Un po’ di tranquillità a Freetown, i cattivi sono partiti per una settimana e mi godo il momento di serenità.Ieri pomeriggio sono andata a vedere lo spettacolo dei “clowns sin fronteras” in uno dei nostri centri per bambini di strada e ex-soldato. Che bello il lavoro di far ridere i bambini... sono stati bravi e c’erano almeno 500 spettatori a seguire lo spettacolo.
Ridere é bellissimo ed il riedere deve essere in qualche modo universale... ma ridiamo tutti per le stesse cose? Non ho potuto fare altro di chiedermelo osservando questi bambini, ma anche adulti che non ridevano di tutti gli sketch. Hanno funzionato i trucchetti di magia e sono morti dal ridere quando alcuni bimbi sono stati coinvolti, ma molti gesti o suoni che farebbero ridere tutti i bambini italiani, dicono ben poco a un bambino sierra leonese. I rifermenti culturali e i processi di astrazione sono completamente differenti; credo che qui alcuni giochi e scherzi siano impossibili da comprendere o meglio da trovare divertenti. I bambini restavano a guardare un po’ interdetti, curiosi, ma silenziosi...
E’ un po’ lo stesso problema di sempre... importiamo il nostro modo di essere, il nostro modo di vedere il mondo, ma inevitabilmente non riescono a farlo “loro”. E io lavoro in progetto in cui ci si ostina a inculcare e fare comprendere Freud ai sierra leonesi... pazzesco!
Comunque tanto di cappello per queste meravigliose persone che portano il sorriso in giro per il mondo!







