L’isola l’ha scampata bella, anche se non in tutte le zone… ma, subito dopo, l’epidemia di colera ha disseminato morte e angoscia.
La popolazione, sopratutto in Artibonite, é stata duramente colpita : in un mese più di 1600 persone sono morte, credo sia qualcosa di assolutamente sconvolgente. Il panico, il dolore, la paura, hanno reso fragile chi era già troppo fragile per reagire. Le credenze popolari e la ricerca di un senso a tutto cio’ che sembra solo una maledizione, lasciano le persone inermi, prive di forza e risorse psichiche, per affrontare una nuova prova, il lutto dei proprio cari, buttati in fosse comuni. Incapaci di ascoltare i messaggi di promozione all’igiene e di prevenzione, oltre che ovviamente di mettere in atto dei semplici gesti per scongiurare il contagio e la continua propagazione.
Tutto cio’, visto da lontano, é l’ennesima tragedia del mondo e le cifre non dicono niente, restano vuote.
A me, fanno male, e per fortuna da qui, ancora per poco, posso provare a rispondere con le mie competenze e proporre dei programmi di salute mentale in complemento a tutto quello che già si fa.
Forse come é scritto nell’ultimo numero di Lantinoamerica, di Haiti non gliene frega niente a nessuno… ma sabato scorso alla Pagode, bellissimo cinema di Parigi, molte persone sono venute a vedere un lungometraggio spettacolare : « Haiti la blessure de l’âme ».
L’avevo già visto a Haiti, con la mia equipe di psicologi, e onestamente non me la sentivo molto di rivederlo, é molto « forte » e scioccante, ma dovevo rispondere alle domande del pubblico, anche se in reltà ero afona (colpa del freddo di Oxford)…
Eh già, le ferite dell’anima di Haiti sono profonde e sembrano non finire mai !
Domenica scorsa le elezioni presidenziali si sono svolte nel caos e all’insegna della frode e adesso vedremo come si manifesterà lo scontento generale.


La stagione ciclonica si sta intensificando come previsto e mi auguro davvero che Haiti non sarà troppo colpita quest’anno, é troppo vulnerabile et gli sfollati sono ancora centinaia di migliaia, in realtà si avvicinano ai 2.000.000...
Per anni i biscotti di argilla sono stati alla base della dieta delle donne incinta con carenze di calcio. Purtroppo pero’ con la crisi mondiale e l’aumento del prezzo del riso, questa pratica alimentare a rischio ha cominciato a espandersi a tutta la popolazione, inizialmente nelle zone rurali o nelle bidonville di Port au Prince ed ora diffusa ovunque.


