martedì 29 maggio 2007

la Betta torna ma...

E' davvero troppo tempo che non scrivo, sono stata e lo sono tuttora impegnatissima sul lavoro... è sempre così gli ultimi giorni prima della partenza, lasciare i compiti da fare e organizzare tutte le attività in modo che possano più o meno funzionare durante la mia lunga assenza, ben un mese e mezzo di lontananza :-)
A proposito, mi sono resa conto che il mio countdown è un po' ingannevole e così chiarisco: torno a casa venerdì mattina e domenica parto per Lione dove mi fermerò per più di tre settimane ( lavoro, non vacanza!) e poi il 27 giugno sarò finalmente a casina e ripartirò per la Sierra Leone il 9 luglio...
Quindi di riposare ancora non se parla, ma almeno potrò mangiare e andare al cinema e mille altre cose che qui, ahimè si possono solo sognare!
Ma in Europa non avrò tutte le mattine questa meravigliosa vista sul mare:


giovedì 17 maggio 2007

O Zahir

Avevo cominciato "lo Zahir" di Coelho in RDCongo, per esercitarmi, lo stavo leggendo in portoghese, ma sono partita prima di poterlo finire e ho dovuto restituirlo a chi me lo aveva prestato. Lo scorso Natale me lo sono fatto regalare dalla mia sorellina Elena e l'ho letto.
Non scriverò cosa penso del libro.
Non mi aggiungerò ai centinaia di lettori che ne hanno detto tutto e il suo contrario.
Vorrei solo riportare una frase che ... visto le mie scelte di vita... mi porta necessariamente riflettere:
"La storia non muterà mai a causa della politica, o delle conquiste, o delle teorie, o delle guerre - queste sono solo ripetizioni, eventi a cui assistiamo sin dall'inizio dei tempi. La storia cambierà quando sapremo utilizzare l'energia dell'amore allo stesso modo in cui impieghiamo quella del vento, del mare, dell'atomo."
Ingenuo? forse...

martedì 15 maggio 2007

"Sacro e profano"

Non mi voglio dilungare in commenti, voglio solo farvi sorridere e condividere i miei momenti di stupore per quello che si puo' trovare nelle strade di Freetown.
Nella foto, un venditore di poster... non molto "appropriato" il suo accostamento, se non altro i bambini che si sono fermarti a guardare sono un po' perplessi e lo sono anche io...




mercoledì 9 maggio 2007

Journée Papillon

Cosa é e perché nasce la Journée Papillon ?
Non per fare la chic, ma tradotto con “giornata farfalla” ha molta meno magia e charme.
Quando lavoravo in Liberia, Corinne (delle Risorse Umane) e Nico (Amministrazione) in preda alla loro frustrazione di vivere sempre confinati in ufficio senza mai poter vedere il cielo blu africano, hanno deciso di metter colore e leggerezza ad un giorno della settimana, il mercoledì...
E cosi nasce la journée papillon in cui ci si deve vestire di rosso, arancio o rosa... ben presto il rosa é diventato il vero simbolo di questo giorno e vestirsi di rosa il mercoledì... un vero stile di vita!
Da allora ho cercato di contagiare il maggior numero di persone possibili e anche qui in Sierra Leone, alcuni dei miei colleghi si trasformano in bellissime farfalle rosa, per un giorno soltanto, il più duro della settimana, tutte le settimane.
E quindi... se leggete questo post, perché no? Che sia un reggiseno nascosto a tutti o una camicia in bella vista o una minuscola molletta nei capelli, il mercoledì... diventate farfalle!

Nelle foto un omaggio alle farfalle “fondatrici” :-) Corinne, Nico, Sonia, Betta

lunedì 7 maggio 2007

La stagione delle piogge

...e la stagione delle piogge si annuncia: sono cominciati gli scroscioni notturni, quelli da film horror che fanno accapponare le pelle… un flash di luce improvviso, un “rombo di tuono” che squarcia il silenzio e il vento che fa volare le tende, sbattere le porte e sussultare il cuore.
Adoro le piogge africane, mi affascinano più del sole torrido umido e appiccicoso. Sono curiosa di vedere come sarà qui in Sierra Leone, se simile al Congo, dove le piogge sono dei temporali dalla potenza triplicata, ma che si esauriscono in poche ore e ti lasciano il respiro con giorni di pallido sole o se invece assomiglia di più alla vicina Liberia... pioggia continua, meno violenta, ma senza sosta, tutto il giorno, tutti i giorni... per 6 lunghi mesi.

Ho aggiunto le previsioni meteo al blog, cosi potete condividere con me il clima africano (per precisare: Lungi é l’aeroporto di Freetown...).

giovedì 3 maggio 2007

Mobile 14

E rieccomi. Oggi parlerò di macchine, intendo auto.
Nell'organizzazione dove lavoro (non la cito per non essere citata... ahahah) abbiamo un parco macchine (6) degne solo di essere rottamate. Ognuna ha il suo, o meglio i suoi "problemini", ma questa: "Mobile 14" vince su tutte!
A parte le portiere che non si aprono e non si chiudono (come é possibile?), i finestrini che non scendono e le cinture talmente sporche che ci si deve sempre vestire di nero per non avere delle indelebili macchie sulla maglietta…. ha un clacson veramente "pratico": per azionarlo si deve far fare contatto a due fili, come mostra le l'mmagine.
Lavoro di precisione che costringe il conducente a distogliere lo sgardo dalla strada.
Forse può sembrare poco sconvolgente, ma in Africa si guida perennemente clacsonando, per superare a destra, per andare contro mano, per schivare cani, capre e passanti o per urlare ai taxi che si fermano in mezzo alla strada per far sedere i passeggeri e che le frecce per girare o sostare non sanno nemmeno cosa siano.
Nella foto un’idea del traffico a Freetown anche se forse un video avrebbe reso meglio, ma si possono comunque vedere in basso a destra un macchina contromano, i passanti e venditori in mezzo alla strada e immaginate le macchine che passano a destra e sinistra senza frecce con vera nonchalance.
Sempre a lamentarmi io! Ma è giusto per dire quanto sia assurdo pensare che la priorità per le nostre macchine siano l’aria condizionata o i lettori CD (secondo il parere della logistica, responsabile della gestione macchine)… forse un clacson e gli specchietti retrovisori sarebbero più utili, o sbaglio?

P.S. La prima causa di decesso degli espatriati sono gli incidenti stradali.

lunedì 30 aprile 2007

“ costa solo 5 €”


Ho finito il libro “I love shoopping a New York”!
Bella lettura impegnata eh? Non voglio giustificarmi per la scelta, insomma non si può essere sempre troppo seri no? Anche se devo confessare che in certi momenti mi sono sentita in imbarazzo … l’ho cominciato all’aeroporto di Orio al Serio il giorno del mio ritorno qui in Sierra Leone. Avevo una nuova borsa argentata, un maglioncino rosa acceso e le unghie perfettamente intonate (il mio nuovissimo smalto Chanel, n° 209-Marilyn…). Quindi anche se nel mio animo mi sento sempre alquanto sobria in quel preciso momento ho ritenuto opportuno leggere il libro piegandolo su se stesso in modo che non si vedesse la copertina.
E poi arrivata qui, in questo mondo dove tutti fanno a gara per essere i più impegnati umanitariamente (solo con le parole ovviamente, poi nei fatti… va beh lasciamo perdere, questa è un ‘altra storia) non mi sono mai sentita libera di tirare fuori il mio libro dalla borsa argentata e di leggerlo sotto gli occhi scrutatori e alquanto “giudicanti” dei miei colleghi e non.
Già lo smalto rosa aveva suscitato perplessità, commenti fruscianti, bisbigli sottovoce e occhiate di disapprovazione…
Comunque torniamo al contenuto del libro, la storia è alquanto semplice, ma è impressionante come è facile riconoscersi in Becky, la protagonista. Certo non posso dire di essere malata di shopping a tal punto, non me lo potrei davvero permettere e in più ho delle remore morali (forse sono più che altro dei blocchi psicologici).
Anche se in modo diverso da lei, mi ritrovo nell’armadio cose inutili, che non porterò mai e anche oggetti che al momento dell’acquisto sembravano tanto belli e necessari e oggi beh… starebbero bene nella spazzatura ma manca il coraggio di buttarli.
Se per Becky vale il motto “comprare solo quello che è necessario” e quello che non lo è oggi può essere un investimento per il futuro ;-) per me vale più il “ costa solo 5 €”.
Pericolosissima trappola, perché in pochissimo tempo tutti questi 5 € ne fanno 50 e il passo per farne 500 non è poi cosi tanto lontano. E la sensazione di guardare alla fine del mese le spese e non sapere come è possibile avere speso cosi tanto se tutto quello che ho comprato costava “ solo” 5 €… è all’ordine del giorno, o fortunatamente, del mese.
E poi la chicca… torno in Europa 3-4 volte l’anno per in media 12 giorni (Dicembre scorso un mese!!!) ed è fin tropo facile giustificare la mia voglia di “inutile” con frasi autoconsolatorie del tipo “ ma si, lo posso comprare, tanto poi in Africa per 3 mesi non compro niente” o “ faccio già una vita di privazioni, almeno per pochi giorni l’anno mi posso coccolare, insomma me lo merito…”.
Quello che mi manca è la spensieratezza di Becky e la sua incoscienza (per fortuna), quindi ogni volta che faccio shopping assillo tutti chiedendo se ho fatto bene sperando che mi rassicurino dicendomi che i miei acquisti sono assolutamente essenziali e necessari, ne avevo proprio bisogno. Anche se in cuor mio tutto ciò non basta e il dubbio che il mio acquisto sia frivolo e senza senso rimane comunque. E per tutto ciò che mi rendo perfettamente conto che è impossibile far rientrare nel “utile e indispensabile” non si deve far altro che rientrare in casa furtivamente e nascondere il più velocemente possibile i sacchetti nell’armadio e nel caso di scoperta beh… non resta che mentire sfacciatamente sul prezzo, era un’occasione imperdibile no?
Per il momento mi godo il mio mese a Freetown senza negozi e centri commerciali (a proposito, stanotte ho sognato di far razzia in un supermercato…)
Betta

martedì 24 aprile 2007

Benvenuti sul mio blog

Come dice la mia super scitta glitterata :
CIAO A TUTTI, amici e non, conoscenti e non, parenti e non…
Come tutti sapete… o forse no, quindi ve lo dico, vivo (o meglio tento di sopravvivere) in Sierra Leone, a Freetown.
Lavoro qui da quasi 4 mesi e tra pochi-pochissimi alti e molti-moltissimi bassi, parlo di stati d’umore e non di statura :-), cerco di lavorare e di fare qualcosa di sensato, « anche se poi un senso non ce l’ha ».
Ops, non vorrei dare l’impressione di cominciare il diario personale di una disillusa depressa e frustrata… non é cosi…
Credo scrivero’ di tutto e niente, di cosa vedo, di cosa mi succede, di quello che mi piace e non, senza la pretesa che possa interessare a qualcuno, semplicemente con la voglia di avere uno spazio di espressione tutto mio, tutto rosa !
Buon divertimento
Betta