Dopo un week end di lavoro tranquillo e un tramonto sull’Oubangui domenica
sera, oggi si ricomincia.
Una nuova settimana dove l’insicurezza per le strade e in molti quartieri
non permette di mouversi e quindi di lavorare.
Ogni mattina alle 7h30 vengono autorizzati o no gli spostamenti per raggiungere i luoghi dove abbiamo i progetti. Un problema sorvenuto il giorno prima per l’uccisione di un musulmano e la relativa vendetta con l’uccisione di 60 cristiani (secondo le voci), limita l’accesso ad uno dei posti dove avrei dovuto andare questa mattina.
Pazienza, non ci tengo particolarmente ad affrontare il rischio. Vado allora in un centro sanitario per la distrubuzione della razione settimanale di plumpy nut e mi siedo con l’equipe psicosociale ad ascoltare le storie che si ripetono tutte piene delle stesso dolore. Gli animatori non sanno davvero cosa rispondere, aprono delle grandi feriti e lasciano le donne e i bimbi con le loro angoscie e vissuti traumatici. Li aiuto un po’, limitata dall’impossibilità di comunicare in Sango.
Ogni mattina alle 7h30 vengono autorizzati o no gli spostamenti per raggiungere i luoghi dove abbiamo i progetti. Un problema sorvenuto il giorno prima per l’uccisione di un musulmano e la relativa vendetta con l’uccisione di 60 cristiani (secondo le voci), limita l’accesso ad uno dei posti dove avrei dovuto andare questa mattina.
Pazienza, non ci tengo particolarmente ad affrontare il rischio. Vado allora in un centro sanitario per la distrubuzione della razione settimanale di plumpy nut e mi siedo con l’equipe psicosociale ad ascoltare le storie che si ripetono tutte piene delle stesso dolore. Gli animatori non sanno davvero cosa rispondere, aprono delle grandi feriti e lasciano le donne e i bimbi con le loro angoscie e vissuti traumatici. Li aiuto un po’, limitata dall’impossibilità di comunicare in Sango.
E poi arriva il momento di partire, siamo in macchina e l’autista si ferma
non vuole continuare, non capisco, non vedo niente, eppure per lui dei
movimenti a me impercettibili, gli fanno capire che la situatione é pericolosa
sulla strada che avremmo dovuto prendere. Chiede conferma, si in effetti ci
consigliano di cambiare direzione, stanno sparando e bruciando case... va bene
cambiamo piano...
Vado all’ospedale pediatrico... i bimbi malnutriti oggi sono 124, uno sopra
l’latro, mancano letti e spazio! Sono davvero tutti in uno stato pessimo, mi
assale il magone... dopo un’ora sono a casa per pranzo e riesco a distogliere i
pensieri da questa mattinata intensa.
Il pomeriggio lo passo in ufficio, ho bisogno di un piccolo rifugio... ma
mi guardo intorno, alcune persone del nostro staff sono sedute, con lo sguardo
perso nel vuoto... capisco piu’ tardi che vivono nel luogo dove poche ora prima
stavano sparando e bruciando tutto, le loro case, le poche cose che possiedono.
Avevano fatto partire le famiglie perché si aspettavano il peggio, hanno fatto
bene, ma stasera non potranno tornare, non avranno nessun posto dove tornare
senza rischiare di essere uccisi.
Questa é la realtà qui, ogni giorno... sembra che questo orrore non debba
passare mai!
E’ sera, quasi ora di rientrare, fare una doccia rinfrescante (si muore di caldo!) e non pensare più a tutto cio’... fino a domani.
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