lunedì 29 ottobre 2007

Una domenica al mare

Eh si dopo tanti mesi sono tornata al mare.

La stagione ricomincia ad essere bella e io avevo un po' bisogno di distrarmi e riprendermi un po'dalle ultime batoste. E' stato carino, le spiagge della Sierra Leone restano incantevoli.

Mi sono sbizzarrita con le foto, ma con le connessioni lente non sarà facile vederle.








Click to play una domenca al mare

venerdì 26 ottobre 2007

Taxi Zebra

Ancora un mezzo di trasporto mi mancava da provare in Africa: il taxi.
Dato che negli ultimi tempi siamo veramente a corto di macchine, durante le ore di lavoro si devono trovare mezzi di trasporto “alternativi”, come il taxi... che forse é “alternativo” solo in questo contesto :-)
Liberia e Sierra leone sono affollate di taxi, gialli, gialli-rossi, gialli-banchi, rigorosamente scassati tanto che quando li si prende non si é di certo sicuri di arrivare.
Ma la cosa più curiosa sono senz’altro le decorazioni... un po’ come i camion sudamericani: un sacco di scritte religiose e un’infinità di accessori ultra kitsch.
Quello che ho preso io era stupendo: interiori di pelo zebrato rossi!!! Wow
A parte la sensazione di essere in una cipriera (per la quantità di polvere che emanava) sono arrivata a destinazione e mi sono pure divertita!




martedì 23 ottobre 2007

Brancolo nel buio

mi sono persa...

lunedì 22 ottobre 2007

- 5

E da oggi conto: 5 settimane al giorno della partenza da qui.
Sono 35 giorni di cui 5 week end e mi annoio, che non significa che non abbia da fare, anzi, ma motivazione = 0. In più ci saranno 2 visite dalla Francia nel mese di novembre, troppa gente a cui dar retta. Spero almeno di non doverli vedere anche la sera o fuori dalle ore di ufficio! Non ho nessunissima voglia di socializzare, solo di finire.
Ahhh giusto per la cronaca, siccome ho rifiutato di restare qui 3 mesi, mi si chiede di fare lo stesso lavoro in Europa, da casa mia in 3 giorni........... pazzia!!!!!!!!!!
.... e intanto questo primo lunedì é quasi passato!

giovedì 18 ottobre 2007

Un viaggio in Hovercraft

Finiti i post di "impegno sociale", torno a raccontare le mie avventure...
Ebbene si, sono tornata a Freetown e dopo 3 giorni (anzi già da subito) mi sono resa conto che non avrei potuto resistere altri 3 mesi qui. Ma per il poco tempo che mi rimane da passare cerco di apprezzare le bellezze del vivere qui. E devo dire che ce ne sono!
Come sono tornata questa volta sula piccola penisola di Freetown? Ebbene dopo pericolosi e cascanti elicotteri, viaggi interminabili in macchina su strade dissestate, questa volta ho provato il mitico HOVERCRAFT. Mi sono fatta convincere a prendere questo gommone galleggiante... in fondo l'unico rischio é quello che si sgonfi durante la traversata e quindi di passare una notte in mezzo al mare... ma é filato tutto liscio.
E con questo devo dire che ho provato quasi tutti i mezzi di trasporto possibile!

martedì 16 ottobre 2007

Giornata mondiale dell’alimentazione






Come ogni anno il 16 ottobre si celebra la giornata mondiale dell’alimentazione attraverso numerosi eventi in tutti in tutto il mondo.
Il tema di quest’anno é il “Diritto all’alimentazione”. E mi piace molto il messaggio della FAO a proposito di questo tema:
“Lo sforzo culturale che deve compiere l'occidente è quello di cessare di porre uno sguardo caritatevole nei confronti delle 854 milioni di persone malnutrite presenti al mondo e capire invece quali sono le cause, e cercare di porvi rimedio...”
In questi ultimi 5 anni ho visto la “fame nel sud mondo” e non pubblicherò foto di bambini scheletrici in punto di morte anche se l’anno scorso era quello che vedevo ogni giorno.
Non voglio in questo spazio spettacolarizzare la sofferenza, vorrei solo riflettere sul “capire le cause e cercare di porvi rimedio”.
Nel 2006 ho lavorato il Liberia, in un Centro Nutrizionale Terapeutico: un centro per bambini severamente malnutriti ai quali vengono somministrati latte terapeutico e trattamenti medici fino a quando raggiungono il peso ideale. Poi i bimbi se ne tornano a casa, con le loro mamme, nelle stesse condizioni di vita di prima e quindi in realtà il problema si ripresenta e i bambini tornano ad essere denutriti...in un ciclo senza fine o meglio senza LIETO fine.
Credo che sia davvero importante riflettere sulle cause, distribuire cibo é solo un cerotto temporaneo.
Ho amato molto il mio lavoro in questo centro proprio perché l’approccio impiegato era un tentativo di intervenire sulle cause.

La Liberia, paese che esce da poco da una guerra, é in leggera ripresa e non esiste una reale mancanza di cibo o di accesso al cibo. La riflessione sul come mai allora in capitale si registra la presenza di 200 bambini al mese denutriti ha portato a focalizzare l’attenzione sulla relazione madre-bambino. In un contesto sociale completamente destrutturato dalla guerra, ci sono moltissime ragazze madri di bimbi di differenti padri (sempre assenti) e famiglie sfasciate che non possono essere di supporto. Le giovani ragazze erano molto piccole durante la guerra e non hanno assistito al tramandarsi di un’educazione e sono quindi delle bambine con a loro volte bimbi di cui accuparsi... di cui non sanno assolutamente nulla e che vedono più come un giocattolo o spesso come una seccatura. Ovviamente i loro interessi sono quelli delle ragazzine: vedere l’ultimo film uscito in città, comprarsi delle scarpe nuove, flirtare con i ragazzi.... e i loro bambini sono lasciati a casa soli, per delle ore! Senza mangiare!
E cosi’ come psicologa ho lavorato nel CNT sua relazione madre-bambino, aiutando queste giovani ragazze a prendere coscienza di cosa sia un bimbo, di come vada nutrito, lavato... c’era veramente tanto su cui lavorare e non sono rimasta abbastanza a lungo per vedere se questo approccio a portato alla diminuzione di bimbi denutriti, ma resto convinta che si debba lavorare sulle cause.



Metto il link a un sito che puo' essere intressante, c'é anche un gioco molto carino.



lunedì 15 ottobre 2007

Blog Action Day - l'Ambiente

Blog Action Day - il 15 ottobre, i blogger si uniranno per focalizzare l'attenzione di ognuno su una importante problematica: l'AMBIENTE.

Non si può certo dire che io sia un'ambientalista attiva, ma credo la tematica sia di estrema importanza quindi mi unisco ai blogger per contribuire a parlare, pensare e magari agire per il nostro pianeta.
Non sono un'esperta e non ho cifre da pubblicare... mi limito a chiudere il rubinetto dell'acqua se non la uso e a spegnere la luce appena lascio una stanza. Certo devo ammettere che ho imparato a farlo dietro le urla di mia madre più che per un istintivo senso di responsabilità... Devo dire che ho accolto la raccolta differenziata con un po' di riluttanza, non tanto per il principio e l'utilità (capisco perfettamente), ma più che altro sono pigra e un bel saccone nero per tutto mi facilita la vita...ma ora so esattamente dove va ogni cosa e non mi costa nulla... e non butto carte per terra o fuori dal finestrino della macchina. Aspetto sempre di avere un cestino in cui gettare la mia carta di caramelle o il fazzoletto.
Certo quest'ultima cosa sembra semplice semplice e in linea di massima lo è, ma che dire quando sono dall'altra parte del mondo e di cestini non se ne trovano nemmeno a piangere?!?
E' letteralmente un disastro e mi tengo le mie carte in mano...ma a volte presa dalla disperazione mi adeguo e seguo l'esempio dei locali...invece forse l'esempio lo dovrei dare io e loro dovrebbero copiare me.


La prima discarica con enormi corvacci neri e bimbi che ci vivevano e lavoravano l'ho vista in Brasile... ne ero rimasta scioccata, ma poi ho visto l'Africa dove le montagne di spazzatura a cielo aperto non sono confinate solo in certe zone, ma sono nelle vie principali della città. L'anno scorso a Monrovia ci sono stati giorni in cui non si riusciva a passare con la macchina per strade normalmente a due corsie e, non esagero, i cumuli di rifiuti erano di almeno di 3 metri.
So che forse non è una priorità mettere i cestini per la città del sud del mondo e comunque non risolverebbe il problema generale della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti... ma cercherò almeno di non aggregarmi a contribuire nel creare queste città-pattumiera.
Mi rendo conto del riferimento poco "culturalmente elevato"... ma in questi giorni di vacanza ho visto (per sbaglio ovviamente) il film Idiocracy...nel 2505 ritraeva un mondo sommerso dalla spazzatura, speriamo non sia il nostro futuro!

domenica 14 ottobre 2007

Vacanze in rosa

Domenica… domani si ricomincia a lavorare, che nel mio caso significa sveglia all’alba, aeroporto di Linate, scalo a Bruxelles, aereo per Freetown.
Insomma, vacanze finite e anche se mi sono beccata l’influenza, non sono certo rimasta immobilizzata a letto. Forse per guarire meglio avrei dovuto, ma così non avrei potuto finire di dipingere la cameretta della mia futura casa… ovviamente di rosa (a risultato finito sembra che sui muri sia scoppiata una gigante Big-Babol)


Febbre e raffreddore non mi hanno certo impedito di festeggiare il mio compleanno…e quello di mia sorella, e di Fufi e l’onomastico di papà e il master di Riki e il titolo italiano di Ivan (anche se con un po’ di ritardo…) è stata davvero una bella festa!

Ok, si riparte, per l’ultimo round sierra leonese, speriamo faccia caldo, così guarisco… e mi spaparanzo al sole, sulle spiagge bianche con tanto palme di cocco e gamberettoni e aragoste a non finire ;-)

martedì 9 ottobre 2007

Prove di compleanno...

Questa settimana e soprattutto domani siamo in molti a festeggiare il compleanno in famiglia. E ovviamente Fufi non voleva essere da meno.
Ha deciso di compiere 16 anni, si è fatto regalare 2 paia di ballerine (sono ancora in negozio per le modifiche...) e passa le sue giornate a fare le prove di spegnimento candeline. Grosso com'è non ne riesce a spegnere nemmeno 2... figuriamoci 16! Va bè ha ancora un giorno anzi due perché festeggiamo giovedì sera (compleanni vari, mezzi anni, tesi, onomastici e titoli sportivi!)
Forza Fufi :-) se no il desiderio non si avvera!

martedì 2 ottobre 2007

Meritate Vacanze!

Host unlimited photos at slide.com for FREE!

Ed eccomi a pochi giorni dalle vacanze...
In realtà non sono vere e proprio vacanze, torno a casa 10 giorni per respirare un po' un'altra aria e devo dire che dopo tutto quello che é successo in questi ultimi 3 mesi ( e in particolare settimana scorsa) ne ho davvero bisogno.
Sarò' occupatissima, tra riunioni (di piacere, non lavoro) amici e casetta da sistemare, il tempo volerà. Mi aspetto un super comitato di accoglienza e una settimana di festeggiamenti (molte ricorrenze in vista!) e poi...la cucina della mamma!!
Devo ancora preparare le mie valigione, comincio a riportare indietro un po' di cose che tanto qui non uso mai e gli oggetti africani per arredare il mio appartamento anche se non mi é ancora ben chiaro se avrò voglia di ricordarmi ogni giorno di questa esperienza, quindi magari nasconderò le maschere dentro un armadio.
Sono stanca di stare qui, ho temuto di perdere il senno della ragione e il poco equilibrio che ho. Ho voglia di tornare.

P.S. Mi sono data al fumetto :-)

martedì 25 settembre 2007

Should I stay or should I go?

Settimana di importanti decisioni!
Cioè in realtà una: prolungare o no il mio contratto di 3 mesi?

E’ un mesetto che ci rifletto, cioè da quando mi é stato proposto di rimanere. Ero cosi’ sicura di avere finito e tornarmene a casina per un po’, ma poi sono riusciti a fare leva sul mio senso del dovere e responsabilità. Cosi’ sono in stand by e la decisione la prenderò’ domani. Il grande capo sarà qui in missione per 5 giorni e vedremo se mi convince.
Ho posto molte condizioni imprescindibili, ma soprattutto resto se ha senso quello che mi si chiede di fare e se posso farlo da sola, senza gli incompetenti, svogliati e nullafacenti che vivacchiano alle spese degli aiuti umanitari.
In attesa ho fatto una listina di pro e contro, che come sempre non aiuta un gran che...
Riassunto: non ho più voglia di stare qui, ma so che nella situazione attuale sono l’unica che può’ fare il lavoro che mio é richiesto.
Bel dilemma... ancora poche ore di suspense!

venerdì 21 settembre 2007

I cani di Freetown

E’ da un po’ che volevo raccontare dei cani di Freetown.
Eh si, questa città é piena di cani, ma non credo che sia possibile immaginare la quantità senza vedere con i propri occhi. Ce ne sono ovunque, a gruppi variabili tra 4 e 12, che camminano in mezzo alla strada, buttati sui marciapiedi con lingua a penzoloni, in pieno accoppiamento, in risse furiose e rumorosissime.

Non mi entusiasmano particolarmente i cani in generale, ma anche io mi so scogliere quando vedo dei bei cani, puliti e affettuosi, che non danno troppo fastidio... ma questi qui sono brutti, talmente e inimmaginabilmente brutti, con gli occhi rossi, pieni di ferite e sporchi! Ho anche smesso di correre la mattina sulla spiaggia perché l’idea di essere rincorsa, azzannata e come minimo prendere la rabbia mi terrorizzava
Un giorno mi sono chiesta, cioè, l’ho fatto a voce alta, parlando con l’autista che mi scorrazzava da un meeting all’altro, se anche qui in Sierra Leone, come in altri paesi africani (in Congo era cosi’) si mangiano i cani... visti quanti ce ne sono non mi sarei stupita di sapere che sono allevati per essere cucinati...Invece inorridito l’autista mi dice che assolutamente no, i cani non si mangiano e che i sierra leonesi non sono cinesi o filippini (a quanto pare noti mangiatori di cani).
Cosi’ per rassicurarlo gli ho risposto che si certo, naturale, nemmeno “noi occidentali” li mangiamo i cani.
E lui ”ah non so... gli americani.... quello che chiamano HOT DOG... non é carne di cane?”
Sono morta dal ridere, ma non l’ho convinto... lui l’hot dog non lo mangerà mai.


mercoledì 19 settembre 2007

L'amico del Che

Alberto Granado ieri era ad Arcore all’associazione "Amicizia Italia-Cuba"
Alberto Granado é l’amico del Che.

Hanno fatto insieme quel viaggio in America Latina che ha cambiato per sempre il loro modo di vedere la vita, il mondo....i loro destini
Alberto Granado vive a Cuba, ama Cuba, racconta Cuba.

Racconta il Che, Fidel, la rivoluzione.
Racconta il passato e il presente, la storia di quel puntino in mezzo al mare, che RESISTE!
Io non c’ero (ovviamente) all’incontro e mi dispiace avere perso questa occasione, ma Ivan é riuscito a farsi firmare la mia copia del libro “Un gitano sedentario”, il libro in cui Ganado racconta del suo viaggio con il Che e da cui é stato tratto il film “I diari della motocicletta”.
Il libro é stato firmato dalla figlia di Granado, lui é un po’ vecchio per poter fare centinaia di autografi, e la dedica dice “ Saludo revolucionario, famiglia Granado”.

Tutto questo mi ha ridato energia e un po’ di ottimismo per la mia piccola rivoluzione, insomma.... hasta la victoria siempre!

lunedì 17 settembre 2007

Elezioni - Capitolo conclusivo?



Ci risiamo. Ufficio chiuso… dieci minuti fa hanno proclamato il risultato delle elezioni. Dalla finestra del mio ufficio sento una tale confusione, come quando l’Italia vince i mondiali insomma!
Abbiamo deciso di chiudere, dopo mezzogiorno è previsto che sia un ricorso del partito d’opposizione, ovviamente scontenti, ovviamente si parla di brogli elettorali… quindi la situazione potrebbe essere un po’ calda nelle prossime ore. E così altra pausa, che noia passare le mie giornate in case, in più la stagione delle piogge sta per finire e si muore di caldo!
Non so quando sarò di nuovo su internet… spero presto, spero domani… significherà che tutto va bene o per lo meno sotto controllo.

mercoledì 12 settembre 2007

King David

King David è un fast food... il proprietario ovviamente sia chiama David ed é libanese e quindi oltre a hamburger e patatine si possono trovare tutti i deliziosi piatti libanesi.
E’ a 5 minuti a piedi dal mio ufficio e inutile dirlo, una volta scoperto, non ho piu potuto farne a meno... in qualche modo dovevo pur sopravvivere.
Appena sono arrivata qui mi sono sorbita la “mensa aziendale”... blé quasi tutti i giorni riso e foglie di manioca o di patate, cotte a mo’ di spinaci in una salsa rossissima di olio di palma (figura a lato). Ok immergersi nella cultura locale, ma in Congo dopo 9 mesi di riso e manioca ho preso 7 kili e poi per la stessa cifra (5000 leones) mi mangio un hamburger o uno shawarma, e in più me ne vado un oretta dall’ufficio, se no non stacco mai e la giornata si fa un po troppo lunghina. Insomma il fast food é un ancora di salvataggio ovunque, sempre con le dovute cautele... il rischio di prendere i 7 kili forse é anche più elevato :-)
King David é rimasto chiuso 2 settimane, ha rifatto tutti i pavimenti e anche tutta la scalinata, marmo rosa... gusto discutibile, ma pazienza, il cibo é buono e le cameriere hanno una pazienza infinita. Per un mese le ho assillate con le mie richieste, no maionese, no ketchup, pomodoro e insalata si, ma no cipolle... dopo vari tentativi ora devo solo sedermi e loro sanno perfettamente cosa e come fare. E a volte i proprietari mi offrono il pranzo o il caffé, rigorosamente libanese!

lunedì 10 settembre 2007

La figlia perfetta

Ovviamente non parlerò di me, cioè non di me in quanto “figlia perfetta” ;-)
La Figlia Perfetta è il primo libro di Anne Tyler che leggo, l’ho preso poco prima di ripartire per la Sierra Leone perché sulla fascetta gialla che lo circondava Hornby ne diceva davvero bene e poi la Tyler è conosciuta per essere brava, così ho provato. Ho fatto un po’ fatica ad entrare nella storia e non posso dire che mi abbia entusiasmato. Forse lei scrive bene e credo che leggerò qualcos’altro prima di decidere se mi piace o no… credo tenterò con “Per puro caso”.
In ogni caso ci sono degli elementi che mi hanno molto incuriosito nel libro… parla di due famiglie una iraniana e una america, entrambe adottano una bambina coreana (non la stessa, hihihi).
Credo che ci sia qualcosa che mi piace nel personaggio di Miryam, una delle nonne “adottive”, quella iraniana: è una donna molto dignitosa, riservata, tutta d’un pezzo. E’ una donna che cura la propria persona anche se ha 65 anni, che non rilascia andare anche se è vedova, mi piace, è un personaggio che da forza. Se penso a come mi lascio andare io da quando sono qui, solo per un po’ di demotivazione sul lavoro e con i colleghi… insomma è il momento di reagire.
E poi nel libro si parla dell’America e degli americani, di integrazione. Miryam dice di essere stanca di sentirsi sempre una straniera e allo stesso tempo si chiede dove è casa sua, quale è il suo popolo, quali sono adesso le sue tradizioni, dopo 40 vissuti lontani dall’Iran.
La capisco e la vivo questa perenne sensazione di essere sempre una straniera, di non parlare mai (se non al telefono) la mia lingua, la sensazione di non integrarsi mai fino in fondo … e vivere lontano ti fa perdere il contatto con casa tua… le cose cambiano cosi velocemente e mi capita sempre ogni volta che torno per le mie brevi vacanze di sentirmi un pesce fuor d’acqua. Per questo credo sia ora di fermarmi un po’, se non altro per riprendere i contatti con la mia cultura, il mio Paese.

mercoledì 5 settembre 2007

Elezioni - secondo turno

Da domani ufficio chiuso. Sabato ci sarà il secondo turno delle elezioni… la tensione è aumentata un po’, per ora niente di troppo serio, ma tra domani e venerdì ci saranno manifestazioni dei due partiti in ballottaggio ed è previsto che si scaldino un po’ nel momento finale della loro campagna elettorale.
Se tutto va bene martedì le attività riprenderanno normalmente, almeno fino a quando ci sarà la proclamazione del risultato, che ovviamente lascerà molti sierra leonesi scontenti. Speriamo siano in grado di accettare il risultato, qualunque esso sia…
Devo ricordarmi di fare la spesa rientrando… ho finito le scorte o in più i topolini hanno toccato alcune delle mie riserve, così ho buttato tutto via, dura la vita qui :-)

lunedì 3 settembre 2007

La febbre del sabato sera

E questa volta mi gioco la faccia... Che mi piace cantare é piuttosto risaputo, questo non significa che lo sappia fare bene, diciamo che dopo varie proteste mi limito a urlare con le cuffie dell’iPod nelle orecchie solo quando sono quasi certa di non dare fastidio a nessuno. Bé non é semplice trovarsi da sola quando si vive in case comunitarie e ok che che si possono chiudere porte e finestre, ma non é la stessa cosa. Cosi’ questo sabato, quando mi sono accorta che avevo tutta la casa per me ho dato libero sfogo alla mia necessità di espressione... wow mi sono troppo divertita! Ora con qualche remora e un po di vergogna pubblico delle foto che mi ritraggono nei momenti migliori dell’interpretazione canora. Ovviamente sono degli autoscatti, posso garantire che non mi ha visto (e sentito) nessuno durante la mia performance.



venerdì 31 agosto 2007

ops... e le chiavi?

E voilà un classico… dimenticare le chiavi e rimanere chiusi fuori di casa, a chi non è capitato?
Ecco qui come si può rimediare se fortunatamente (?) avete lasciato aperta la finestra, guarda caso quella che dà sul terrazzo (anche se per la “sicurezza” la finestra avrebbe dovuto essere chiusa!). E se si ha la fortuna di avere una scala della misura giusta: perché questa volta ce ne voleva una davvero lunga e insomma non è che in Africa si trova proprio tutto a portata di mano e invece tutto è filato liscio.




Comunque questa non è casa mia io ero solo ospite, quindi almeno per una volta non è stata colpa mia…
Ma come non ricordare quando “ da giovane” ne combinavo una peggio di Bertoldo?
Quando vivevo a Padova mi è successo due volte di dimenticare le chiavi. La prima volta, (disastrissimo!!!) le ho lasciate nella serratura all’interno e la porta mi si è chiusa alle spalle. Così grazie alla scala e alla pazienza del vicino, al coraggio di un’amica che ha scalato fino ad arrivare al balcone e con un martello ha spaccato il doppio vetro della finestra del bagno, sono riuscita ad entrare. Certo ho dovuto pagare le riparazioni del vetro, ero disperata, ma far scassinare la porta al fabbro forse mi sarebbe costato di più.
E la seconda volta almeno le chiavi non le ho lasciate nella serratura. Ne avevo un doppione a casa dei miei ( a 256 km di distanza) e così ho preso il treno per andare a prenderle in piena notte… in realtà ero appena arrivata a Padova quel pomeriggio, venivo proprio da casa dei miei ;-)

martedì 28 agosto 2007

Do'h Donuts

Mmmmmm!.....
Cosa ho scoperto a Freetown!
Da qualche mese i libanesi (sono loro che hanno la maggior parte delle attività commerciali di successo della città) hanno aperto una pasticceria: Bliss Patisserie – 137 Wilkinson Road Freetown.
Inutile dirlo io amante di pasta, pizza, patatine l’ho sempre snobbata dicendo “ i dolci non fanno per me”. Il che è vero. Ma poi un sabato mattina sono andata da Bliss per la colazione, sapevo che facevano dei buoni croissant e la mattina mi piace mangiare qualcosa di dolce.

Sono entrata e al bancone cosa ho visto? DONUTS!

Lisci, con lo zucchero a velo, alla marmellata, al cioccolato: mi sono innamorata a prima vista e poi una volta assaggiati, beh è fatta il Donut non potrà più uscire dai miei top five di cibo preferito... e questo mi preoccupa un po’… comincio ad avere gli stessi gusti di Homer Simpson... la sua classifica prevede:
1. Birra (sono praticamente addicted)
2. Hamburger (ne mangio una quantità considerevole… vedi un dei futuri post)
3. Pizza (la posso mangiare anche fredda da frigo per colazione!)
4. Cioccolato (continua a non appassionarmi un gran che, tranne in momenti di grande crisi)
5. Donut (Do'h... li adoro!!!!!!)

giovedì 23 agosto 2007

Come diventare buoni

Un post un po’ “gnocco” da digerire (anzi perfino da ingerire e deglutire), scusate, faccio finta a volte di essere seria ;-)

La riflessione nasce dal libro di Nick Hornby - Come diventare buoni.
Sarebbe stato facile poter trovare le istruzioni ben dettagliate per diventare buoni. Per sapere chi è buono e chi no, cosa è bene e cosa è male. Non è la prima volta che ne parlo di “ bene e male”, non vorrei sembrarne ossessionata, sono solo alla ricerca.
E’ sufficiente, per essere buono, fare un lavoro in cui ci si occupa degli altri? Anche se ho sempre sostenuto che anche un idraulico o un muratore o un commercialista fanno lavori di utilità al prossimo. Ma mi riferisco a tutte quelle categorie di lavori per i quali si è disposti a pensare che si deve essere animati necessariamente da una passione per il bene, un lavoro che diventa più una missione che un modo per guadagnarsi la vita. Come nel caso di questo libro, fare il medico o non so come nel mio l’operatrice umanitaria. Scegliere un lavoro cosi significa essere buoni? Ci garantisce di fare la nostra parte? E quindi poi nel “privato” fare tutto quello che vogliamo? Essere scontroso, fare battute razziste, provare disprezzo, giudicare, essere egoisti, spendere quello che guadagniamo senza controllo, lasciare il rubinetto dell’acqua aperto senza motivo, buttare via quello che resta nel piatto…o non si è mai fatto abbastanza per poter dire “faccio già la mia parte”? Quindi essere buoni deve esser più un’attitudine costante con chiunque, in ogni momento e luogo?
Ma tutto ciò è solo una parte della riflessione che mi porta a fare questo libro. Riguarda i pensieri e gli atteggiamenti di LEI, medico e madre di famiglia in piena crisi coniugale.
E poi c’è LUI. Cattivo e arrabbiato con tutto e tutti, con la vita! che incontra un guru, una specie di guida spirituale e di colpo tutto il male in lui se ne va e la sua esistenza diventa votata al bene… molto ingenuamente, ai limiti del ridicolo. E’ abbastanza invitare a vivere nella propria casa un senza tetto? E’ abbastanza chiedere ai propri figli di giocare con i bambini più esclusi, è abbastanza dare via tutto ciò che abbiamo di superfluo nelle nostre case, che abbiamo comprato grazie a anni di duro lavoro e innumerevoli sacrifici? Tutto questo può cambiare il mondo? Ed è questo che si deve fare per essere davvero buoni? E se si, dove sta il limite? C’è un limite? E riguarda solo noi come scelta privata e personale o se ne deve fare atto di proselitismo?

E a questo punto ci metto del personale: ho sicuramente scelto il mio lavoro per riscattarmi da una vita i cui non sapevo fare il bene o non ero in grado di vederlo. Ma poi è abbastanza ciò che faccio? Cambio in bene la vita di qualcuno? E la mia di vita? Non ho forse fatto la mia parte e adesso è ora di riprendermela? Ma se davvero non si ha mai finito, allora cosa si deve fare? Qual è il passo successivo? Chi ha la ricetta? Dove sono le istruzioni?

Il libro è bello, non sono sicura di avere capito la frase finale.

mercoledì 22 agosto 2007

Dalla Liberia

Ieri una visita inaspettata ha portato uno splendente arcobaleno in una grigissima giornata piovosa, alquanto deprimente.
Deogratias (o come si fa chiamare lui, Deo) é stato per qualche mese uno degli animatori con cui ho lavorato in Liberia. E’ venuto a Freetown per fare il Visa per l’Inghilterra e ha deciso di passare a trovarmi in ufficio. Sono stata troppo felice, é stato un momento sorprendente e mi ha riportato alla mente tanti bei ricordi. Lo so, tendo sempre a vedere quello che ho passato più bello di quello che é davvero stato e a pensare che in confronto il presente sia deludente, ma é vero che la mia equipe in Liberia era molto più motivata e intraprendente di quella di oggi. Certo Deo aveva dato le dimissioni perché non amava lavorare troppo, forse si troverebbe meglio qui con i miei colleghi attuali, ma la sua visita mi ha davvero riempito di gioia, mi ha ricordato che l’Africa non é sempre stata cosi difficile e ostile.
Purtroppo non ho qui con me foto dell’anno scorso, sarebbe stato carino ricordare mio staff...

lunedì 20 agosto 2007

Schiaccerei volentieri un pisolino

Cosa sta facendo questa signora?
Ovvio, dorme, si riposa. Niente di male, niente di strano se non fosse la nostra receptionist.
Sta schiacciando un pisolino proprio davanti alla porta d’entrata. Sarà anche la pausa pranzo, ma quante volte è capitato di ricevere ospiti di altre organizzazioni proprio tra le 12.30 e le 14.00?
E lei non è l’unica: una volta voltato l’angolo e quindi entrati dalla porta non è raro vedere una sua collega allungata sulla scrivania, braccio-testa penzoloni e non so quante volte mi sono avvicinata per vedere se respirava, credevo fosse morta! E’comprensibile che si possa essere stanchi, è stato dato loro il permesso di dormire, ma perché non possono farlo al piano superiore, sui divani nascosti del bel salone riunioni, invece che in bella vista? E’ straordinaria l’immagine che diamo, se non altro perfettamente coerente con la nostra filosofia e il nostro approccio cosi, come dire? L- e- n- t- o (diamine non siamo mica in emergenza, qui si fa sviluppo!)!

giovedì 16 agosto 2007

Giù le mani da Rigoberta!

Riporto una notizia apparsa su http://www.repubblica.it/ di oggi.
Perché questa notizia? Un po' per il messaggio di intolleranza e pregiudizio che ci rimanda e un po' perché seguo da vicino questa piccola grande donna, che con forza e coraggio prova a cambiare il mondo e a lottare per quello in cui crede e a difendere le minoranze indigene di cui fa parte. L'ho conosciuta personalmente, poco dopo la mia esperienza di volontariato in Guatemala... prima di allora (estate 2001) nemmeno sapevo dove fosse questo piccolo paese dell'America Centrale, ne sono rimasta incantata, da tutti e due: Guatemala e Rigoberta Menchu!


MESSICO, LA MENCHU' ESPULSA DA UN HOTEL. ERA STATA SCAMBIATA PER UN AMBULANTE.

Un equivoco clamoroso, che coinvolge una personalità celebre in tutto il mondo. Protagonista dell'incidente, la candidata alla presidenza del Guatemala, attivista votata alla causa degli indigeni - nonché Premio Nobel per la Pace - Rigoberta Menchù. Espulsa da un hotel di Cancun, una delle città a maggiore densità turistica del Messico, poiché - a causa dei suoi tipici vestiti di india maya, che indossava anche nell'hotel - è stata scambiata per una venditrice ambulante. E buttata fuori, senza troppo complimenti. A rendere noto l'episodio è stata l'emittente Union Radio. E' così che il trattamento a dir poco maleducato subito dalla Menchù è diventato di dominio pubblico. Un episodio reso ancora più spiacevole, per le autorità del Paese, dal fatto che la donna partecipa come invitata speciale del capo dello stato Felipe Calderon, all'assemblea dell'Associazione Acqua potabile e risanamento (Aneas), inaugurata ieri dal presidente proprio a Cancun. La Premio Nobel, ha precisato il suo portavoce Daniel Lemus, si era recata nell'albergo per concedere un'intervista. Ma non c'è stato nulla da fare: i troppo solerti dipendenti della struttura, nel timore che quella signora india potesse infastidire i clienti turisti, l'hanno espulsa. Dimostrando come i pregiudizi verso le minoranze etniche sono duri a morire. Ovunque.


Per chi vuole conoscere la sua storia : "Mi chiamo Rigoberta Menchu"

mercoledì 15 agosto 2007

Misure di sicurezza

Per le elezioni ci hanno mandato un super logista (secondo il grande capo, uno davvero bravo) che venerdì 3 agosto ha deciso le regole per la sicurezza in mezz’ora, lo stesso giorno in cui è arrivato, sotto l’influenza del rassicurante intelligentone che mi ha sfondato la porta.
Le regole prevedevano:
- per tutta la settimana dal 6 al 10 si può uscire solo in una determinata zona e in ogni caso essere a casa prima delle 23. Tutti gli ospiti fuori di casa prima di quest’ora.
Ok perfetto
- giorno delle elezioni e giorno seguente (11 e 12) chiusi in casa senza possibilità di uscire.
Ok perfetto
Indovinate un po’ chi è l’unica deficiente che ha rispettato queste regole al di là di ogni logica e assolutamente inadatte al contesto sierra leonese?
Il coprifuoco delle 23 e il perimetro di movimento non sono stati rispettati e il giorno delle elezioni tutti sono usciti per andarsi a comprare un pesce e bere una birra sulla spiaggia. Logista compreso. E senza dirmi che avevano deciso di cambiare le regole.
Dov’è la coerenza? Dov’è il buon senso? E’ tutta una bolla di ipocrisia nauseante.
Mi rifiuto di vomitare i miei buonissimi biscotti al cocco affogati nella nutella (colazione di stamattina), ma sono tanto arrabbiata con me che resto qui senza più saperne il perché.
Riparatemi lo sciacquone! Please!!!

lunedì 13 agosto 2007

Piove, piove, la gatta non si muove...

Dopo i primi 4 giorni di reclusione forzata e in vista dei 4 sucessivi, venerdì scorso ci é stata concessa una mezza giornata libera, cioè… possibilità di andare in ufficio. Ma per me va benissimo: significa accesso a internet!
Le manifestazioni pre-elettorali e le elezioni sono finite, nessun incidente da segnalare.
In ogni caso sarebbe stato difficile avere scontri esagerati con una pioggia come quella che c’è stata! va bene la stagione delle piogge, va bene clima tropico-equatoriale o quello che è, ma é davvero impressionante, mi stanno per crescere muschi e licheni dappertutto... blé!
Stamattina mi sono risvegliata con la mia piscinetta personale nel bagno (non entra dal tetto l’acqua, ma dal muro, si impregna talmente che si sgretolerà sotto i miei occhi!).
E per venire qui in ufficio, che avventura. Già per trovare una macchina che avesse al tempo stesso freni, portiere, fari e tergicristalli funzionanti é stata un’impresa: su 5 macchine nel nostro giardino solo una rispondeva a questi criteri!
Queste sono le strade ai tempi delle grandi piogge, e pensare che l’ultima volta che sono passata in strade di questo genere c’erano uomini che caricavano i pedoni sulle spalle per passare i guadi, 1000 leones se sei grosso e 500 se sei dal magro al normale (N.B. 3000 leones = 1$)

venerdì 10 agosto 2007

Campione Italiano

Lo pubblico solo adesso... (causa reclusione forzata)
Accidenti questa volta non c’ero, e mi sono persa Ivan che vince il Campionato Italiano di Triathlon sprint a Lecco.
Ho ricevuto un sms alle 17.36 ora italiana :“Chiamami please! Ho vinto! Ho vinto! Ho vinto!”.
Per un minuto sono rimasta sbalordita, cercavo di capire se avevo letto bene, l’ho riletto, ho provato a chiamare, ma niente! le comunicazioni in Sierra Leone, soprattutto la domenica non sono delle migliori.
Dopo qualche tentativo ce l’ho fatta, anche se non avevo molte parole, ma ero strafelice per lui e per tutti quelli che come me credono il lui e nel gran campione che è.
Ivan è uno che non molla, mai! E ha vinto!

2 dei tantissimi articoli scritti sul Campione

lunedì 6 agosto 2007

Silenzio pre-elettorale

Da domani non avrò più accesso a internet per qualche giorno. Se tutto va bene sarò di ritorno il 15 agosto.
L’ufficio chiude per le elezioni dell’11 agosto.
Per ora la situazione è relativamente calma, si certo ci sono stati problemucci durante la campagna elettorale e forse ce ne saranno anche in questa ultima settimana… per qualsiasi evenienza ci siamo super attrezzati: tutti a casa, con possibilità di movimento limitate e un coprifuoco assolutamente esagerato e inutile. Tutte le case hanno una cassa piena di cibo in scatola e bottiglie di acqua e un’altra con un kit farmacia degno di E.R.
Peccato che non ci sia più acqua corrente in casa… ci si potrà sempre affidare a quella piovana per fare la doccia :-)
In ogni caso per me restare chiusa in questa casa con tutte le tensioni che ci sono non è esaltante e mi sono preparata il mio piccolo bunker in modo da poter vivere confinata nella mi cameretta senza incontrare Barba Blu.
Ecco le foto della mia scorta cibo e medicinali. Non succederà niente, andrà tutto bene, ma meglio prevenire che curare.

venerdì 3 agosto 2007

Il meglio che possa capitare a un pesce palla


Ma che storia é questa?
Ho sempre pensato che una “fine” carina per un pesce palla potesse essere l’acquario di “Alla ricerca di Nemo” (anche se non ho mai capito come facesse a starci in quell’acquario cosi piccolino . Ebbene mi sbagliavo.
Qualche sera fa, sono andata al ristorante, si si, ce ne sono a Freetown e questo, “Alex” é anche molto bello. Di solito, durante la stagione secca si può mangiare con una stupenda vista mare, lucine dappertutto, candele e cielo stellato. Molto romantico! E poi si mangia discretamente bene, certo tutto questo lo si paga un po’, ma sempre nei limiti dell’accessibile.
Invece l’altra sera pioveva... niente romanticismo... banalissime file di tavoli con tovaglie bianche, sedie di plastica e il tutto coperto da una tettoia... si ma... che tettoia!
A illuminare la sala, non lampadine normali o ordinari lampadari, ma pesci palla ben gonfi e luminosi!
Fantastico! Mi chiedo,li hanno catturati già gonfi o li hanno gonfiati dopo?:-)








giovedì 2 agosto 2007

I libri sotto l'ombrell (one)

Insomma dagli accessi super diminuiti del mio blog ne deduco che siete tutti in vacanza da qualche parte a godervi il sole, cosa che qui si fa sempre più rara!
Mi capita di vedere ovunque (su internet) la rubrica "cosa leggere sotto l'ombrellone"... bé io sono sotto un ombrello da pioggia, ma in queste giornate grigie mi sono buttata nella lettura. Ecco le impressioni sugli ultimi due libri letti.

Les yeux jaunes des crocodilesKatherine Pancol

Ho comprato il libro alla stazione di Lione, attratta dalla copertina e dal titolo e da qualche accattivante linea scritta per descrivere questa storia parigina.
Il libro é piuttosto lungo, più di 600 pagine e per chi mi conosce sembra impossibile che lo abbia finito(di solito mi avventuro solo su libri con meno di 400) e poi scritto in francese...
Insomma l’ho divorato! La storia in realtà non é niente di speciale, una famiglia ordinaria con intrecci e avventure varie e dove alla fine tutti i buoni vincono e i cattivi hanno quello che si meritano.
Quello che mi é rimasto impresso a lungo e ancora mi fa riflettere é il personaggio principale, Josephine... ti insegna ad essere sempre te stesso, a lavorare sodo, ti fa vedere come tutto può’ cambiare, proprio quando meno te lo aspetti, magari dopo anni di routine, tutti uguali. Un evento improvviso e inaspettato può cambiare la vita, in meglio, ti può fare scoprire di te cose che non potevi nemmeno immaginare!
E’ una storia che da forza, carica, voglia di cambiare, coraggio di sognare.
Non é tradotto in italiano :-(
La pioggia prima che cada - Jonathan Coe

Amo i libri di Jonathan Coe, scoperto grazie a un amico che me lo ha fatto conoscere con “La casa del sonno”. Qualche anno fa ho anche fatto autografare “La banda dei brocchi” ad un incontro a "la Feltrinelli" di Piazza Piemonte a Milano.
E ho amato anche questa ultima sua storia che parla attraverso fotografie, descrivendo le vite delle protagoniste attraverso le immagini (cosa che adoro!intendo...le immagini, le fotografie e tutto quello che riescono a evocare e trasmettere).
Lascia alcune domande nell’aria... il destino, la sua inevitabilità, il suo disegno, il senso di ogni cosa, degli eventi che caratterizzano le vite... per una frazione di un secondo questo disegno sembra cosi’ vicino da potersi intravedere, da capire, e poi l’attimo svanisce, per sempre.
Mi piace pensare che ci sia un perché e che la vita é piena di segni che ci indicano la strada da percorrere, a volte li vediamo, a volte no, a volte li evitiamo volutamente... a volte li seguiamo con entusiasmo buttandoci a capofitto... forse é meglio non vedere i fili invisibili che tessono e intrecciano i nostri destini, ma é bello credere che ci siano.

venerdì 27 luglio 2007

Clowns senza frontiere

Un po’ di tranquillità a Freetown, i cattivi sono partiti per una settimana e mi godo il momento di serenità.
Ieri pomeriggio sono andata a vedere lo spettacolo dei “clowns sin fronteras” in uno dei nostri centri per bambini di strada e ex-soldato. Che bello il lavoro di far ridere i bambini... sono stati bravi e c’erano almeno 500 spettatori a seguire lo spettacolo.
Ridere é bellissimo ed il riedere deve essere in qualche modo universale... ma ridiamo tutti per le stesse cose? Non ho potuto fare altro di chiedermelo osservando questi bambini, ma anche adulti che non ridevano di tutti gli sketch. Hanno funzionato i trucchetti di magia e sono morti dal ridere quando alcuni bimbi sono stati coinvolti, ma molti gesti o suoni che farebbero ridere tutti i bambini italiani, dicono ben poco a un bambino sierra leonese. I rifermenti culturali e i processi di astrazione sono completamente differenti; credo che qui alcuni giochi e scherzi siano impossibili da comprendere o meglio da trovare divertenti. I bambini restavano a guardare un po’ interdetti, curiosi, ma silenziosi...
E’ un po’ lo stesso problema di sempre... importiamo il nostro modo di essere, il nostro modo di vedere il mondo, ma inevitabilmente non riescono a farlo “loro”. E io lavoro in progetto in cui ci si ostina a inculcare e fare comprendere Freud ai sierra leonesi... pazzesco!
Comunque tanto di cappello per queste meravigliose persone che portano il sorriso in giro per il mondo!






Quelli che per mestiere fanno ridere... nel mondo :-)




e poi leggete il dialogo dell'incontro tra Miloud e "i bambini delle fogne di bucarest"


<

Uno che fa ridere.

Fa ridere chi?

Tutti, grandi e piccoli.

Piccoli quanto?

Piccoli bambini, come voi.

Noi non siamo bambini.

E allora cosa siete?

Siamo boskettari.

Cosa vuol dire?

Che veniamo dai boschi.

Quali boschi?

Le stavo facendo io le domande.

Ok, ok, continua.

I clown non dovrebbero essere al circo?

Anche, anche al circo.

E allora perché non ci sei?

Perché io sto per strada.

Ti hanno licenziato?

No.

E allora cosa ci fai per strada?

Ci lavoro.

Non è vero , per strada non si lavora. Si ruba.

Solo le puttane e i tassisti lavorano per strada.

Sei una puttana ?

No.

Un tassista?

No.

Ma chi ti paga, a te?

A volte non mi pagano.

E allora chi te lo fa fare?>>



lunedì 23 luglio 2007

La banalità del male

Riferimento altisonante, ma non sarà una recensione del libro di Hannah Arendt (La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme).
Voglio raccontare come l’odio e il disprezzo vengano spesso dall’ignoranza (nel senso di non conoscenza). E come l’intolleranza verso il diverso, la forte necessità di appartenere ad un gruppo, di essere riconosciuti e l’incapacità di vivere soli con se stessi… portino alla paura.
E come un passa parola basato su informazioni tendenziose uscito da bocche gelose, invidiose e da occhi che vogliono vedere il male ovunque e orecchie completamente tappate impediscano di comprendere la verità.
Il tizio che ha sfondato la porta ha riconosciuto di averlo fatto volutamente. Ha riconosciuto che era un attacco personale, contro di me.
Io questo losco tipo non lo conosco nemmeno! gli ho detto “ciao” per la seconda volta in vita mia la sera stessa in cui ha sfondato la porta. Ebbene mi odia a tal punto da fare una cosa del genere senza neppure sapere chi sono! Ha deciso di ascoltare la versione dei suoi amici su chi sono io. Purtroppo nemmeno i suoi amici sono delle persone raccomandabili. E nemmeno a queste persone ho mai parlato.
Il punto è proprio questo: il loro odio ( di questo si tratta, dichiarato!) deriva dal fatto che io la sera quando finisco di lavorare mi chiudo in camera mia e non sto mai con loro. Nel momento in cui mi hanno accusato di essere asociale (é veramente stato fatto come in un tribunale in cui rappresentavo il colpevole, accusata dai miei aguzzini e senza neppure un difensore!) ho semplicemente spiegato che sono libera di vivere la mia vita come meglio credo e che posso tornare a casa, farmi una doccia tranquilla, guardarmi un film o leggermi un libro in santa pace. Lavoro già tutto il giorno con loro non sono obbligata a vederli anche la sera.
Il tipo in questione sostiene che non ho il diritto di non fare parte del gruppo e che devo impegnarmi e sforzarmi di conoscerli… scusate, ma a me cosa può interessare di conoscere gente capace di atti simili? A me sembra ragionevole reclamare il diritto ad una vita privata, non siamo in colonia, non è un campeggio estivo! Siamo dei professionisti, siamo qui per lavorare e dopo il lavoro liberi di fare quello che vogliamo e di frequentare altra gente che non siano i colleghi di lavoro. Non è mica una setta, diamine!
Banalmente… gli fa male che non mi interessi conoscerlo e passare del tempo con lui e il suo gruppo. Per questo mi ha sfondato la porta e sostiene che tutto quello che non va in questa missione in Sierra Leone dipende da me e dal fatto che chiudo la mia porta a chiave per evitarli.
Non ho più parole e nemmeno pensieri… aspetto che vengano presi provvedimenti contro di lui: ho fatto un rapporto sui fatti, ma… temo che resterà impunito e io indifesa!


lunedì 16 luglio 2007

Umanitario.... a chi?

Ci ho pensato e ripensato… non sapevo se pubblicare questo post e poi mi sono detta che é giusto dare un’idea reale di quello che succede qui, di chi sono davvero le ONG, di cosa fanno e in questo caso di chi ci lavora.
Quando racconto chi sono e come si comportano i miei colleghi ricevo spesso commenti esterrefatti e stupiti del genere:"come é possibile, io pensavo che le persone fanno un lavoro cosi fossero completamente diverse". Ebbene gli operatori umanitari spesso e fin troppo spesso dimostrano di essere “meno” umanitari di quello che dovrebbero.
Ho smesso di essere Biancaneve, so bene come stanno le cose, so che é difficile trovare personale per venire a lavorare in condizioni difficili e so che non tutti quelli che fanno questa scelta hanno gli stessi valori, ma ci sono comunque dei limiti.
La foto qui sotto parla chiaro... sarebbe molto lungo entrare nei dettagli... la foto parla di un atto di gratuita violenza e cattiveria, di un espatriato (quindi europeo, per l”esattezza francese) che vive nella mia stessa casa (per fortuna solo una settimana al mese) che ha scassinato la porta della mia futura camera (avrei dovuto entrarci e fare il trasloco nel week end).

Perché? Bé a detta di chi ne sa più di me, amici suoi, era cosi ubriaco da non sapere cosa faceva, doveva andare a dormire e trovando la camera chiusa ha buttato giù la porta... peccato che camera sua lui non la chiude mai a chiave, sapeva bene che non era la sua stanza e in più se era cosi ubriaco da non sapere cosa faceva e aveva cosi voglia di dormire, perché una volta entrato non ha dormito li, ma in camera sua...?
Lo so bene che era un attacco personale, lo so bene che non é un incidente casuale, ma anche se fosse stato semplicemente ubriaco, é tollerabile un simile comportamento? Oggi i sierra leonesi vedono cosa é stato fatto e con che faccia siamo a qui a dire cosa devono fare, come possiamo fare credere di avere qualcosa da insegnare, perché dovrebbero volere l’aiuto di persone cosi? Questa gente fa di molto peggio, ci convivo da due anni (in Liberia le cose non erano molto diverse) e ancora mi scioccano, mi fanno venire i brividi.

giovedì 12 luglio 2007

Nostalgia canaglia


Uffi piove e sono già cominciate le prime beghe al lavoro. Insomma cerco di evitare di deprimermi e i miei pensieri tornano a casa, ai recenti giorni passati in Brianza.
Un anonimo chiede cosa ho fatto in questi giorni… beh a dire la verità non molto, i giorni erano pochi e sono volati come sempre tra mille piccole cose da fare. Gli obiettivi erano due riposare e cominciare a sistemare la mia casetta a Milano, quella che prima o poi diventerà il mio rifugio durante e/o dopo il mio continuo peregrinare per il mondo.
Alla fine non mi sono riposata, per niente! Ma credevo di arrivare qui stremata invece per ora mi sento in forma.
E la casa beh, ero talmente esaurita che ho provato ad avanzare nei preparativi, ma…
Giusto un esempio: sono partita per andare a dipingere la cameretta, avevo passato un ora (o più) con la mia pazientissima mammina a scegliere il colore (non volevo… ma mia sorella e l’uomino del colorificio hanno suggerito “rosa”)…sulla strada mi sono resa conto che stavo andando a Milano senza pittura e soprattutto senza chiavi di casa. Torno indietro con il pazientissimo Ivan a recuperare bidone di pittura rosa e chiavi, arriviamo a Milano e….. non ci sono rulli e pennelli!! Eppure ero sicurissima di averli lasciati li un anno fa quando avevo dipinto le altre stanze. Mi sono resa conto che ero esaurita e che non ce l’avrei mai fatta a fare tutto, i miei progetti erano un po’ ambiziosi.
E cosi anche per i mobili invece che obbligare gli uomini di famiglia a cercare una soluzione per infilarli tutti in macchina e poi farsi 5 piani di scale per portarli in casa (e ovviamente montarli), ho deciso di lasciare fare tutto a Ikea. Elena e la mamma si sono offerte di andare ad aprire la porta mentre non ci sono. Cosi quanto torno per le prossime vacanze (ottobre) sarò quasi a buon punto. Certo la camera resta da dipingere J
Nel frattempo ho finito di arredare lo spazio più utile e necessario, l’ingresso! Forse dovevo cominciare a mettere un letto e un frigo, ma l’ho detto non ci sto più con la testa.
Metto alcune foto di questa avventura e ringrazio tutte le persone super pazienti che mi hanno sopportata!



mercoledì 11 luglio 2007

Di ritorno in Sierra Leone

Ed eccomi qui, di nuovo nel mio ufficio di Freetown, stranamente deserto (il capo non c'é e questo spiega tutto!).


Arrivare é stata un'odissea anche se meno lunga, disastrosa e pericolosa di quello che pensavo.
L'elicottero ovviamente é fuori uso e anche nel caso in cui lo riparassero, mi rifiuto di prenderlo. Il traghetto si é fermato una notte in mezzo al mare e adesso non si può più usare. Potevo scegliere tra l'hovercraft e la macchina. Ho optato per la seconda, ma se tutti i mezzi che attraversano lo "stretto" che separano l'aeroporto di Lungi da Freetown ci mettono poco tempo (dagli 8 minuti dell'elicottero ai 40 del traghetto), il viaggio in macchina é un po più complicato: ovviamente é proibito per misure di sicurezza guidare di notte e quindi siccome sono arrivata alle 21.00 ho dormito all'hotel vicino all'aeroporto e la mattina dopo 5 ore di strada. Restava il dubbio delle condizioni della strada visto che siamo in piena stagione delle piogge e certo qui l'asfalto non é la regola.
Ma é andata bene... e per ora é tutto dalla "vostra inviata a Freetown" ;-)

sabato 7 luglio 2007

la Dani si sposa!

Eh già la mitica Dani si è sposata oggi. Era proprio bella e raggiante...
E' stata l'occasione per rivedere persone alle quali voglio davvero bene, con le quali ho condiviso dei momenti magici, un tuffo nel passato!
... e quanti cambiamenti, nei miei tre anni in Africa mi sono persi matrimoni e nascite di bimbi e d'un tratto mi è sembrato che la vita di tutti gli altri avanza mentre la mia è sempre ferma allo stesso punto, anche se so che a modo mio sto percorrendo la mia strada... (ah si? ma quale? :-)
Comunque bando alle crisi di mezza età, ecco qui le foto di questa indimenticabile giornata:




Per vedere tutte le foto clicca qui

in tanti a sposarsi il 07-07-07 :-)

domenica 1 luglio 2007

Biagio e la magia di San Siro

E finalmente il tanto atteso concerto di Biagio! Seppur sedata dagli antistaminici (che prendo per una presunta allergia) e stanca morta per non aver dormito tutta la notte precedente spaventata dalla possibilità di "invasione ladri", non sono rimasta in disparte a guardare. Ho cantato, urlato, riso, saltato, ballato e pianto (giusto un pochino di commozione nelle canzoni un po' più da "femminuccia").
Sono state 2 ore e mezzo stupende, dove tutto era bello e facile... solo musica e condivisione :-)

lunedì 18 giugno 2007

Toulouse... 10 anni dopo


Nel giugno 1997 partivo da Toulouse, dopo averci passato 9 mesi fantastici i più spensierati della mia vita adulta. Ho riempito il baule della vecchia Volvo verde di papà con tutte le mie cianfrusaglie ( scopa e catino rosa, milioni di fotografie, posters, ninnoli e un sacco di ricordi!)e sono tornata a casa. Triste di lasciare il mio piccolo magico mondo e allo stesso tempo felice di avere incontrato delle persone meravigliose con le quali condividere quest’esperienza, prima tra tutte Carmen :-)
Ed eccomi qui, 10 anni dopo (rabbrividisco se penso a quanto tempo è passato!) ancora a Toulouse: Sono stata a trovare Carmen per il week end ed è stato davvero bello. Abbiamo fatto così tanta strada da allora, ognuna a modo suo, ma è meraviglioso sapere che ci sono legami che non cambiano con il tempo e con la lontananza fisica.
Metto alcune foto fatte con Carmen e Lara (il suo capolavoro di bambina) per vie della Ville Rose.
Le foto sono state fatte per lo più con degli autoscatti, mettendo la macchina fotografica nei posti più impensati sotto gli occhi divertiti e a volte perplessi dei passanti, ci siamo troppo divertite! (forse di più io, Cammy si vergognava un po’ :-) e come biasimarla?)






domenica 10 giugno 2007

Domenica a Lione

Dopo una settimana di noiosissima formazione (ma anche di un successo professionale a dir poco intesso ed esaltante!) ecco arrivare il week end.

Sabato speso in piscina ( ci sarebbe molto da dire sull'impianto che ho visto e sui suoi frequentatori, ma sorvoliamo) e a fare il giro dei negozi del centro.

Domenica mattina in camper a riposare e aspettare Ivan che fa il suo giretto (ops, durissimo allenamento) in bici e pomeriggio al "Parc de la Tête d'Or". Bellissimo, mi sono divertita come una bambina, ho mangiato lo zucchero filato o come si dice qui "Barbe à papa" :-) e poi ho visto tutti gli animaloni selvaggi, che ci guardavano annoiati dai loro recinti. A dire il vero l'elefante (ovviamente il mio preferito!!) faceva un ballettino sul posto muovendo avanti e indietro le sue gambotte... troppo carino. Peccato ha piovigginato, ma almeno la pioggia ci ha risparmiato dal caldo insopportabile.




lunedì 4 giugno 2007

Chi ha paura dell'elicottero?

, io ne ho sempre avuta tanta, ma poi è un po' come tutte le cose, quando diventano routine non ci fai più caso. A Freetown per poter andare e venire dall'aeroporto è quasi una scelta obbligata prendere l'elicottero e anche se un certa apprensionre resta sempre, fino ad ora ho preferito questa opzione piuttosto che prendere il "ferry"(ci vuole una vita, ed è un casino!).
Ebbene giovedì ho preso l'eliecottero ed ero serena al punto da fare anche delle foto:



e oggi, 4 giorni dopo, questa è la notizia che mi arriva, mentre sono tranquillamente a Lione:












forse il 9 luglio prenderò il ferry...