martedì 7 maggio 2013

Lavoro per intestini forti


Ho ricevuto in questi giorni, il link ad un rticolo sull’impatto del mondo umanitario e degli espatraiti sul sistema economico di una paese. L’articolo racconta di una visita corta qui in Liberia esattamente a Monrovia dove sono adesso. In breve dice che noi espatriati, per poter avere i vari Starbacks (che tra l'altro qui non c’é :)) e ristoranti giapponesi, etc. abbiamo fatto sballare l’economia e aumentare spropositamente i prezzi.
La domanda nell’articolo é : perché non restiamo a casa nostra per mangiare sushi piuttosto che imporre le nostre abituni alimentari qui ?Iin fondo questo mestiere lo abbiamo scelto, se non sappiamo vivere qui, bé allora dovremmo starcene a casa nostra…
Sicuramente un po provocatorio como articolo, un po falso un po poco approfondito. Un classico di chi parla male di qualcosa che non conosce a fondo, senza dare una visione d’insieme della complessità della realtà e che soprattutto non propone molte aleternative.
Mi chiedo se l’alternativa é mangiare ogni gionro una testa di pesce galleggiante in un brodo fatto con le interiora di diversi animali accompagnato da fufu di manioca (mio pranzo di martedi) o uno shawarma pieno di fegato verdognolo di chissà quale animale, pranzo di oggi. 
Liberian Pepper Soup e Fufu di manioca
Purtroppo il mio stomaco e intestino non ce la fanno… e che faccio allora ? smetto di fare questo mestiere ? o posso andare a mangiare un hamburger e patatine + Coca Cola al prezzo di 3 mesi di affitto per la gente di qui ?
Dilemma…

venerdì 3 maggio 2013

Monrovia, 7 anni dopo



Il 24 marzo 2006 partivo un po controvoglia , non davvero sicura di quello che facevo, per la Liberia.
In realtà, ero un po’ persa, dopo un anno in Congo, dove avevo finalmente coronato il moi sogno di partire come operatrice umanitaria e dopo aver vissuto le piu incredibili avventure, una parte di me era contenta, appagata. 
Ma poi resta quell’irrequietezza dentro, la sensazione di non aver ancora capito e fatto abbastanza. 
E cosi mi rilancio alla ricerca, rispondo ad un annuncio per una psicologa in Birmania, ma a Parigi, durante il colloquio di selezione mi dicono “il posto per la Birmania é già stato trovato, saresti disposta ad andare in Liberia?” e io senza pensarci un secondo « certo ! » peccato che la Liberia non sapevo nemmeno dove fosse, dubitavo pure del continente :)
Ho passato 9 mesi a Monrovia… che citttà assurda ! a quel tempo la nuova presidente era appena stata eletta e le sue promesse pre-elettorali erano davvero ambizionse. 
Tutti stavano a guardare e apsettavo quelle trasformazioni che avrebbero dovuto essere compiute in 6 mesi, come l'acqua potabile e l'elettricità per tutti. Ovviamente ci é voluto molto piu tempo… ma ora, ben 7 anni dopo, torno qui… e chi l’avrebbe mai detto? non avrei mai pensato di rimettere piede in questo paese. 
Tra curiosità ed emozione sono ripassata per le strade che mi erano cosi familiari, alcune sono completamente trasformate. Il paese cresce ed é bellissimo poterne essere testimone. La pittura fresca nasconde le facciate mitragliate, i cassoni dell'immodizia prendono il posto dell motange puzzolenti di pattumiera in mezzo alla strada. I pali della luce sostituiscono i grovigli di cavi inutili che tessevano il cielo come una ragnatela. Qualche semoforo tenta timidamente di farsi rispettare e regolare il traffico... tante nuove costruzioni, un senso di libertà e di poter circolare tranquillamente rendono l'atmosfera serena e gradevole.
Che bello!
Ma il più bello é l'abbraccio commosso della mia equipe, quella che ho recrutato e formato io. Solo per questo valeva la pena di tornare qui.


giovedì 2 maggio 2013

Grande Gianna!!!



Sabato sera, con mia sorellina Elena il concerto della Gianna : é stato davero stupendo, un grande spettacolo. 
Alla sua veneranda età riesce ancora a tenere il palco con grinta per piu di due ore… bé a dirla tutta aveva un po bisogno di riprendere fiato dopo ogni canzone :) ma alla fine si é pure buttata in mezzo al pubblico! grandissima!!!
Una serata bellissima tra rock e poesia !
Adesso non so  piu chi andare a vedere… consigli ?


  


lunedì 8 aprile 2013

Back to Freetown (Sierra Leone)


Il tempo sembra non essere mai passato. Tutto é uguale o poco diverso da sei anni fa, da quando per un anno questa é stata la mia casa. Ho avuto la stessa sensazione ogni volta che ci sono ritornata, nel 2009 e nel 2011.
Fa caldo, le persone sono friedly e sorridenti, il mare e il vento incantano i tramonti e le serate. Qualcuno si ricorda ancora di me, dopo tanto tempo, fa riflettere… ai quei punti fissi, a quelle « sicurezze » che sono li, sempre li… mentre tu giri come una trottola.
Non avevo voglia di venire, sono diventata pigra e abitudinaria, lasciare il mio piccolo mondo imperfetto mi costa… qui i tempi sono lunghi, forse troppo, ma mi fanno viaggiare nel passato e riflettere al futuro e apprezzare il presente.
Quello che emoziona è vedere come il Paese evolve, quello che piano piano costruiscono dopo tanti anni di sofferenza. Ci sono nuove strade,  benzinai moderni , banche, bar e ristoranti … chiari segni di energia positiva e voglia di guardare avanti. Ovviamente per molti la vita non è cosi semplice, altrimenti non avrei bisogno di ritornarci per fare progetti di supporto ai più vulnerabili.
E questa volta il progetto é nelle scuole con i bimbi e gli adolescenti, sulla prevenzione delle gravidanze precoci...eh si, perché qui si è mamma anche a 12 anni…



martedì 6 novembre 2012

Sindrome da buffet

Ma succede anche a voi ?

Non ci posso fare niente é piu forte di me, quando ci sono dei buffet ho un bisogno sfrenato di riempire il piatto a montagna, cercando di mettre tutto il possibile immaignale. Ovvvio che in un solo pasto non posso arrivare nemmeno a metà di quello che mi sono servita. Eppure, cosciente di ciò, non riesco a resistere.
E tra l’altro mangio pure malissimo perché sono angosciata all’idea che gli altri finiscano tutto quello che rimane del piatto preferito (di solito patate). Cavoli, tanto non avrò posto in pancia per prendermene una seconda razione, almeno potrei godermi in santa pace e senza guardare con la coda dell’occhio il livello di cib osul buffet.  Neanche non mangiassi da 2 settiamane !! 

Mi succede un po' la stessa cosa quando si ordinano dei piatti comuni da condividere, nelle cene con molte persone. Ecco, mi prende l’ansia che non mangero’ abbastanza e mangio veloce strafogandomi per perndere una seconda porzione prima che tutto sia sparito dal piatto in centro tavola.

Mi sento troppo in colpa (nei confornti della mia dieta dichiarata e non ancora cominciata) per questi giorni di convegno dove ho mangiato come un porcello.

Questo rapporto al cibo andrebbe annalizzato :) che faccio lo porto all’ordine del giorno qui al convegno ?  

venerdì 2 novembre 2012

Osservare la vita...



Sono a Dakar, ma potrei essere ovunque. Passo questa giornata di festa/ferie chiusa nella mia stanza a lavorare e studiare e pensare… uno scenairo che nella mia vita si ripete spesso.
Ma nonostante mi conosca ormai abbastanza bene, non posso impedirmi di riflettere a perché non sono con gli altri all’isola di Goré o perché non faccio un giretto al mercato o a vedere il mare ; O perché non chiamo le persone che conosco qui a Dakar per pranzare o cenare o bere qualcosa.
No preferisco restare qui, in questo mondo un po ovattato, a guardare fuori dalla mia finestra, che certo ha una vista meraviglosa, ma resta un vetro che mi tiene a distanza del mondo fuori, della vita potremmo dire.
Si forse é vero, la vita più che viverla la guardo, non sono molto « dentro » ho una posizione di osservatore.

In questi giorni in cui al convegno (9ème CongrèsInternational sur l’Observation du Bébé) non si parla altro che della posizione dell’osservatore, mi faccio tante domande, mi rimetto di nuovo in questione come ho fatto altre volte. Fino ad arrivare a fare di nuovo pace con me e con quello che sono. Sono fatta cosi e questo é il moi modo di funzionare. E’ cio’ che mi fa sentire serena, il mondo fuori a volte mi é davvero difficle, anche per se cose piu semplici e che per gli altri sono talmente naturali.

E forse non sono sola ad essere cosi, in ogni caso in questi giorni un uomo che guarda il mare mi tiene compagnia e quasi quasi mi identifico .

Arriva verso le 18h e resta fino a quando diventa buio. Rimane in piedi una buona mezz' ora e poi si siede e resta immobile a guardare il mare. Tutti i giorni ripete lo stesso rituale… e io mi sento in compagnia.
Tutto cio per condividere un momento di intropezione personale, saranno questi giorni cosi psicanalitici… :) meno male siamo quasi alla fine.

Nel frattempo ritorno ad osservare.

mercoledì 17 ottobre 2012

Giornata Mondiale dell' Alimentazione 2012

Anche se non sempre d'accordo sullo stile choc delle nostre campagne, credo sia importante soffermarsi e pensare... In questa giornata mondiale dell'Alimentazione, approfitto di un video tradotto in italiano per richiamare l'attenzione sulla fame e la denutrizione nel mondo. Per me e i miei colleghi una battaglia quotidiana, ma tutti possiamo fare qualcosa, se non altro informarsi ed essere consapevoli di cosa succede non troppo lontano da noi.

sabato 13 ottobre 2012

Biagio canta per il mio compleanno


Un compleanno speciale…

Qualche mese fa quando ho saputo che Biagio avrebbe fatto un concerto il 10 ottobre ho subito pensato che non avrei potuto mancare. Ma poi, impegni lavorativi hanno impedito che potessi realizzare questo sogno. Fino a quando, tutto è cambiato e l’evento organizzato  in ufficio per la stessa data, è stato rimandato di un mese. Ed ecco che mi si offre un’altra possibilità, colta al balzo nel momento in cui mia sorella Elena ha detto che le sarebbe tanto piaciuto venire al concerto, liberando cosi mia sorella Nora che si sarebbe sacrificata per accompagnarmi, ma che non è una vera fan di Biagio J
Tutto organizzato in un battibaleno, un piano un po’ tirato,  ma fattibile: aereo alle 15h20 da Parigi per arrivare alle 16h20 a Bergamo ed essere alle 21h a Milano per l’inizio del concerto. Ritorno previsto per le 6h del mattino dopo. Nonostante avere sbagliato a comprare il biglietto (per automatismo ho preso quello delle 22h00… praticamente sarei partita da Parigi a concerto finito J) e nonostante il ritardo dell’aereo di almeno un’ora… tutto è filato liscio.
E’ stato davvero bellissimo, eravamo abbastanza preparate, forse solo 2 canzoni ci erano sconosciute. Finite in un gruppo di amorfi poco partecipativi, ad un certo punto abbiamo cercato di scatenarci un po’. E che emozione quando Biagio ha fatto gli auguri di compleanno a … suo papà… ma io l’ho preso come un augurio personale J


In ogni caso ci ha pensato la mia sorellina ad una accoglienza calorosissima con tanto di rosa, torta e spumante per festeggiare con me! Grazie di cuore!! Anche ai miei genitori che mi hanno riportato in aeroporto all’alba ( poverini li ho fatti svegliare alle 4h!)
Il giorno dopo ovviamente ero un po’ cadaverica e distrutta, ovvio, non ho più 20 anni! J

mercoledì 10 ottobre 2012

Di nuovo dietro i banchi di scuola

Che emozione ritrovarsi di nuovo dietro un banco, avere dei compagni di corso, prendere gli appunti, etc.
Eccomi di nuovo a studiare, un sogno inseguito da 4 anni questo Master di ricerca in psicologia transculturale che mi aprirà le porte del dottorato. Ne sono proprio felice! Nel mio lavoro spesso ci si scontra con i limiti della conoscenza dell’altro e della sua cultura, del suo sistema di rappresentazioni … la clinica (ovviamente parlo di psicologia) e i progetti in generale, risento non di questa difficoltà… mi auguro di poter comprendere e conoscere un po’ di più per poter meglio adattare gli interventi che facciamo e quindi di essere di vero aiuto.

Per quest’anno mi “accontento” di una mini ricerchina sulla trasmissione del trauma dalla mamma al bambino… campo vasto e infinito… non mi resta che rimboccarmi le maniche!

domenica 26 agosto 2012

Un cartoccio di foglie di banano

Il weekend finisce… anche se in gran parte é stato dedicato al lavoro, non sono mancati momenti di svago. Per lo piu’ pranzi e cene :)
Ho cominciato venerdi sera con degli spiedini di pesce, il Capitaine (vi lascio cercare a cosa corrisponde, non l’ho trovato, ma in realtà é una specie di pesce persico, o proprio lui addirittura…) e per ben 2 giorni non ho mangiato altro. Pescato nel fiume che attraversa Bangui : il Oubangui, che separa il paese dal Congo, é davvero freschissimo. Quindi inutile cercare di convincermi a mangiare la miglior pizza della città (grosso eufemismo: paesotto), mi sono fatta una bella scorpacciata di pesce.
Ieri sera, sabato, sono andata all’Escale, ristorantino non lontano da Bangui plage (si si ridete, esiste la spiggia, di fiume ovviamente) e l’ho mangiato cucinato al cartoccio, un cartoccio fatto con le foglie di banano, squisito, e per l’eattezza si chiama «Maboké de Capitaine».
Cosa insolita per il mio blog, soprattutto visto la mia incapità culinaria, vi propongo questa ricetta fantastica, un po esotica, ma leggera e di sicuro impatto !


Ingredienti per 4 persone :

4 filetti di pesce  persico
8 foglie di banano ( e se non lo trovate… va bene l’alluminio, ma perderà un po di fascino)
1 spicchio di aglio
1 cipolla
3 pomodori
Prezzemolo
Peperoncino
Sale

Preparazione :
prendete le foglie di banano 2 a 2 et disponetele a croce (per l’alluminio, preparare dei quadrati di  42 cm)
tagliare i pomodori a pezzettini piccoli
tritate aglio, cipolla, peperoncino e prezzemolo insieme
mettere un cucchiaio del composto tritato al centro delle foglie di banano
adagaire il pesce e cospargelo con un altro cucchiao di composto
aggiungere il pomodoro e chiudere le foglie con un a cordicella be stretto per non fare uscire il vapore durante la cottura.
Adagaire i maboké sulla piastra del forno in cui é stato messo un dito di acqua.
Cuocere 20-25 minuti
Ups il sale…. Non ho capito bene quando si mette… a vostro piacere :)
Servire i Maboké con riso bianco o (ma forse diventa davvero difficile) con banane plantain firtte.

venerdì 24 agosto 2012

Bangui non é più "coquette"

Eccomi di nuovo nella capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui.
E dov’é ? sembra una domanda stupida ? forse, in ogni caso é piuttosto usuale.
3 anni fa quando sono venuta qui per la prima volta, partivo da Milano con un volo Air France e la hostess che ha guardato il moi biglietto e passaporto mi aveva proprio chiesto dove fosse Bangui, non lo aveva mai sentito nominare… quindi pare che anche per i grandi viaggiatori non sia proprio una meta conosciuta.
Come dice il nome é proprio in centro Africa, appena sopra al Congo. Dai verificat econ atlante alla mano…. Ah ups non credo sia usino piu atlanti, mappalondi o pallmondi, va be ecco qui il link a Wikipedia: RCA
Bangui nonostante sia la capitale é semplicemente un grande villaggio e ho un ricordo meraviglioso del mio primo soggiorno qui. Non saprei dire cosa mi fosse piaciuto tanto, niente di particolare, ma le persone sono carine, il paesaggio ricorda il mio amato Congo con le strade rosse rosse e tanto verde brillante ovunque, gli spiedini mangiati ai bordi delle strade, i mercati vivaci, il lungo fiume tranquillo e malinconico della domenica pomeriggio e quella meravigliosa collina dove la scirtta «Bangui la coquette »  stile Holliwood dominava la città, parlo al passato perché a mia grande delusione, io che ero venuta per fotografare la scirtta, é rimasto solo Bangui," la Coquette" é caduto L
Che triste. Che voglia dire qualcosa ? che abbia perso quello suo esser civettuola ? perché é questo che significa… vedremo nei prossimi giorni, io le do una possibilità !

sabato 18 agosto 2012

Booster son Ego


Eh già non c’è niente di più che un complimento gratuito e inaspettato per tirare su il morale e  recuperare un po’ di autostima.
Oggi seduta mensile dal parrucchiere e, senza sapere che il mio “di fiducia” fosse chiuso per ferie,  avevo già deciso di cambiare. Ci ho messo qualche mese a decidere perché sono pigra ed abitudinaria ed era proprio sotto casa, ma …dopo avermi tagliato malissimo i capelli, avermi messo la crema dopo sciampo senza chiedermelo e facendomela pagare profumatamente, dopo avermi lasciato capelli bianchi sulla tempia sinistra e una bella macchia scura sulla fronte, che ormai è indelebile L… mi sono decisa ad abbandonarlo.
Quindi stamattina, con u a faccia da zombi struccata e con un occhio gonfio rosso e disidratato, credo per un’allergia (devo essere un po’ stressata ultimamente) eccomi entrare in un altro negozio della stessa catena. In effetti, non sono poi cosi avventurosa, ma è anche perché ho una tessera da timbrare e finire entro un anno per poter beneficiare del mio shampoo e brushing (che poi è una banalissima messa in piega) gratuito J
Mi accingo, mi guardo allo specchio, sento una grande vergogna, sono proprio brutta, ho un aspetto pauroso e quando arriva la ragazzetta per farmi il colore mi sento davvero imbarazzata, non la riesco nemmeno a guardare negli occhi.
Il modo di fare gentile, rassicurante e sembra pure accurata nel suo lavoro, mi tranquillizza e poi mi sento fare un complimento sulle unghie. Wooowww se sapesse che me lo metto da sola lo smalto e fino a pochi anni fa ero un tale disastro!! J
Ma il meglio arriva quando mi chiede “Fa delle maschere o mette dei prodotti per curare i capelli a casa ?”... e io penso: “ Ecco ci risiamo i miei capelli fanno schifo e mi dirà che dovrei curarli di più e che sono trascurata…” quindi sorrido timida e dico: “ eh no, sono un disastro non faccio niente, non ho tempo, non mi curo, non.., non… ,non… “ ma lei dice: “ Strano, sono proprio belli, per niente rovinati, di solito i capelli lunghi soffrono un po’”
… nooooooooooo no mi è mai successo! Ho sempre odiato i parrucchieri e le estetiste che ti fanno sentire come la più bruttona e trasandata dell’universo guardandoti disgustati.
All’improvviso mi sono sentita già più carina, nonostante sto occhio resti in guardabile J.
E sono uscita tutta contenta, costava pure meno del mio ex parrucchiere!
Basta proprio poco per fare piacere alle persone, ho passato un pomeriggio meraviglioso tutta gongolante nelle strade calde di Parigi.