Week end di duro lavoro, domani si ricomincia la settimana e
non ho proprio l’impressione di avere ricaricato le batterie.
Per fortuna mi sono concessa qualche ora di svago all’annuale
appuntamento con la fiera del libro a Parigi (salon du livre).
Ovviamente sono andata a fare autografare i miei libri, le
letture di un anno, non tutte… stavolta, memore dell’esperienza dell’anno
scorso mi sono organizzata: ho guardato gli scrittori presenti domenica, ho fatto la lista con tanto di
orario e codice dello stand.
Tesissima perché nel giro di 3 ore dovevo incontrare ben 6
scrittori. Il piano si presentava così:
Tobie Natan:14h-16h
Tatiana de Rosnay: 14h30-15h30
Katherine Pancol: 15h00
Eric-Emmanuel Schmitt:
14h30-16h
Chantal Thomas :16h-17h
Come fare?
Già arrivo in ritardo, ma giusto in tempo per comprare l’ultimo libro
di Nathan: “La Nouvelle Interprétation des rêves”. Adoro Nathan e l’etnopsichiatria
e sono sicura che il libro sarà interessantissimo. Ovviamente solo gli
psicologi appassionati di questo approccio transculturale fanno la fila per un
suo autografo, risultato: sono la seconda della fila, troppo contenta.
Discuto un pochino con lui, cavoli incontrare Tobie Nathan in
persona!!!
Esaltatissima da questo incontro emozionante, continuo la mia ricerca e
arrivo a Tatiana de Rosnay. Il fatto che non abbia fatto uscire nuovi libri
quest’anno, limita la coda. Mentre aspetto mi chiedo cosa le dirò , non sono
molto chiacchierona in queste situazioni, anzi dire piuttosto imbarazzata,
eppure ci sono persone che per firmare un libro stanno li una vita, cosa si
diranno mai. Posso dirle che il finale del libro non mi è piaciuto… no dai non
le dico niente… è lei che trova un appiglio rendendosi conto che ho un nome
italiano… mi chiede se posso leggere i due libri che sono usciti in Italia per
verificare se la traduzione è buona… si certo, e poi cosa faccio? Le scrivo? Per
dirle cosa ne penso? Va be la faccio contenta e le dico “certo certo” J
Prossimo della lista Philippe Besson, la fila non è lunga, arrivo davanti
a lui abbastanza velocemente e questa volta faccio uno sforzo dicendo “ ho
adorato questo libro”(L’arrière-saison,
ne avevo parlato nel post sul viaggio a Dollo Ado)… ecco, mentre pronunciavo le
parole, mi sentivo una dodicenne che parla con il suo idolo. Lui non fa una
piega, accenna un sorriso, nemmeno un “grazie”. Con questo mi sono convinta che
un ”buongiorno” seguito da “ questo libro à per me, mi chiamo Elisabetta,
spelling necessario…” è sufficiente!
Pronta per far autografare il terzo tomo della trilogia di Katherine
Pancol “ Les ecureuils de Central Park sont tristes le lundi”, fila
lunghissima, lei tanto carina parla con tutti i fan. Bell’approccio al pubblico
ma un’ora di fila è dura! Ci risiamo, mi chiede il mio nome, domanda di dove
sono e poi… non l’ho mai sentito questo nome. E io:” non è vero: l’anno scorso
mi ha pure fatto un commento sull’allora fidanzata di George Clooney (Elisabetta
Canalis)”: Un po’ spiazzata risponde “ ah si vero mi ricordo
(ceeeeeeeeeeerto!!!)… ma adesso ha cambiato amichetta”:
Eh va be… dai cos’altro poteva dirmi.
Arriva il momento di Eric-Emmanuel Schmitt. Fino a poco tempo fa avevo letto solo “Oscar e la signora in rosa”, ma oggi gli chiedo di firmare “Ulyssefrom Bagdad”, libro stupendo, magari un giorno ne dico qualche cosa di più. Lui simpatico, gentile, si limita a chiedermi se sono italiana.
L’incontro tanto atteso con Chantal Thomas si rivela alquanto
deludente. Pensavo ci sarebbe stata una fila impressionante, soprattutto perché
il suo libro su Maria Antonietta “ Les Adieux à la reine” esce in questo
momento al cinema, invece davanti a me solo una persona. Arriva il mio turno e
Chantal resta allibita quando le dico come mi chiamo: la ragazza prima di me si
chiamava Elisabetta, italiana, di Milano… secondo me, Chantal è ancora li allo stand
a riflettere sulle coincidenze della vita J
Bene, finito! Sono riuscita a fare tutto, non ci avrei mai creduto.
Mentre vagabondo un po’ prima di andare via, mi capita di chiacchierare
con Joseph Joffo, lo scrittore di “ Un sacchetto di biglie” e “Le vetrine illuminate”,
libri che hanno accompagnato la mia infanzia, ma non riesce a farmi comprare
niente e ci rimane un po’ male J
Sorpresa delle sorprese, allo stand dei fumetti vedo che Bastien Vivès
autografa i suoi libri con un disegno… non posso perdermelo, compro “Le gout duChlore” che volevo da tanto e dopo mezzoretta di coda, ecco il bellissimo
disegno che mi ha fatto!
Ma per il momento torno a lavorare, anche se sono un po’ deconcentrata e guardo e riguardo il mio
bottino di oggi J





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