette de veau” e le verdure sembrano bollite pure quelle, delle carote! Io odio le carote bollite! Va bè cedo il mio piatto dopo avere timidamente tentato di tagliare con le posate la mia carne, solo per il piacere di provare che per il gusto della carne in sé.
E mi rifaccio con il dolce, una specie di “Tarte Tatin” con un grosso cookies al gusto di amaretto.
Alla fine la guida ci chiede cosa pensiamo di avere mangiato e più o meno abbiamo indovinato, solo che la carne non era vitello, ma agnello, ecco… non poteva proprio piacermi! 
Svelato in fine il menù:
Il piatto: “Navarin d’agneau” con carote e panais (Pasitinaca !!! cliccate sul link per vedere di che razza di ortaggio si tratta J). C’era pure un “Feuilleté de champignons” che non ho proprio identificato per fortuna: mi fanno schifo i funghi!
Il dessert : “Tarte aux pommes caramelisées” e crema pasticcera con mritilli e uva (era una "cosa" liquida con dentro un chicco di uva, va beh !)

Cena finita

Si esce in fila indiana e all’uscita un menu fotografico che illustra quello che abbiamo mangiato, anche se onestamente non credo che abbiano fatto lo stesso dressing accurato del piatto, a me sembrava un po’ tutto mischiato!
Per concludere: esperienza carina, divertente, costosetta, cibo senza interesse.
Quanto all’utilizzo dei diversi sensi… non so:
  • il tatto forse, per esplorare il mondo (tavolo, piatto, accidentalmente il vicino J)
  • l’udito… io al buio non sento, ma credo anche gli altri, perché abbiamo tutti un po’ gridato, non era c’era  un’ ambience molto intima e si sentivano le discussioni di tutti,
  • l’olfatto… non è il mio forte

Tutto ciò mi ha ricordato la scena di un film piuttosto stupido (mi si conceda il riferimento: ne vedo anche di più intelligenti!) in un ristorante simile a New York: La fontana dell’amore:



lunedì 27 febbraio 2012

Finire l’inverno pattinando all’ Hotel Ville…


A Parigi per circa due mesi e mezzo, da poco prima di Natale fino a fine febbraio, viene istallata una bellissima pista di pattinaggio proprio davanti all’Hotel de Ville (si quello del famoso bacio di Doisneau per intenderci). Aperta fino alle 22h la sera è ancora più spettacolare perchè il tetto si copre di piccole luci intermittenti… sembra quasi un castello fatato.

Va be, tagliando corto, l’anno scorso super entusiasta dell’iniziativa, non sono riuscita a provare l’emozione di rimettere i pattini come da adolescente durante le vacanze di carnevale a Cortina d’Ampezzo.  L’unica volta che ho provato, reduce da un viaggio in Tchad, mentre guardavo tutta contenta la pista sono stata presa da un forte mal di pancia, colpa della troppa cortesia per avere accettato di condividere un piatto familiare (rigorosamente servito con le mani J) in un villaggio sperduto del Sahel.
E cosi quest’anno non aspettavo altro che rifarmi della sventurata esperienza, ma aimè come ormai è ben noto, quelli appena passati non sono stati i mesi più dinamici della mia vita. Stanca di piangermi addosso e un po in colpa di passare i miei week end a poltrire sul divano, ho finalmente deciso di provare il brivido del ghiaccio sotto le mie lame, hihihihi (questo sarebbe un ghigno sinistro…)
Bene, ieri era il penultimo week end  di apertura, tutta baldanzosa eccomi arrivare proprio al calar del sole, dopo aver per caso assistito ad un bellissimo tramonto sulla Senna….
Ma che delusione trovarsi davanti al cartello: ”guanti obbligatori” L e chi lo sapeva! E poi con questo clima pre-primaverile, mica tengo i guantini nella borsetta… per fortuna vale sempre la pena di osare e in effetti, gli sventurati come me devono essere parecchi, perché la sala di noleggio dei pattini è provvista di distributore di guanti! Fichissimo, a parte il prezzo…





















Avrò fatto una decina di giri ( no dai qualcuno di piu) ma quanto mi ha fatto bene per uscire dal mio torpore da orso della caverna!!

Ormai lo sfizio me lo sono tolta, non sono sicura che l’anno prossimo ritenterò l’avventura… forse, se l’inverno non sarà troppo rigido...
  


domenica 19 febbraio 2012

Tagliare il cordone ombelicale… con casa


Casa… eh già dov’è “casa” per me? 

Diciamo che per tanto tempo mi sono definita senza radici, la sensazione di non appartenere a nessun lungo, di non identificarmi con nessuna specifica realtà. 
Poi ho cominciato a viaggiare in tutto il mondo a vivere ogni anno in un posto diverso ed è stato durante quegli anni che “casa” per me è diventata il posto in cui ci son i miei affetti, la mia famiglia. Per due anni sono pure riuscita a costruire un nido a Milano… e si, mi rendo conto che per me casa è l’Italia, Milano, Robbiate, i miei cari (amici e famiglia).

Ma anche il mio dentista, il ginecologo, il centro commerciale, il parrucchiere, etc.

Vivo a Parigi da quasi un anno e mezzo e di certo non posso paragonare questa grande città a un villaggio sperduto d’Africa o a una qualsiasi provincia europea, insomma per dire che qui, se solo volessi, potrei trovare tutto.
Ebbene, dopo tutto questo tempo, ancora sono scettica  e non mi sono costruita un piccolo mondo qui.
I capelli li taglio a casa, porto il cappotto in tintoria a casa, l’orlo ai jeans lo faccio fare solo al Globo, e il tacco delle scarpe lo faccio rifare al calzolaio dell’Auchan, cerco di fare le visite mediche in Italia, incastrando gli appuntamenti sui pochi giorni in cui torno e spendendo più del doppio e cosi via…

L’altro giorno in ufficio, sono andata da una mia collega italiana (a Parigi da 10 anni non ancora iscritta all’AIRE e sposata con un francese J) per chiederle se aveva il numero di un dentista… timido tentativo di crearmi delle abitudini e dei legami qui a Parigi. 
Ovviamente aveva solo il numero di riferimento del dentista italiano segnalato dal consolato da cui vanno le sue amiche ma che lei non ha provato personalmente perché come me… aspetta di tornare a casa per farlo. 

Ed è stato in quel momento che un’altra collega, italiana pure lei, reagisce sorridendo “ cavoli, non siamo proprio capaci ti tagliare il cordone ombelicale con casa”…
Ci ho riflettuto e per 2 settimane ho provato a “sfruttare” i servizi sotto casa ed ecco il risultato:

  • Ho fatto risuolare gli stivali: mi ha domandato ben 14€ per un lavoro poco preciso e senza mettermi un po’ di lucido… mi tocca portare gli stivali a casa per farli lustrare dal papà super esperto :)
  • Ho portato le camicie in tintoria, per il prezzo indicato in vetrina (prezzo normale a casa) mi specificano che non mi tolgono le macchie, bene, per lo meno me le hanno stirate
  • Ho tagliato i capelli dal parrucchiere dell’angolo, sicura del fatto che appartiene a una catena di franchising (garanzia di qualità?): dopo essermi fatta dire che i miei capelli fanno schifo, siccome erano di fretta, mi hanno tenuto il colore solo 25 minuti e quindi non ha funzionato molto, e il taglio… lasciamo stare mi viene ancora da piangere, sembra che un cane mi abbia azzannato per i capelli :( va be dai ricresceranno      
  • Ginecologo, dentista, dermatologo, estetista… non li ho ancora provati, ma non mi sento molto tranquilla….

Con tutto ciò, non voglio dire che Parigi fa schifo, ma solo che è dura rifarsi delle abitudini e trovare dei servizi “di fiducia”, mi darò il tempo e mi farò coraggio… 

.... e poi nei momenti di tristezza e nostalgia, tra un aereo e l’altro che mi riporta a “casa”, posso sempre godermi un buona pizza, fatta proprio come si deve e con un aspetto tutto “affetto e coccole”:
da “Le Patio” la pizza è a forma di cuore, è buonissima e ci si possono trovare tutti i sapori italiani :)











Forse un giorno arriverò a considerare Parigi come “casa dolce casa “?
mmmm

sabato 28 gennaio 2012

L'apero...

Adoro le "terrazze" parigine, dove anche d'inverno si può stare seduti all'esterno per un "apero" (l'aperitivo qui a Parigi) e godersi la città i passanti, un po di smog :)
Quest'anno un po' meno, ma spesso dopo il lavoro mi piace andare alla scoperta di posticini nuovi, anche se ne ho qualcuno che prediligo.
I criteri sono semplici: quartiere vivace, luce soffusa, possibilmente happy hour almeno fino alle 20h30, forma dei bicchieri per birra e vino, disponibilità di birre e STUZZICHINI.
Si perché i francesi sugli stuzzichini sono proprio avari!!! I locali che non offrono niente, davvero niente al momento dell'aperitivo, sono la maggior parte e se si è fortunati, si può ricevere un minuscolo scodellino di pop corn, a volte olive o noccioline. Quindi si è sempre obbligati a ordinare da mangiare o a morire di fame :(
Ora, non dico che si debbano adeguare agli aperitivi di Milano (mi rendo conto che sono fin troppo ben abituata), ma per una birra media, pagata ca 9 €, potrebbero pure fare uno sforzettino!

Va be pazienza, io la soluzione l'ho trovata, mio porto il mio pacchetto di patatine! ecco, per esempio, nella foto qui sotto le patatine che vedete provengono da un grosso pacchetto "nascosto" nella borsetta :)
Forse quando sono grande apro un locale per esportare gli aperitivi, quelli veri, come a Milano :)

mercoledì 23 novembre 2011

Incontro con un mito


Per la serie incontro i miei miti, sabato sono andata a farmi dedicare un disegno bellissimo che da tempo cercavo di Sophie Griotto. Lei è bravissima, il suo stile mi piace molto!

La cosa più carina è che non si è limitata ad una frase banale con autografo, ma ha anche fatto un disegno personalizzato ad ogni persona della fila. Il mio disegno non è il più bello e riuscito, alcuni di quelli che ho visto fare prima del mio mi piacevano molto di più… ma in ogni caso è un disegno originale tutto per me J cosa non da poco.

Non mi resta che trovare la cornice (erano tutte esaurite) e metterlo nella mia nuova casetta.


sabato 5 novembre 2011

Feuillage à Paris

Mmmm che risveglio… per il week end sono previsti cielo grigio e pioggia ed ho pure dimenticato l’ombrello in ristorante l’altra sera L

Se penso che lunedì scorso c’era un sole splendido e un caldo primaverile!

Cosa fare a Parigi se il cielo è blu in questo tempo di feuillage?

L’anno scorso ho passeggiato al parco Monceau e nel giardino Tuileries, quest’anno una divertentissima uscita in barca al Bois de Boulogne… che colori magnifici, non sembra nemmeno di essere in città!
Parque Monceau - novembre 2010
Jardin des Tuileris - novembre 2010
Bois de Boulogne - novembre 2011



giovedì 3 novembre 2011

Un nuovo orizzonte


E dopo qualche settimana/ mese di esitazione e atti mancati
(al primo tentativo ho cercato disperatamente e invano di aprire la porta sbagliata), eccomi finalmente fare il trasloco nel mio nuovo appartamento nell’11° arrondissement di Parigi.

A parte la sporcizia e poco spazio, la mancanza di luci e di un vero letto, dopo ben 7 rampe di scale piedi di 29 scalini l’una ecco una bellissima vista di Parigi… stupendo, manca solo la Tour Effel, ma sarà per il prossimo appartamento J

giovedì 20 gennaio 2011

In volo verso il Tchad

Nuova avventura anche se cortissima, ma lasciare Parigi per 10 giorni mi farà bene.
Per quanto sia stupenda, ultimamente lavoro talmente tanto che non mi rendo nemmeno conto di dove sono. Sì, una pausa ci vuole, per rimettere le cose a posto.

Si parte...
Figo! Air France deve aver ricevuto le mie lettere di protesta per il volo annullato a Natale, la valigia consegnata dopo 13 giorni e il personale maleducato, infatti mi fanno viaggiare in prima. Wow, un decollo con un bicchiere di champagne! E quando mi ricapita piu’?
Non ho ceduto alla tentazione del bis ordinando invece un bicchiere d'acqua, per mia fortuna, visto che è finito direttamente sui miei pantaloni! Che figura di merda, tutti sono accorsi in mio aiuto, ma come mi dice gentilmente lo Steward, non hanno pantoloni di ricambio e il vicino mi rassicura "non si preoccupi, abbiamo tutti visto cosa é successo!" ridendo e guardandomi la chiazzona di acqua proprio li. Effettivamente sembra proprio che mi sia fatta pipi addosso :-)
Atterro a N’djamena… fa freschino, i profumi sono diversi dal solito, é un’Africa che non conosco e sono eccitatissima all’idea di vedere il Sahel… se non fosse l’ansia di vedere tutti questi uomini armati un po' ovunque. Va beh dai, cerco di rilassarmi e fare un bel sonno, domani si comincia a lavorare alle 7h30.

domenica 17 ottobre 2010

Il banchetto della fame

Un inizio duro a Parigi… ma ne parliamo un’altra volta.

Oggi voglio raccontare una cosa per la quale sono molto orgogliosa di essere qui e del lavoro che faccio. Ieri, 16 ottobre, era la giornata internazionale dell’alimentazione e Action Contre la Faim in collaborazione con l’Unione Europea, ha organizzato una campagna di sensibilizzazione sulla malnutrizione a Parigi, proprio sotto la Tour Effeil.

10.000 piatti sono stati messi a Champ de Mars per simboleggiare i 10.000 bambini che ogni giorno, nel mondo, muoiono per la malnutrizione, ovvero 3 milioni e mezzo di bambini l’anno! La malnutrizione acuta severa é una malattia molto grave, ma si puo’ curare... ed é quello che Action Contre la Faim fa ogni giorno.

Inutile dire come é stato suggestivo, vi lascio le immagini e un link per approfondimenti sull’evento : http://lebanquetdelafaim.org/



Le Banquet vu du ciel
envoyé par actioncontrelafaim. - L'info video en direct.