Mentre faccio fare il test di reclutamento ai futuri
assistenti sociali, una bambina stramazza al suolo, é sicuramente malnutrita e
molto malata, guardo senza dire e fare niente, non capisco una parola di foulfouldé e non sono un medico… la
soccorrono, la lasciano vomitare nella corte dell ospedale e poi la portano a
fare la visita.
La scena é
u po’ forte, mi giro per guaradare tutti i rifugiati in fila per la
consultazione con il dottore, sono in uno stato spaventoso… fa male.
Guardo piu
lontato le capanne fatte di foglie e teloni di plastic: le loro case… penso al
loro viaggio, a quello che hanno vissuto in Centrafrica. Fa piangere.
Tra una settimana saro’ su una “terrasse “ a Parigi per
l’aperitivo a godermi l’estate.
Questa volta il paradosso della mia vita lo
sento ancora piu’ forte.
Sarà un ritorno difficile.
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