mercoledì 30 luglio 2008

Vacanze - Prima Parte

Sono di ritorno dal primo round di vacanze. Una settimana a San Mauro a Mare (provincia di Rimini). Mi sono proprio goduta il dolce far niente, spaparanzata sotto l'ombrellone... ho letto libri e riviste, fatto acquagym, dormito, giocato a carte, idromassaggio... davvero il relax più totale. In compagnia della mia amica di sempre Raffaella che mi raggiungeva nelle sue pause lavoro (fa la stagione in un hotel).
Che belle le vacanze, è dal 2005 che non staccavo un pochino. Ora però tornare alla realtà non è cosa semplice. Questa settimana di lavoro la sto vivendo maluccio. Per fortuna che da venerdì ricominciano le vacanze.
E poi però al rientro, è ora di pensare a cosa fare da grande, prendere qualche decisione....
Ma per ora cercherò semplicemente di svuotare la mente :-)

mercoledì 16 luglio 2008

la Carmen

Ieri sera ho finalmente realizzato una cosa che volevo fare da tanto: vedere la Carmen...e quale scenario migliore se non l'Arena di Verona?
E' stato molto bello...molto lungo! avrei tagliato tutte quelle pause interminabili alla fine di ogni atto. Certo non potevano cantare 3 ore ininterrotte e anche lo scenario doveva essere modificato, ok dai, concesso.
Sono tornata alle 3 passate, quindi stamattina sto più o meno dormendo sulla sedia :-)





martedì 15 luglio 2008

Bentornata

Non credo che qualcuno non dormisse dall'ansia di sapere cosa fosse successo al Betta Blog. Bé in effetti sul blog non succedeva niente e a dire la verità nemmeno alla Betta, cioè a me.
Sono in Italia da 4 mesi e non è stato semplicissimo ritrovare un modo di essere e vivere qui. Credo, più o meno di avere passato il momento più duro, quello con la voglia di scappare ogni due giorni. Ora sono contenta, un po' meno annoiata e più ottimista.
Perciò forse con qualche energia per scrivere sul mio spazio rosa... senza promesse, perché i miei umori sono ancora molto altalenanti (ma forse lo sono sempre stati :-)

Quindi per ora mi autodico: Bentornata!

lunedì 12 maggio 2008

Una donna che non deve chiedere mai

Ieri, domenica, nessuno ha voluto accompagnarmi all’Ikea… mi rimanevano 2 soluzioni, rinunciare o andare comunque da sola. Mi sono detta che tanto dovevo giusto entrare comprare il paravento e tornare a casa. Il paravento in effetti è molto pesante: 2m x1,60m di grosso bambù… ma ho pensato che nonostante i miei miseri muscoletti ce l’avrei potuta fare.
Cosi sono andata, sono entrata, con un po’ di fatica ho caricato il rotolone di bambù sul carrello e poi ho comprato delle cosine che ovviamente non erano previste.
E…. all’angolo delle occasioni ecco il cassettone che volevo per la mia camera, con uno sconto di ben 50 Euro!!!!!! Non potevo di certo lasciarlo li. Il problema è che ovviamente era già montato.
…in figura qui sotto…
L’uomino Ikea mi aiuta a metterlo sul carrello dicendo che sicuramente ci sarebbe stato in macchina…. Dopo mille rocambolesche scene arrivo alla macchina e un gentilissimo signore sud americano ha tentato in tutti i modi di mettere il cassettone nel baule… sforzi inutili… il cassetone andava smontato!!hiiiiiiiiii tutta sola! Io così gracile e impedita! Va bè non c’erano molte altre soluzioni cosi sono risalita da Ikea e con i loro attrezzi mi sono messa a smontare il mobile davanti agli occhi divertiti di tutti gli uomini che passavano.
Io però passati i primi minuti di smarrimento e disperazione mi sono divertita un sacco e la mia autostima ora è alle stelle. Sono davvero una donna indipendente, una donna che non deve chiedere mai!

giovedì 8 maggio 2008

AAA qualcosa di interessante da fare cercasi

Fase depressiva
Non capisco se mi devo considerare più un operatore pagine gialle (chiedetemi qualsiasi cosa e ve la troverò) o un’agenzia viaggi (dove volete andare in vacanza? Vi faccio subito il biglietto!)
Ecco, passo le mie giornate divisa tra fare il trovatutto e i booking aerei…
Devo assolutamente trovare qualcosa di interessante da fare per compensare questa frustrazione…
Qualche idea?
Tra l'altro quasi quasi faccio questo viaggio:
oppure lo organizzo agli altri a loro insaputa

mercoledì 30 aprile 2008

Psicologi per i popoli nel mondo

E' da qualche tempo che volevo pubblicizzare la nascita di Psicologi per i Popoli nel Mondo.
Sono molto orgogliosa di aver contribuito a crearla e spero che realizzeremo importanti progetti sviluppando questo settore.
Nonostante la giovane vita, questa associazione è partita con un passato ricco di esperienze fatte come "psicologi per i popoli".
Esiste già un sito... dove sono riportate in dettaglio le finalità, gli obiettivi e le attività fin'ora svolte, ma anche una biblioteca con documenti scaricabili per tutti coloro fossero interessati ad approfondire questa tematica.

giovedì 24 aprile 2008

Buon compleanno Betta Blog

Oggi il Betta Blog compie un anno!
Sono davvero contenta di essermi buttata in questa bella avventura... e pensare che ero così titubante quando mi è stato consigliato di farlo.
Quando è nato ero in Sierra Leone e mi ha dato la possibilità di comunicare con tutte le persone a me care e tanto lontane. Ho potuto raccontare e condividere la mia " strana vita" attraverso uno spazio tutto rosa.
Ringrazio tutti i lettori, affezionati o solo di passaggio (a oggi 8234) e spero sarete ancora tanti per il prossimo anno... sembrerebbe che la vita media di un blog sia di un anno e poi ci si stanchi. Non lo so, sicuramente ci saranno momenti di fiacca, la vita a volte mi tiene lontana da questo angolino rosa, ma per ora è ancora li a farmi/vi compagnia.



Ah dimenticavo... per festeggiare nasce un nuovo blog... che non sarà sostitutivo, semplicemente racconterà un pezzettino di vita molto particolare: da un mese mi capita di sentire e vedere delle cose molto "interessanti" sul tram a Milano ed ho deciso di scriverle :-) nasce Vita da Tram che è ancora in fase embrionale... ma presto sarà pieno di storie....

lunedì 21 aprile 2008

Ortone

Sabato sera sono andata a vedere Ortone e il mondo dei chi, davvero molto carino.
A parte la mia predilezione per gli elefanti (ma non parlerò troppo bene di Ortone per non offendere Fufi)... Sono tanti i valori a cui il film fa riferimento ed in particolare l'importante messaggio che "Ogni persona è importante, per piccola che sia".
A me è piaciuto particolarmente quando il figlio maschio (tipetto tenebroso e silenzioso) del SindaChi di Chinonso si mette a gridare, unendo la sua voce a quella di tutti gli altri abitanti del piccolissimo mondo del granello, riuscendo finalmente a farsi sentire dal mondo della foresta e salvando tutti loro dalla tragica fine.

E' una forte dimostrazione del fatto che anche una sola voce in più, un piccola voce non è insignificante, anzi aggiunta a tutte le altre può fare la differenza.... alla faccia di tutti quelli che si ritraggono dale responsabilità dicendo "tanto la mia voce/opinione/presenza a cosa serve? ci sono già tutti gli altri".

martedì 8 aprile 2008

Giù le mani dalle Olimpiadi!

Visto che non si parla d’altro dirò anche io la mia.
Perché boicottare le Olimpiadi?
- perché la Cina non rispetta i diritti umani in Tibet?
Ah si?
- e quelli degli uiguri nella regione autonoma dello Xinjiang?
O Forse anche
-Perché in Cina non c’è libertà di espressione?
-Per la sempre più massiccia applicazione della pena di morte ?
-Per l’ampio uso della detenzione senza processo?
-Per la discriminazione e la violenza contro le donne?
-Per il lavoro minorile?

.... per dire che non è da oggi che la Cina non rispetta i diritti umani e non solo in Tibet.
E allora perché tutto questo clamore solo adesso che si stanno avvicinando le Olimpiadi?
Forse sarebbe meglio riconoscere che è stato un errore assegnare i giochi olimpici alla Cina e bisognava manifestare il giorno in cui sono stati assegnati i giochi olimpici a Pechino, ma forse è anche fin troppo facile dirlo ora.
A cosa serve oggi boicottare i giochi olimpici? A cambiare la situazione? NO… la situazione è molto più complessa e a rimetterci sarebbero gli atleti che fanno sacrifici ogni giorno per coronare il loro sogno e per offrirci momenti indimenticabili, a rimetterci sarebbe lo sport e quello che rappresenta.
E’ facile chiedere sempre agli altri di pagare per la nostra comodità.
Il mondo non si cambia così.
Le Olimpiadi e gli atleti meritano rispetto e noi forse dovremmo essere un po’ meno superficiali e manovrabili e combattere le battaglie che contano, facendolo davvero, non sulla base di quello che sentiamo tra un rotocalco e l’altro al “telegiornale” di Italia 1 o leggiamo su un trafiletto di “Metro” & Co.

Magari invece cominciando a leggere uno dei rapporti annuali sulle violazione dei diritti umani :

lunedì 7 aprile 2008

Panico da lavatrice

Sono latitante perché non immaginavo quanto fosse impegnativo e faticoso organizzare la mia nuova vita normale. Ogni giorno nuove entusiasmanti sfide e non mi accorgo nemmeno di come arrivo alla fine della giornata.
Sfida di stasera: cercare di fare funzionare la lavatrice in modo che i capi inseriti riescano tutti, tutti interi e con la stessa forma e colore di prima del lavaggio. Sembrerebbe semplice e scontato, ovvio, chi non sa fare funzionare una lavatrice?Bé… per esempio… io!
Ho vissuto nelle condizioni più difficili e inimmaginabili, diciamo che più o meno me la sono sempre cavata, ma una cosa così normalmente tecnologica come una lavatrice, mi spaventa, al punto che sto rimandando da 2 settimane… ora ovviamente non ho più niente di pulito da mettermi e quindi stasera cercherò di capire cosa devo fare di tutti quei pulsanti e tutte quelle scelte e combinazioni… nel caso di vero panico, credo mi affiderò al classico bucato a mano! Accidenti ma perché non c’è sotto casa una bella lavanderia automatica a gettoni dove si mette tutto dentro e c’è solo un bottone da schiacciare? Nell’ultima che mi è capitato di usare a Lione c’era pure già incorporata la quantità di sapone necessaria!
Mal che va… farò shopping :-)

sabato 22 marzo 2008

Giornata Mondiale dell’Acqua 2008

MESSAGGIO DEL SEGRETARIO GENERALE ONU:

Quest’anno, la Giornata Mondiale dell’Acqua coincide con l’Anno Internazionale per l’Igiene, il che ci spinge a sollecitare l’azione per contrastare una crisi che colpisce più di un abitante su tre del pianeta. Ogni 20 secondi, un bambino muore in conseguenza delle pessime condizioni igieniche che contraddistinguono circa 2.6 miliardi di persone nel mondo. In totale si contano 1.5 milioni di giovani vite stroncate da una causa che sarebbe facilmente contrastabile.

La Giornata Mondiale dell’Acqua ci offre un’occasione per mettere in rilievo queste problematiche, ma quest’anno andiamo aldilà della mera sensibilizzazione - facciamo pressione per un’azione che faccia davvero la differenza nella vita delle persone.
(Ban Ki-moon)

Cosa possiamo fare noi?
Semplice: diverse sono le campagne per la difesa del diritto all'acqua e per un suo corretto utilizzo. Quest'anno Legambiente ha pubblicato un dossier "Un Paese in bottiglia": il paese è l'Italia, si perchè noi italiani siamo i primi consumatori al mondo di acque minerali. Ogni anno ne beviamo quasi 190 litri a testa, in media. La campagna "Imbrocchiamola" invita a bere l'acqua del rubinetto di casa, ma anche nei luoghi pubblici. Clicca sul logo, ne saprai di più:













... e per chi vuole saperne di più sulla problematica dell'acqua a livello internazionale, ecco il sito del World Water Day '08, quest'anno focalizzato sull'importanza dell'igiene.

venerdì 21 marzo 2008

Voglio l'uovo!!!!!!!!!


Oggi ho "festeggiato" Pasqua in ufficio... cioè ci siamo scambiati auguri con colomba e spumante.
Mi sento emozionata come una bambina: non mi ricordo di avere mai fatto niente di simile prima. E' forte!mi piace :-)
E ora un lungo week end, posso dormire un pochino di più ma devo tornare con la testa in Bangladesh per finire il rapporto, speriamo bastino 3 giorni così poi a tutti gli effetti mi dedicherò alla "nuova vita".
In ogni caso.... domenica è attesissimo un bellissimo uovo Kinder Gran Sorpresa con una delle 4 Barbie Fate... e se non lo trovo, è crisi! mi metto a strillare e pestare i piedi :-) io ho avvisato...

martedì 18 marzo 2008

Un "vero" lavoro


Nemmeno il tempo di respirare e comincio il nuovo lavoro a Milano, come direbbero in tanti “UN VERO LAVORO”. Come promesso “mi fermo”.
E cosi nuovo lavoro, nuove informazioni da memorizzare, nuovi colleghi, nuove abitudini…
Mi sento un po’ un’extraterrestre, comincio una vita “normale”. Ci vuole tutto il coraggio che ho. Ma mi sento positiva e ottimista, ce la posso fare. E poi questa è semplicemente una tappa, un momento, non devo sentirmi in gabbia (non lo sono?).
Finalmente avrò tanto tempo per fare tutto quello che quando sono in missione non posso… volevo fare la lista di queste cose, ma mi rendo conto che non ero poi cosi limitata: anche nel villaggio sperduto del Congo avevo uno stile di vita niente male (a parte il cibo!)…. Ma se penso cosi scatta di nuovo la depressione.
Quindi un bel respiro profondo, e mi godo il mio nuovo ufficio e le mie nuove responsabilità. E per sognare… ho ancora il rapporto sul Bangladesh da finire (ahiiii sempre troppo lavoro!) e poi per dirla tutta il mio lavoro prevede missioni brevi sul campo (ovvio Paesi in Via di Sviluppo) quindi non sarà un sacrificio enorme.
Pausa pranzo finita...

domenica 16 marzo 2008

Paris… abbiamo fatto pace?

Ho sempre adorato Parigi, dalla prima volta che l’ho vista e ho sempre sognato di poterci vivere un giorno. Tutte le occasioni per venirci mi hanno sempre resa felicissima fino a quando, poco più di un anno fa ha smesso di essere la città dei miei sogni, ha smesso di essere piena di magia e poesia.
Ma venerdì ho deciso che volevo provare a riconciliarmi.
E sono tornata nel posto dove a 12 anni ho cominciato a sognare, dove tutte quelle luci nella notte mi avevano stregato: la Tour Eiffel.
Cosi mi sono aggirata un po’ come uno zombi nelle metropolitane, era pomeriggio e non avevo ancora mangiato, sconvolta dal fuso orario, dal prelievo del sangue appena fatto, dalla pressione bassa (90-50 prima del prelievo). Sono arrivata stralunata dalla debolezza, tipo drogata, ma felice.
Mi sono fermata qualche minuto, non troppo a lungo… e ho cercato di rimettere in pace il mio cuore con questa città… non so se ci sono riuscita, va meglio...ma deve passare ancora del tempo.

lunedì 10 marzo 2008

Un giretto a Dhaka

Nonostante il troppo lavoro, lo scorso week end ho messo da parte i sensi di colpa e mi sono concessa un giretto a Dhaka. Il tempo non era meraviglioso, pioggerrella e afa, ma me la sono proprio goduta questa pausa di riposo.
Sono tantissisme le cose che mi colpiscono e che mi piacciono da morire qui in Bangladesh... ma il tempo purtroppo e' tiranno e non posso raccontare tutto... ecco qui giusto qualche esempio: la quantita' immensa di ricio' e la loro sorprendente capacita' di muoversi senza schiacciare ed essere schiacciati (be' non sempre, qualche volta capita... io ho riscshiato grosso piu' di una volta di essere travolta!); i castelli e palazzi... rigorosamente rosa :-) e i chioschi che vendono carote e cetrioli appena sbucciati come se fossero gli snacks piu' prelibati dell'universo!
Quanto mi piace stare qui !

giovedì 6 marzo 2008

Di nuovo a Dhaka

Eccomi!
Di ritorno dai campi per rifugiati.
Purtroppo non avevo una connessione internet decente e cosi non ho potuto aggiornare il blog e raccontare tutte le esperienze e gli aneddoti di queste ultime settimane.
Cox's Baazar district mi é piaciuto tantissimo. I paesaggi e le persone sono splendidi.
Il lavoro davvero interessantissimo. Ho cercato di fare il mio studio sulle condizioni psicologiche dei rifugiati Rohingya nei 2 campi ufficiali e in quello non ufficiale(il posto più orribile che abbia mai visto). Il tempo non era molto... credo che per capire davvero le dinamiche e la cultura di questo popolo confinato in una piccola striscia di terra da 16 anni, ci voglia molto tempo. Certo mi sono potuta fare un'idea... e ora sono a Dhaka in capitale ad analizzare tutti i miei dati e i questionari per scrivere il rapporto finale. Sono un po' con l'acqua alla gola, ma se avrò un momento di pausa proverò a pubblicare qualche foto.
e ora.... al lavoro!

mercoledì 6 febbraio 2008

Rohingya, un popolo dimenticato

Sono ancora a Dhaka, preparo il viaggio-lavoro a Cox’s Bazaar.
Non é cosi semplice, non che mi aspettassi che lo fosse, ma l’organizzazione é un po’ piu’ laboriosa del previsto. Comunque trovo tutto molto interessante e sono veramente impaziente di partire. Mi sto documentando per arrivare preparata… se si puo’ essere preparati ad andare nei campi per rifugiati !
Lo studio che faro’ é sulla popolazione Rohingya , una minoranza entinica minority mussulmana del Nord Rakhine (uno stato di Myanmar). I Rohingya in Bangladesh sono dei rifugiati, scappati per le continue discriminazioni e difficoltà economiche e politiche. Molti di loro sono rimasti in Bangladesh e a parte quelli che vivono dei due campi legalmente riconosciuti dal governo, gli altri vivono in situazioni deplorevoli, senza godere di alcun diritto o assistenza.
Faro una valutazione dei bisogni psicologici nei due campi di rifugiati ufficiali e nelle comunità intorno, con una visitina anche al campo non ufficiale dove Medici Senza Frontiere ha un progetto di salute mentale legato alla malnutrizione. Esiste un rapporto fatto di recente su questo campo, ho visto delle foto che certo fanno riflettere.
Questo é il link al rapporto : No one should have to live like this
In questa fase in cui mi pongo tante domande e cerco di analizzare la situazione da lontano, mi dico che non sarà difficile trovare che la maggior parte della popolazione soffre di disagio psicologico, mi sorprenderebbe il contrario. Quello che mi chiedo é se un progetto di sostegno psicologico per una popolazione che vive costantemente una tale condizione di miseria serva a qualcosa. Vediamo cosa pensero’ alla fine delle mie 6 settimane… a che conclusione porteranno le mie ricerche.

lunedì 4 febbraio 2008

Prime ore in Bangladesh - Dhaka

Sono arrivata da poche ore e sono letteralmente distrutta. Vorrei poter scrivere tutte le mie impressioni, ma sono tante e confuse e anche io sono "confusa... e felice". In ogni caso restero' qui in capitale qualche giorno, cosi appena sono riposata e mi faccio un idea un po' piu chiara di dove sono capitata, lo raccontero'.
Comunque, nonostante non abbia dormito da piu di 24 ore, mi hanno concesso giusto un riposino di 2 orette e poi già al lavoro, cosi eccomi qui in ufficio che non é mio, ma che é confortevole. Fa freddissimo! e io che volevo fare invidia a tutti quelli che finiscono il rigido inverno in Europa. Quasi quasi mi manca l'Africa (scherzo, ovviamente)!

lunedì 28 gennaio 2008

Oscar e la dama in rosa



















Oscar e la Dama in Rosa di Eric-Emmanuel Schmitt mi è stato regalato recentemente. E' un racconto breve di una poesia straordinaria.
Parla di un bimbo di dieci anni, Oscar, malato di leucemia, che negli ultimi 12 giorni della sua vita si mette a scrivere lettere a Dio su consiglio della Dama in Rosa. Non ci crede nemmeno tanto in Dio, non sa nemmeno cosa sia davvero...

Dama in Rosa -Le domande più interessanti restano delle domande. Racchiudono un mistero. Ad ogni risposta si deve aggiungere un "forse". Solo le domande senza interesse hanno delle risposte.-
Oscar - Vuoi dire che a Vita"non ci sono soluzioni/risposte?-
Dama in Rosa -Voglio dire che a Vita ci sono molte soluzioni... quindi nessuna soluzione-
Oscar -Quello che penso io Nonna Rosa è che non ci sono soluzioni a "Vita"

sabato 26 gennaio 2008

Mi sento un agnello e vorrei un cuore da leone...


Ho visto il film LEONI PER AGNELLI durante le vacanze natalizie , ma ne parlo solo adesso.
Ne parlo perché a me questo film ha parlato in prima persona e ora, quando devo rispondere agli altri e sempre più spesso a me stessa, del perché parto ancora, mi rendo conto che in quel film c’è parte della risposta.
Il film finisce con “E adesso che fai?” ripetuto più volte…. È una domanda rivolta alle nostre coscienze, alla mia.
E la mia partenza è la mia risposta. Una delle possibili risposte, una delle tante.
Quello su cui il film ci spinge a riflettere è che “tutti possiamo fare qualcosa, tutti abbiamo il dovere morale di scegliere come e dove stare, non ci si può girare da un’altra parte: “come si può godere la vita se si sa che dall’altra parte del mondo c’è morte e disperazione?
Ci vuole coraggio, il coraggio di credere che le cose si possano cambiare davvero. E se non cambiano… la consapevolezza di averci almeno provato.